Tasse sui pacchi, affitti brevi e Tobin Tax: raddoppio in arrivo
- 20 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il percorso parlamentare della Legge di Bilancio 2026 è entrato nella fase finale: con il voto di fiducia al Senato previsto prima delle festività natalizie, il testo definitivo definisce una serie di interventi fiscali che ridefiniscono il prelievo sul commercio elettronico, sugli immobili turistici e sulle rendite finanziarie.
La stretta sull’e-commerce: dazi sui micro-pacchi
Una delle misure più discusse compare integralmente nella versione finale della manovra. Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore un prelievo sui flussi logistici provenienti da Paesi extra-UE, comunemente definito tassa sui pacchi.
La normativa prevede un contributo fisso di 2 euro per ciascuna spedizione il cui valore dichiarato sia inferiore a 150 euro e che provenga da Paesi non appartenenti all’Unione Europea. Secondo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy la misura è necessaria per riequilibrare i costi competitivi sostenuti dai negozi tradizionali rispetto agli operatori internazionali online.
Le stime contenute nei dossier tecnici della Ragioneria Generale indicano una platea potenziale di circa 327 milioni di spedizioni annue coinvolte. Nonostante le obiezioni avanzate dalle piattaforme di commercio elettronico e dagli operatori logistici, il Governo non ha introdotto modifiche sostanziali durante l’esame della Commissione Bilancio.
Dal punto di vista operativo restano aperte questioni rilevanti: l’applicazione pratica del contributo da parte degli operatori postali e dei corrieri, l’eventuale ricaduta sui prezzi per i consumatori e le possibili reazioni commerciali da parte dei Paesi coinvolti. Sarà inoltre necessario definire modalità di controllo e sanzioni per i casi di elusione.
Affitti brevi: il doppio binario della cedolare
Sul fronte immobiliare la Manovra 2026 chiude la lunga dialettica sulla tassazione delle locazioni turistiche introducendo un regime a due aliquote per la cedolare secca.
La disciplina conferma l’aliquota agevolata del 21% limitatamente alla prima unità immobiliare locata dal contribuente con formula di affitto breve (contratti inferiori ai 30 giorni). A partire dal secondo immobile locato con la stessa modalità scatta invece un’aliquota incrementata al 26%.
La novità più rilevante riguarda i detentori di più unità: dal terzo immobile in poi si applica una presunzione di esercizio di attività di impresa. Ciò comporta l’obbligo di apertura della Partita IVA, l’uscita dal regime forfettario della cedolare e il passaggio alla tassazione ordinaria con dichiarazione ai fini Irpef, oltre agli adempimenti contabili e previdenziali correlati.
La finalità esplicita del provvedimento è emersione del sommerso e maggiore regolazione di un segmento del mercato fortemente frammentato. Tra le possibili conseguenze si segnalano un aumento dei costi di conformità per i piccoli proprietari, potenziali ripercussioni sull’offerta turistico-ricettiva e la necessità di coordinamento con le amministrazioni locali per controlli e autorizzazioni.
Banche e raddoppia la Tobin Tax
La manovra interviene anche sulla fiscalità finanziaria, con particolare attenzione alle operazioni ad alta frequenza. L’aliquota della cosiddetta Tobin Tax sulle transazioni finanziarie raddoppia, passando dallo 0,02% allo 0,04%.
La misura è pensata per disincentivare pratiche speculative basate su algoritmi e negoziazioni ad alta frequenza (High Frequency Trading) e viene presentata come fonte di gettito aggiuntivo, valutato in circa 337,3 milioni di euro a regime.
Parallelamente si riduce la percentuale di deducibilità delle perdite pregresse delle banche: dal 43% al 35% per il 2026 e dal 54% al 42% per il 2027. Sono previste inoltre modifiche all’Irap, con un incremento nominale del 2%, accompagnato da esclusioni per i soggetti con base imponibile ridotta e dall’introduzione di una franchigia di 90.000 euro applicabile all’aumento d’imposta (+2%) limitatamente ai periodi d’imposta 2027 e 2028.
Questi interventi mirano a rafforzare la contribuzione del settore finanziario al bilancio pubblico, ma generano preoccupazioni sugli effetti sulla redditività delle banche, sul costo del credito e sulla capacità degli intermediari di sostenere l’economia reale. Le associazioni di categoria e le istituzioni di vigilanza saranno chiamate a verificare impatti di stabilità e regolarità del mercato.
Nel complesso la Legge di Bilancio 2026 disegna un quadro di riforme fiscali mirate a recuperare gettito in settori percepiti come caratterizzati da squilibri competitivi o da elevata evasione. L’iter parlamentare finale determinerà eventuali ritocchi tecnici, mentre le amministrazioni competenti dovranno predisporre i decreti attuativi e le prescrizioni operative per l’applicazione delle novità.