BCE ottiene il sostegno del Consiglio dell’UE per limiti di detenzione dell’euro digitale

Il Consiglio dell’Unione europea, l’organo che contribuisce a definire la legislazione dell’UE e a vincolare i governi nazionali all’adozione delle norme comunitarie, ha espresso appoggio al progetto della European Central Bank di esplorare una valuta digitale ufficiale, definendola un’evoluzione del denaro e uno strumento potenziale per l’inclusione finanziaria.

Il Consiglio dell’Unione europea ha detto:

“Occorre porre limiti al valore totale che può essere detenuto in conti online e portafogli digitali per evitare che il digital euro venga usato come riserva di valore.”

Secondo il Consiglio, questi limiti servirebbero a impedire che il digital euro influisca sulla stabilità finanziaria trasferendo risorse dalla rete bancaria esistente verso uno strumento gestito dalla banca centrale.

Il Consiglio riunisce i ministri dei 27 Stati membri e, insieme al Parlamento europeo, contribuisce a plasmare le norme dell’Unione. Il suo sostegno indica un ampio allineamento a livello nazionale rispetto alle scelte di progettazione della valuta digitale, aumentando la probabilità che i futuri provvedimenti legislativi riflettano l’impostazione della ECB.

Dettagli sui limiti proposti

Il nucleo della proposta riguarda tetti massimi per la quantità di digital euro che un singolo individuo o conto può detenere contemporaneamente. L’obiettivo dichiarato è evitare che la valuta digitale diventi una forma alternativa e sostitutiva di deposito bancario, con effetti potenzialmente destabilizzanti per il sistema finanziario.

Edwin Mata ha detto:

“I limiti non riguardano solo la stabilità finanziaria in astratto: servono a impedire che il digital euro competa direttamente con i depositi bancari. Se fosse possibile detenere quantità illimitate, i depositi potrebbero migrare istantaneamente dalle banche commerciali alla banca centrale, accelerando le corse agli sportelli in periodi di tensione.”

La European Central Bank ha posto in passato analoghi segnali di attenzione riguardo ai rischi connessi ai stablecoin ancorati al dollaro: strumenti come Tether USDT e USDC emessi da Circle sono stati citati come esempi che, in caso di crescita significativa, potrebbero determinare deflussi dai depositi retail con ripercussioni sulla raccolta bancaria e sulla volatilità dei finanziamenti.

Funzionari della European Central Bank hanno avvertito:

“Una crescita significativa dei stablecoin potrebbe provocare deflussi di depositi retail, riducendo una fonte importante di finanziamento per le banche e lasciandole con fonti di finanziamento più volatili.”

Impatto sul sistema bancario e sulla creazione del credito

Nel sistema dell’area euro, la maggioranza della moneta in circolazione viene creata dalle banche commerciali attraverso l’attività di prestito. Per questo motivo, la possibilità per i cittadini di detenere grandi quantità di digital euro come riserva di valore potrebbe erodere la base dei depositi bancari e comprimere la capacità degli istituti di concedere credito.

Pedro Birman ha detto:

“Se il digital euro fosse considerato una riserva di valore libera e illimitata, si verificherebbe una migrazione su larga scala dai depositi bancari a moneta della banca centrale autogestita, riducendo la base depositaria delle banche e limitando la creazione di credito.”

Una riduzione dei depositi significherebbe costi di finanziamento più elevati per le banche, una possibile stretta del credito e un effetto equivalente a un inasprimento monetario involontario, soprattutto in periodi di tensione sui mercati.

Argomentazioni a favore dei tetti

Tra i sostenitori dei limiti c’è chi sottolinea che il digital euro dovrebbe essere progettato come un’infrastruttura di pagamento, non come uno strumento di bilancio per gli utenti finali, con regole che ne preservino la funzione originaria senza sostituire il ruolo delle banche commerciali.

Amber Ghaddar ha detto:

“Il messaggio è chiaro: il digital euro è pensato come una rete di pagamento, non come uno Stato patrimoniale. I tetti esistono per evitare che diventi un conto di bilancio e per preservare la trasmissione della politica monetaria.”

Secondo questa prospettiva, saldi elevati in digital euro potrebbero indebolire la trasmissione della politica monetaria, costringendo la banca centrale a scelte difficili, come pagare interessi sulla moneta centrale destinata ai consumatori o accettare un controllo più debole sui tassi di interesse.

Critiche e preoccupazioni sulla protezione delle banche

Non mancano però analisi critiche che vedono nei limiti anche una forma di protezione per gli attori bancari tradizionali: vincoli troppo stringenti potrebbero infatti ridurre la concorrenza e preservare modelli di raccolta e di profitto consolidati.

Jonatan Randin ha detto:

“Sebbene la ECB inquadri la misura come una questione di stabilità, l’effetto pratico è anche quello di difendere le banche dall’emergere di nuove forme di concorrenza.”

Analisi indipendenti, come quella citata nella discussione, stimano che l’introduzione di limiti potrebbe ridurre il margine d’interesse netto delle banche mediamente di circa il 7%, con impatti più rilevanti per gli istituti di dimensione minore (fino al 13% in alcuni scenari), incidendo quindi sui profitti derivanti dalla raccolta e dall’attività di intermediazione.

Arthur Breitman ha detto:

“La misura è pensata per prevenire spostamenti repentini di depositi dalle banche commerciali verso moneta della banca centrale praticamente senza rischio. Questo protegge i modelli di finanziamento bancari, ma mette in luce la dipendenza del sistema attuale dalle banche commerciali per l’estensione del credito.”

Charles d’Haussy ha detto:

“L’Europa punta su una CBDC sovrana come il digital euro per mantenere controllo monetario e tutela della privacy in un quadro pienamente regolamentato. Al contrario, molte altre aree, in particolare gli Stati Uniti, favoriscono soluzioni private come i stablecoin per rapidità e scala globale.”

Equilibrio tra innovazione e stabilità

Il dibattito centrale sulla progettazione di una valuta digitale della banca centrale riguarda proprio questo equilibrio: offrire al pubblico uno strumento di pagamento moderno, affidabile e accessibile senza compromettere la stabilità di un sistema finanziario che dipende ancora in larga misura dalle banche commerciali.

Per ora la combinazione di orientamento tecnico della ECB e l’appoggio politico espresso dal Consiglio fa pensare che la futura normativa europea tenderà a incorporare limiti mirati sui saldi retail del digital euro, considerati necessari per mantenere il funzionamento dei mercati del credito e la trasmissione della politica monetaria.

Nei prossimi mesi il confronto politico e tecnico proseguirà: il quadro legislativo europeo dovrà bilanciare la volontà di innovare i sistemi di pagamento con la necessità di tutelare la stabilità finanziaria, la concorrenza e la protezione dei risparmiatori.

Christine Lagarde ha recentemente spostato l’attenzione della ECB verso la messa a punto del lancio del digital euro, dopo i cicli di decisione sui tassi, segnalando che il progetto rimane una priorità a livello di banca centrale.