Brillano i token d’oro mentre il prezzo di BTC vola a $89,000
- 22 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il prezzo dell’oro ha raggiunto nuovi massimi, spingendo al rialzo anche i token digitali garantiti dal metallo, tradizionalmente considerato un bene rifugio.
Il token garantito dall’oro più grande per capitalizzazione di mercato, XAUT, ha toccato un massimo storico vicino a 4.425 dollari, mentre PAXG e KAU hanno segnato rialzi analoghi, contribuendo a portare la capitalizzazione complessiva dei token supportati dall’oro a circa 4,38 miliardi di dollari.
Timothy Misir, responsabile ricerca di BRN, ha detto:
“Il messaggio è chiaro: gli investitori continuano a coprirsi dall’incertezza macroeconomica piuttosto che avventurarsi in modo aggressivo sul rischio. Questa divergenza continua a limitare l’entusiasmo per le criptovalute, anche mentre le condizioni di liquidità migliorano.”
Nel frattempo, Bitcoin è salito fino a circa 89.800 dollari, sostenuto da un calo dell’indice del dollaro e da un rialzo delle azioni tecnologiche che ha trainato gli indici azionari asiatici. Tra i titoli in evidenza, hanno contribuito al rafforzamento del sentiment i guadagni di Taiwan Semiconductor Manufacturing e Samsung Electronics, attenuando alcune preoccupazioni riguardo a una possibile bolla legata all’intelligenza artificiale.
I future collegati al S&P 500 hanno segnato un progresso intorno allo 0,3%, prospettando un’apertura positiva per i mercati statunitensi all’inizio della settimana.
Pur essendo incoraggiante l’aumento dei prezzi, una ripresa duratura richiederà un ritorno dell’interesse verso strumenti di investimento istituzionali, che al momento appaiono raffreddati: la settimana scorsa i prodotti per investimenti in attività digitali quotati globalmente hanno registrato un deflusso netto per la prima volta in quattro settimane, pari a circa 952 milioni di dollari, secondo i dati di CoinShares.
Segnali dai mercati dei derivati e dalla volatilità
La stabilità dei prezzi non si è ancora tradotta in una ripresa della propensione al rischio. I mercati dei derivati forniscono un quadro misto: l’open interest mostra piccoli aumenti nelle ultime 24 ore per BTC, ETH, HYPE e BNB, mentre altre grandi criptovalute continuano a registrare deflussi di capitale.
Le posizioni long su BTC costruite con denaro preso in prestito su Bitfinex continuano ad aumentare, fenomeno che storicamente si è osservato durante fasi ribassiste prolungate. La volatilità implicita a 30 giorni di BTC si mantiene stabile intorno al 45%, indicando scambi relativamente tranquilli verso la chiusura dell’anno, mentre quella di Ether è scesa al 70%, il livello più basso dal 9 ottobre.
Sulla CME l’open interest nei future su BTC è sceso sotto i 120.000 BTC per la prima volta dall’inizio del 2024, segnale di una partecipazione istituzionale in riduzione.
Alcune monete come BCH, SHIB, WLFI e TON mostrano tassi di funding negativi nei mercati perpetual, a indicare un posizionamento sbilanciato verso operazioni short, mentre i tassi per le principali criptovalute restano leggermente positivi.
Su Deribit i flussi di grandi blocchi appaiono contrastanti, con spread sia call sia put di BTC che passano sul mercato; nel caso di ETH alcuni operatori hanno rincorso calendar spread. Complessivamente, put di BTC e ETH continuano a essere scambiate a premio rispetto alle call, sebbene il bias verso le put si sia leggermente attenuato rispetto a venerdì.
Voto del Curve DAO e conseguenze per lo sviluppo
La comunità del Curve DAO ha respinto una proposta che prevedeva l’invio di 17,45 milioni di token CRV a Swiss Stake AG, società controllata dal fondatore di Curve Finance, Michael Egorov, incaricata dello sviluppo core dell’exchange decentralizzato. Il valore della tranche proposta era stimato intorno a 6,3 milioni di dollari.
Nonostante il voto contrario, il token CRV ha registrato un rialzo di circa il 4% nelle ultime 24 ore, sovraperformando il mercato crypto più ampio, mentre l’indice CoinDesk 20 (CD20) è salito dello 0,35% nello stesso periodo.
La proposta è stata bocciata con il 54,46% dei voti contrari contro il 45,54% favorevole. Le cassette di voto collegate a Yearn Finance e Convex Finance, attori di rilievo nell’ecosistema DeFi, hanno espresso quasi il 90% dei voti contrari, secondo i dati on-chain.
Un membro della DAO ha osservato:
“La DAO merita un rendiconto dettagliato e trasparente delle spese e non dovrebbe essere chiamata ad autorizzare ulteriori finanziamenti finché tale requisito non sarà soddisfatto e la comunità non avrà la possibilità di discutere apertamente se tali spese siano giustificate.”
Le preoccupazioni sollevate riguardano la governance e la rendicontazione dei progetti finanziati dalla tesoreria della DAO: la richiesta di maggior trasparenza evidenzia come, nel modello organizzativo decentralizzato, il controllo della comunità sulle uscite sia cruciale per mantenere fiducia e legittimità nella gestione dei fondi.
Dal punto di vista operativo, il rifiuto della proposta può rallentare l’afflusso di risorse verso lo sviluppo core di Curve Finance nel breve termine, costringendo il team a cercare soluzioni alternative di finanziamento o a riorientare la comunicazione verso una maggiore chiarezza sulle spese sostenute finora.
In prospettiva più ampia, il caso sottolinea come le dinamiche interne alle DAO possano influenzare non solo la governance dei protocolli DeFi, ma anche la percezione degli investitori istituzionali che valutano partecipazione, trasparenza e sostenibilità del modello operativo prima di tornare ad allocare capitale significativo.