I morti dimenticati: che fine fa chi scompare senza parenti
- 21 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Paolo, una vedetta antincendio di 65 anni impegnata nelle campagne dell’Iglesiente in Sardegna, risultava assente dai contatti da quattro giorni: il suo corpo senza vita è stato ritrovato giorni dopo dai colleghi all’interno della sua abitazione, dove viveva da solo.
A Noto, in Sicilia, è stato scoperto il cadavere mummificato di un uomo di 46 anni: la data del decesso è stata stimata circa un mese prima e nessuno si sarebbe accorto della sua scomparsa. Questi casi rappresentano l’aspetto più tragico della condizione di chi muore in solitudine.
Le cronache riportano numerosi episodi analoghi: a Valencia il corpo di un uomo è stato rinvenuto mummificato dodici anni dopo la morte, perché la pensione continuava ad essere accreditata e le utenze erano pagate automaticamente, finché un allagamento non ha costretto l’amministratore a far intervenire la forza pubblica per aprire la porta. A Trento, nel 2010, il corpo di un uomo mummificato è stato scoperto solo dopo il crollo del tetto dell’abitazione: l’uomo era deceduto ormai da quasi vent’anni.
Fenomeni simili non si registrano soltanto in Italia ma anche in altri Paesi dell’Unione europea, interessando sia grandi metropoli sia piccoli centri, e segnalano tensioni tra cambiamenti demografici, abitudini sociali e servizi di cura.
Cause e dinamiche sociali
Fernando Nonnis, antropologo e presidente di Soccorso Iglesias, associazione di protezione civile attiva sia nelle emergenze che nelle attività quotidiane della sua comunità, interpreta questi casi come esiti di trasformazioni sociali che producono isolamento e sfiducia.
Fernando Nonnis ha detto:
“Il fatto vero è che viviamo in una società che genera solitudine, dove ogni giorno si alimentano paura e diffidenza. In passato il vicinato offriva una forma di assistenza a chi era anziano o viveva da solo, sia nei piccoli centri sia nelle città.”
Nonnis sottolinea come la sensibilità alla privacy abbia alterato i rapporti di prossimità: nelle scale condominiali spesso non si conoscono più i vicini, nemmeno quelli al piano di sopra o di sotto, riducendo così le occasioni di controllo informale e solidarietà quotidiana.
Fernando Nonnis ha detto:
“Con la questione della privacy tutto è mutato. Il vecchio soccorso di vicinato, ormai, non esiste più e con le persone che vivono accanto è più facile che si litighi che non ci si aiuti.”
Risposte del volontariato e soluzioni tecnologiche
Per contrastare l’isolamento numerose associazioni di volontariato promuovono progetti che coniugano strumenti tecnologici e presenza umana. Tra questi, Soccorso Iglesias ha avviato sperimentazioni con dispositivi di telesoccorso per monitorare lo stato di salute e l’attività quotidiana degli anziani che vivono soli.
Fernando Nonnis ha detto:
“Attraverso una convenzione dedicata dotiamo gli anziani di strumenti di collegamento in grado di dirci se la persona è in piedi, è caduta, sta dormendo o sta male.”
Oltre alla tecnologia, il progetto integra un contatto umano costante: volontari effettuano chiamate programmate per verificare il benessere e mantenere un rapporto regolare con le persone più fragili.
Fernando Nonnis ha detto:
“Una delle attività riguarda la telefonata: possono essercene due al giorno, oppure una sola la domenica. I volontari del servizio civile si occupano di questo aspetto e animano il servizio.”
Ruolo delle istituzioni locali
Le associazioni chiedono alle amministrazioni comunali di sostenere economicamente e organizzativamente queste sperimentazioni, che consentono di coniugare autonomia personale e sicurezza. Il coinvolgimento dei Comuni e dei servizi sociali è ritenuto centrale per scalare iniziative locali e integrarle con le reti sanitarie e assistenziali esistenti.
Fernando Nonnis ha detto:
“Attraverso questi strumenti si riesce a garantire un servizio e si permette alle persone di una certa età di continuare ad avere la propria indipendenza.”
Conclusioni e prospettive
Il fenomeno delle morti non rilevate mette in luce la necessità di politiche integrate che includano prevenzione, reti di prossimità e investimenti tecnologici e umani. In un contesto di invecchiamento demografico, combinare telesoccorso, interventi del volontariato e sostegno dei Comuni può ridurre i rischi legati all’isolamento e migliorare la qualità della vita delle persone più vulnerabili.