Il papa: un natale per perdonare, incoraggiare e ridare speranza a tutti

Mentre le trattative non hanno ancora trovato un punto d’incontro e il cessate il fuoco in Ucraina non è ancora arrivato, il Pontefice ha richiamato l’attenzione sulla figura di Giuseppe, evidenziandone le virtù di pietà, carità, misericordia e abbandono, invitando i fedeli a fare tesoro di questi atteggiamenti nel periodo finale dell’Avvento in preparazione al Santo Natale.

Leone XIV ha pronunciato queste parole prima della recita dell’Angelus dalla finestra del suo studio in Piazza San Pietro:

«Pietà e carità, misericordia e abbandono: ecco le virtù dell’uomo di Nazaret che la liturgia oggi ci propone, affinché ci accompagnino in questi ultimi giorni di Avvento, verso il Santo Natale. Sono atteggiamenti importanti, che educano il cuore all’incontro con Cristo e con i fratelli, e che possono aiutarci ad essere, gli uni per gli altri, presepe accogliente, casa ospitale, segno della presenza di Dio».

Leone XIV ha aggiunto:

«In questo tempo di grazia, non perdiamo occasione per praticarli: perdonando, incoraggiando, dando un po’ di speranza alle persone con cui viviamo e a quelle che incontriamo».

Appello ai bambini e benedizione del Bambinello

Leone XIV si è rivolto direttamente ai più giovani presenti in piazza, invitandoli a pregare per la pace:

«Bambini, pregate perché tutti possano vivere in pace».

Leone XIV ha poi rivolto un invito specifico ai ragazzi raccolti davanti al presepe prima di benedire le statuine:

«Cari ragazzi, davanti al presepe pregate Gesù anche per le intenzioni del Papa; in particolare preghiamo insieme perché tutti i bambini del mondo possano vivere nella pace».

In occasione dell’Angelus il Pontefice ha benedetto le statuine del Bambinello portate in piazza da oratori, famiglie, bambini, ragazzi e numerosi fedeli, in un momento che unisce preghiera, comunione ecclesiale e festa. La pratica della benedizione del Bambinello accompagna il cammino di preparazione al Natale della Diocesi di Roma dal 21 dicembre 1969, quando fu avviata con Paolo VI, sottolineando il valore educativo del presepe nell’esperienza degli oratori e nella vita comunitaria.

Questa tradizione viene presentata come un’occasione per rafforzare legami di solidarietà e per ricordare l’importanza di piccoli gesti di accoglienza e speranza nelle relazioni quotidiane, elementi che la liturgia e le realtà pastorali promuovono durante l’Avvento e il periodo natalizio.



Author: Tony
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