Il dollaro in difficoltà non ha ancora spinto il Bitcoin

Il DXY continua a scendere e, nella sessione odierna, si trova poco sopra il minimo del 2025.

Dopo il forte apprezzamento registrato nelle settimane successive all’elezione di Donald Trump del novembre 2024, il biglietto verde ha subito un calo marcato durante la prima metà del 2025 e da alcuni mesi si mantiene in una fase volatile vicino a livelli pluriennali minimi.

La discesa significativa del 2025 è stata inizialmente accompagnata dalla risposta attesa dei mercati: azioni, metalli preziosi e altre attività reali hanno registrato rialzi importanti, mentre alcuni asset digitali avevano a loro volta avuto spunti rialzisti.

Tuttavia, dall’ottobre scorso lo scenario è in parte cambiato: i mercati azionari e molte materie prime hanno continuato a salire — in particolare oro, argento e rame hanno toccato nuovi massimi — mentre bitcoin e il più ampio comparto delle criptovalute hanno accusato movimenti ribassisti molto pronunciati.

Cosa potrebbe succedere al dollaro

L’indice DXY sta ora trattando poco sopra un livello di supporto di lungo periodo che risale alla crisi finanziaria globale del 2008. Questo punto di riferimento tecnico è stato testato più volte nel corso degli anni e si è dimostrato resistente, con ultime verifiche in mesi recenti.

Allo stesso tempo, si osserva una divergenza di politica monetaria tra diverse banche centrali. Per esempio, la Bank of Japan sta adottando segnali di normalizzazione mentre la Federal Reserve degli Stati Uniti è sotto crescente pressione, anche politica — inclusa quella esercitata da Donald Trump — a considerare una riduzione dei tassi. Questa divergenza rende plausibile la possibilità che il dollaro possa rompere il supporto menzionato e proseguire verso livelli inferiori.

Implicazioni per i mercati e per le criptovalute

Un indebolimento prolungato del dollaro tende a influire su molteplici fronti: favorisce le materie prime quotate in dollari, può sostenere i prezzi delle esportazioni di paesi esteri e alimentare pressioni inflazionistiche sulle importazioni per gli Stati Uniti. Allo stesso tempo, variazioni significative del cambio possono ridisegnare i flussi di capitale e la propensione al rischio degli investitori.

Nonostante il calo del dollaro quest’anno, bitcoin non ha ancora mostrato un recupero duraturo; le criptovalute potrebbero infatti necessitare di una forte conferma tecnica — come la rottura di un supporto significativo del dollaro — per invertire la tendenza ribassista che ha caratterizzato il comparto negli ultimi mesi.

Se il DXY dovesse rompere al ribasso il supporto a lungo termine, è probabile che si verifichino spostamenti di portafoglio: aumento della domanda per asset rifugio non correlati al dollaro, ripresa dei prezzi delle commodity e possibili rafforzamenti di valute estere i cui rendimenti reali risultino più attraenti in confronto al contesto statunitense. Le reazioni delle banche centrali e degli operatori istituzionali saranno cruciali per determinare l’entità e la durata di questo eventuale movimento.

In sintesi, il quadro resta caratterizzato da elevata incertezza: il valore del dollaro rimane vincolato a un supporto storico e la combinazione di politiche monetarie divergenti, pressione politica e dinamiche dei mercati finanziari determinerà la prossima fase, con ricadute rilevanti su materie prime, mercati azionari e criptovalute.