Torino: scontri fra polizia e manifestanti nel corteo per Askatasuna

Scontri sono scoppiati a seguito del corteo dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, con contrasti tra gruppi antagonisti e le forze dell’ordine.

Un nucleo di persone con il volto coperto, in testa alla manifestazione, ha tentato di forzare il dispositivo di contenimento lanciando bottiglie e altri oggetti contundenti; la reazione della polizia e dei carabinieri è stata con l’impiego di idranti e lacrimogeni.

Nel corso degli scontri si sono registrate cariche e contromisure fisiche: manganellate da una parte e colpi con bastoni o oggetti contundenti da parte di alcuni manifestanti.

Diversi filmati ripresi durante gli eventi mostrano manifestanti che hanno dato fuoco a cassonetti e lanciato petardi e sassi in direzione delle forze dell’ordine, che hanno risposto con getti d’acqua e spray lacrimogeni per ristabilire l’ordine.

Un gruppo travisato si è separato dal corteo principale nel tentativo di aggirare il blocco e raggiungere la sede di Askatasuna attraverso percorsi secondari del centro storico; anche in questi tentativi le forze dell’ordine hanno contenuto gli spostamenti con idranti e lacrimogeni.

I manifestanti hanno detto:

“Andiamo avanti fino alla vittoria sempre dalla parte dell’Askatasuna”.

I manifestanti hanno detto:

“È il momento di mandare un segnale chiaro a questo governo militare che ha paura di noi”.

Lo sgombero del centro sociale era stato disposto a seguito di una perquisizione collegata a indagini relative agli assalti alla sede del quotidiano La Stampa e alla società Leonardo, eventi avvenuti durante manifestazioni di solidarietà pro-Palestina.

Avvio del corteo e partecipazione

Oltre duemila persone si sono ritrovate e sono partite da Palazzo Nuovo, punto di riferimento delle facoltà umanistiche, per protestare contro lo sgombero, con slogan e cori rivolti a difesa del centro sociale.

I partecipanti hanno urlato:

“Askatasuna vuol dire libertà, nessuno ci fermerà”.

I partecipanti hanno urlato:

“Guai a chi ci tocca”.

Alla manifestazione hanno preso parte numerosi giovani, famiglie e residenti del quartiere Vanchiglia; erano presenti anche bambini con uno striscione decorato dalle impronte delle loro mani, a sottolineare il coinvolgimento della comunità locale.

Contesto istituzionale e conseguenze

Le autorità giudiziarie e di pubblica sicurezza stanno valutando gli sviluppi dell’operazione che ha portato allo sgombero, considerando gli elementi raccolti durante le perquisizioni e gli eventuali profili di responsabilità per gli assalti precedenti.

Dal punto di vista amministrativo, lo sgombero rientra nelle competenze comunali e dell’ordine pubblico, mentre le indagini penali sono gestite dalla procura competente; il coordinamento tra questi livelli istituzionali è fondamentale per garantire legalità e sicurezza.

Le tensioni di oggi evidenziano il rischio di escalation nelle manifestazioni con partecipazione mista di famiglie e di elementi violenti, con possibili ripercussioni sul tessuto urbano e sulle attività commerciali del centro storico.

Per contenere ulteriori episodi di violenza le autorità locali potrebbero attivare ulteriori misure di ordine pubblico e promuovere un dialogo con rappresentanti della comunità, pur mantenendo ferma la necessità di rispettare le norme e le decisioni giudiziarie.



Author: Tony
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