Pnrr: progetti conclusi triplicano, spesa vola a 101,3 miliardi
- 22 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L’accelerazione del Pnrr italiano emerge con chiarezza dai dati ufficiali aggiornati: la relazione semestrale presentata nella cabina di regia al Governo contiene indicatori che fotografano un’accelerazione sia nei progetti conclusi sia nella spesa rendicontata.
I progetti conclusi sono passati da circa 127.000 a gennaio a 383.933 a fine novembre, un valore che corrisponde al 69,7% delle 550.917 iniziative per le quali esiste un impegno di spesa. Altri 152.580 interventi risultano in corso di esecuzione.
La spesa effettiva certificata dal ReGis, la piattaforma della Ragioneria generale dello Stato che registra le operazioni finanziarie del Piano, ha superato la soglia dei 100 miliardi, attestandosi a 101,3 miliardi di euro. Occorre tuttavia considerare i ritardi fisiologici nella rendicontazione da parte dei soggetti attuatori.
L’impennata della spesa
Il valore della spesa effettiva è l’indicatore più rilevante per valutare l’impatto reale del Pnrr sull’economia e sulla crescita del Pil, sebbene le verifiche del Piano si fondino soprattutto sul conseguimento di milestones e target. L’ultima revisione straordinaria ha permesso di spostare alcuni filoni più in difficoltà verso le cosiddette facilities, strumenti finanziari che concedono fino a tre anni in più per completare misure e pagamenti.
Queste facilities valgono nel complesso 23,6 miliardi di euro e, entro la scadenza ordinaria del 30 agosto 2026, richiedono solo l’assunzione dell’impegno giuridicamente vincolante. Considerando l’esclusione di tali somme, gli investimenti da completare entro il prossimo anno ammontano a 170,8 miliardi (a fronte dei 194,4 miliardi complessivi del Piano).
Il progresso finanziario, calcolato come rapporto tra spesa pagata e stanziamenti, è al 59,3% rispetto al totale e al 72,1% se riferito ai fondi già ricevuti. Sebbene si registri un miglioramento rispetto alle rilevazioni precedenti, il livello di avanzamento impone un’ulteriore accelerazione nella rendicontazione amministrativa per evitare criticità nel consuntivo finale del Pnrr.
Rush finale impegnativo
Il tratto conclusivo del Pnrr presenta un’intensificazione degli obiettivi da centrare: per ottenere l’accredito della nona rata da 12,8 miliardi — pari per cifra all’ottava in arrivo — è necessario soddisfare 50 fra milestones e target. In prospettiva è prevista una maxirata finale da 28,4 miliardi condizionata al raggiungimento di 159 obiettivi.
Finora risultano completati 18 investimenti e 44 riforme che non richiedono ulteriori milestones o target. Complessivamente il Piano comprende 156 investimenti e 68 riforme: in termini percentuali l’attuazione è al 65% per le riforme e solo al 12% per gli investimenti, un differenziale che evidenzia la mole di lavoro ancora necessaria e le differenze di complessità tra interventi normativi e progetti d’investimento.
Questi numeri non tengono conto del peso economico relativo di ciascuna misura: alcuni investimenti particolarmente onerosi possono influire in modo significativo sul conseguimento degli obiettivi finanziari complessivi, anche se numericamente rappresentano poche voci.
Rinvio per il decreto legge del Pnrr
L’iter normativo non agevola la corsa finale: il decreto legge che dovrebbe disciplinare l’ultima fase del Pnrr rimodulato è stato rinviato e, secondo il calendario aggiornato, è previsto per il Consiglio dei ministri solo a metà gennaio. Il ritardo complica i tempi di attuazione perché molte norme, una volta convertite in legge, richiedono decreti ministeriali di attuazione che seguono procedure amministrative e la registrazione presso la Corte dei conti.
Per le misure trasferite nelle facilities il tempo è particolarmente stringente: la proroga concessa non elimina la necessità di rendicontazione puntuale e dell’adozione degli atti esecutivi che consentono i pagamenti. Qualsiasi ulteriore ritardo normativo o amministrativo può quindi ridurre le possibilità di ottenere le risorse legate alle prossime rate.
Per contenere i rischi resta cruciale migliorare la capacità di rendicontazione degli enti attuatori, accelerare l’adozione dei decreti attuativi e rafforzare i supporti tecnici e amministrativi alle amministrazioni locali e ai soggetti responsabili degli investimenti, così da tradurre i progressi registrati in reali impatti economici entro le scadenze previste.