Bitcoin ha sottoperformato l’oro, ma i detentori di etf hanno resistito
- 20 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Guardando al 2025, la narrativa del cosiddetto “debasement trade” ha visto prevalere nettamente i metalli preziosi su bitcoin, con risultati molto divergenti tra i due asset.
In termini di performance, oro ha registrato uno degli anni migliori degli ultimi decenni, chiudendo intorno a un progresso del 65%, mentre bitcoin è rimasto in negativo di circa il 7% nel periodo considerato.
Fino ad agosto entrambi gli asset avevano rendimenti simili, intorno al 30% anno su anno; da quel momento in poi però oro ha accelerato significativamente mentre bitcoin ha subito una netta correzione.
La correzione di bitcoin è stata rilevante: il prezzo ha subito un calo del 36% rispetto al massimo storico di ottobre e, alla chiusura dell’anno, si è attestato in prossimità dell’area di $80.000, segnalando ancora una fase di recupero.
Nonostante la debolezza dei prezzi, i flussi di capitale raccontano una storia diversa e più sfumata rispetto alla sola valutazione di mercato.
Flussi di capitale e adozione istituzionale
Secondo osservazioni di mercato, i flussi nei prodotti negoziati in borsa legati a bitcoin (ETP/ETF) hanno superato quelli dei prodotti sull’oro nel corso del 2025, nonostante la brillantezza della performance del metallo prezioso.
Il lancio dei ETF spot su bitcoin negli Stati Uniti a gennaio 2024 ha segnato la prima fase di adozione istituzionale su larga scala; il secondo anno ha mostrato invece una partecipazione continuativa degli investitori istituzionali, anche quando il prezzo non ha proseguito il rialzo.
Resilienza degli investitori ETF
Il dato più significativo emerso dalla correzione di bitcoin è la tenuta relativa degli asset gestiti nei ETF. Nonostante il drawdown del 36%, il patrimonio totale in gestione (AUM) dei ETF su bitcoin è sceso di meno del 4%.
I dati on‑chain mostrano che i ETF statunitensi detenevano circa 1,37 milioni di BTC al picco di ottobre e mantenevano ancora intorno a 1,32 milioni di BTC alla data di riferimento di dicembre, indicando che la maggior parte della vendita non è partita dagli investitori in ETF.
In questo contesto, il fondo iShares Bitcoin Trust di BlackRock (IBIT) ha aumentato la propria quota di mercato e ora detiene quasi il 60% del mercato degli ETF su bitcoin, con circa 780.000 BTC sotto gestione.
Implicazioni per il mercato e prospettive
Questi elementi suggeriscono che la correzione di bitcoin non è stata principalmente guidata da deflussi dagli ETF, ma più probabilmente da dinamiche legate a trader, posizione di leva finanziaria, rotazioni fra asset e fattori macroeconomici temporanei.
La resistenza degli investitori istituzionali all’interno dei ETF contribuisce a un profilo di domanda più stabile rispetto al passato, riducendo il rischio di vendite forzate provenienti da grandi gestori quotati. Tuttavia, la volatilità resta una caratteristica intrinseca del mercato e può essere amplificata da eventi geopolitici, decisioni di politica monetaria o mutamenti regolatori.
Per gli operatori e i responsabili delle decisioni, la combinazione di un oro in forte rialzo e di un bitcoin che mostra segnali di consolidamento pone questioni importanti sul ruolo di entrambi gli asset come protezione contro la svalutazione monetaria, sul differente profilo di rischio e sulla maturazione dell’offerta di prodotti finanziari legati alle criptovalute.
In prospettiva, il mercato potrebbe evolvere lungo linee di maggiore segmentazione: oro come rifugio tradizionale e bitcoin come risorsa digitale sempre più integrata nei portafogli istituzionali, con la volatilità che continuerà a definire il percorso dei prezzi nel medio termine.