Il sentiment del mercato crypto non mostra ancora la paura necessaria per un fondo: Santiment
- 21 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il mercato delle criptovalute potrebbe non aver ancora raggiunto il fondo: secondo il fondatore della piattaforma di analisi del sentiment Santiment, Maksim Balashevich, esiste la possibilità che Bitcoin scenda ulteriormente verso quota 75.000 dollari prima che si possa parlare di una vera inversione.
Il livello ipotizzato implicherebbe un calo di circa il 14,77% rispetto al prezzo attuale di Bitcoin, stimato intorno a 88.350 dollari secondo CoinMarketCap. Nell’arco degli ultimi 30 giorni il valore di Bitcoin è aumentato di circa l’1,8%.
Maksim Balashevich ha detto:
“Sembra molto allettante avvicinarsi ancora di più.”
La cautela di Balashevich deriva dall’osservazione di un’ondata di ottimismo sui canali social e nelle chat dedicate alle criptovalute, una dinamica che raramente accompagna la formazione di un vero minimo di mercato.
Santiment ha aggiunto:
“La folla non è abbastanza spaventata per poter parlare di un bottom.”
Secondo Balashevich, commenti e affermazioni eccessivamente ottimistiche rappresentano un segnale contraddittorio rispetto a quanto ci si aspetterebbe in prossimità di un ribasso definitivo.
Maksim Balashevich ha detto:
“Questi tipi di dichiarazioni non sono ciò che vorrei vedere.”
In un esempio citato dall’analista, molte conversazioni retail si concentrano sull’ipotesi di un taglio dei tassi da parte della Banca del Giappone, con la conseguente convinzione che i ribassisti siano stati sorpresi e che il mercato sia pronto a ripartire al rialzo.
Maksim Balashevich ha detto:
“In un particolare canale dominato dal retail si discute soprattutto di un taglio dei tassi della Banca del Giappone, i ribassisti sono rimasti scoperti e da qui si continuerà a salire.”
Va ricordato che la Banca del Giappone ha recentemente portato i tassi d’interesse a uno dei livelli più alti degli ultimi trent’anni, raggiungendo lo 0,75%. Storicamente simili mosse di politica monetaria internazionale sono state associate in passato a correzioni anche intorno al 20% sul mercato del Bitcoin.
Indicatori di mercato e segnali contraddittori
Nonostante i dubbi di Balashevich, alcuni indicatori di mercato inviano segnali contrari, suggerendo che il panico o la paura estrema siano già presenti tra gli investitori al dettaglio.
Il Crypto Fear & Greed Index, che sintetizza il sentiment complessivo del mercato cripto, è rimasto in territorio di “Fear” ed “Extreme Fear” da metà dicembre e recentemente ha segnato un valore pari a 20, indicativo di un sentimento fortemente avverso al rischio.
Parallelamente, l’Altcoin Season Index, che confronta la performance delle prime 100 altcoin rispetto a Bitcoin negli ultimi 90 giorni, ha registrato una lettura che indica una “Bitcoin Season” (17 su 100), segnalando un predominio relativo del bitcoin rispetto alle altcoin nel periodo considerato.
Prospettive degli analisti e scenari possibili
Le opinioni degli analisti restano divergenti. Jurrien Timmer, direttore della ricerca macro globale per Fidelity, ha ipotizzato che Bitcoin potrebbe prendersi una pausa nel 2026 con un potenziale calo verso i 65.000 dollari, scenario che riflette una visione più prudente sull’orizzonte di medio termine.
Jurrien Timmer ha detto:
“Potrebbe prendersi un ‘anno off’ nel 2026.”
Al contrario, altri professionisti del settore, tra cui il chief investment officer di Bitwise, Matt Hougan, immaginano il 2026 come un anno di consolidamento o di ripresa per il mercato del Bitcoin. Questa varietà di previsioni sottolinea l’incertezza e la sensibilità del prezzo a fattori macroeconomici e all’afflusso di capitale istituzionale.
Secondo Balashevich, una discesa verso i 75.000 dollari potrebbe però rappresentare un’opportunità tecnica interessante per i trader, offrendo un “setup” favorevole per operazioni di acquisto o strategie di ingresso graduale.
Maksim Balashevich ha detto:
“Un movimento verso quel livello creerebbe un setup molto buono per i trader.”
In conclusione, il mercato mostra segnali contrastanti: da un lato indicatori di sentiment che suggeriscono una forte avversione al rischio, dall’altro discussioni pubbliche cariche di ottimismo che inducono cautela agli analisti tecnici. Gli investitori e i professionisti del settore dovrebbero monitorare attentamente i dati macroeconomici, le decisioni delle banche centrali e gli indicatori di mercato per calibrare il proprio approccio al rischio.