Bitcoin verso il peggior trimestre dal 2018: le altcoin sotto pressione

Bitcoin ha spinto nuovamente verso la soglia dei 90.000 dollari, dando un impulso temporaneo all’intero mercato delle criptovalute, ma la maggior parte degli analisti non considera questo movimento un punto di svolta significativo dopo una delle seconde metà d’anno più deboli degli ultimi tempi.

Nelle ultime 24 ore i principali token sono rimasti compresi in un range: XRP, Ether, Solana (SOL), Cardano (ADA) e DOGE hanno segnato rialzi fino al 2%, mentre Aave ha continuato a scendere.

La discesa di AAVE prosegue a causa delle tensioni legate alla governance del progetto, che ne hanno fatto il peggior token della giornata con una perdita intorno al 7%.

La capitalizzazione totale del mercato cripto è tornata a superare la soglia psicologica dei 3.000 miliardi di dollari, un livello che nelle ultime settimane ha spesso segnato il confine tra acquisti e vendite. Nonostante i prezzi siano più alti nel breve termine, gli esperti sottolineano che il recupero appare più una reazione dovuta alla compressione delle vendite che una ripresa sostenuta.

Ripresa tecnica o vero recupero?

Alex Kuptsikevich, chief market analyst di FxPro, ha osservato:

«Il mercato cripto sta tentando un nuovo impulso di crescita, ma non si può ancora parlare di una ripresa.»

Kuptsikevich sottolinea che il recente rafforzamento è in larga parte di natura tecnica e nasce da una base bassa dopo settimane di vendite. L’indice di fiducia del mercato è migliorato solo marginalmente, lasciando spazio a interpretazioni prudenti: la dinamica sembra più attribuibile a un’esaurimento della pressione di vendita che a un ritorno della propensione al rischio tra gli investitori.

Kuptsikevich ha aggiunto:

«I tentativi di riportare la performance da inizio anno a zero offrono una consolazione limitata.»

Nel complesso, Bitcoin resta sensibilmente al di sotto dei massimi raggiunti nel 2025, con un differenziale vicino al 30% rispetto al picco annuale, e si negozia sotto i livelli osservati all’inizio dell’anno. Per molti operatori la delusione ha sostituito l’ottimismo che aveva caratterizzato i mercati nei mesi precedenti.

Andamenti stagionali e prospettive di fine anno

I dati di mercato indicano che, finora, il quarto trimestre ha registrato una flessione superiore al 22% per Bitcoin, rendendo il 2025 uno dei peggiori periodi di fine anno a esclusione dei mercati ribassisti più profondi. Storicamente il quarto trimestre è stato sia il palcoscenico di forti rimbalzi sia di ribassi significativi, in funzione della liquidità e del contesto macroeconomico.

La variabilità stagionale è spesso amplificata da fattori quali la stretta della liquidità globale, le decisioni sulle politiche monetarie e l’incertezza geopolitica, che possono spingere gli investitori a chiudere posizioni rischiose o a cercare coperture tramite derivati. In questo scenario, i rimbalzi tecnici rischiano di rivelarsi temporanei se non supportati da segnali fondamentali più solidi.

Volatilità intra-day e impatto delle sessioni di contrattazione

Il mercato rimane vulnerabile a inversioni rapide, con una dinamica che spesso vede i guadagni maturati durante le sessioni asiatica ed europea affievolirsi all’apertura dei mercati nordamericani. Questo fenomeno è legato a flussi di liquidità, presenza di market maker e al diverso profilo degli operatori attivi nelle varie fasce orarie.

Per gli investitori e i professionisti del settore diventa quindi cruciale monitorare non solo i movimenti di prezzo, ma anche i volumi, l’open interest nei contratti derivati, i dati on-chain e le notizie regolamentari che possono alterare rapidamente il sentiment di mercato.

In sintesi, il rialzo attuale può offrire opportunità tattiche, ma gli analisti consigliano prudenza: senza un miglioramento strutturale della liquidità e segnali macro più positivi, il mercato potrebbe tornare a essere dominato da oscillazioni ampie e repentini cambi di direzione.