Sequestrati 248 chili di cocaina al porto di Gioia Tauro: panetti nascosti tra sacchi di sesamo e auto usate

La lotta allo spaccio e al traffico internazionale di stupefacenti rimane intensa, con operazioni quotidiane che portano a sequestri rilevanti sia di cocaina sia di canapa. Nei giorni scorsi, al porto di Gioia Tauro, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria insieme al personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno bloccato un carico consistente di sostanza stupefacente.

Sequestro al porto di Gioia Tauro

L’operazione è stata avviata durante i normali controlli doganali su due container provenienti da Paesi oltremare, contenenti autoveicoli usati e sacchi di sesamo. Le spedizioni hanno destato sospetti durante la scansione iniziale e sono state sottoposte a verifiche più approfondite.

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha dichiarato:

“Sono stati dapprima sottoposti a scansione radiogena, utilizzando le apparecchiature scanner, e successivamente a un’accurata ispezione con l’ausilio delle unità cinofile in forza al Gruppo della Guardia di Finanza di Gioia Tauro.”

All’interno dei container sono stati rinvenuti 217 panetti di cocaina per un peso complessivo di 248 chilogrammi, occultati in contenitori appositamente predisposti. Secondo le stime investigative, l’immissione sul mercato della sostanza avrebbe potuto generare proventi pari a circa 40 milioni di euro.

I sequestri effettuati nel corso dell’anno al porto di Gioia Tauro hanno già raggiunto un quantitativo complessivo superiore alle quantità registrate nello stesso periodo dell’anno precedente, confermando l’intensità dei controlli e l’importanza strategica di quel terminal per i flussi illeciti.

Blocco di vaste partite di canapa a Cagliari

Parallelamente, il dibattito giudiziario e operativo si è concentrato su un sequestro di massa effettuato nella provincia di Cagliari. Il Tribunale del riesame ha confermato il vincolo su circa 4 tonnellate di canapa, risultato di un intervento eseguito il 29 ottobre dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza e convalidato dalla Procura della Repubblica.

Il materiale sottoposto a sequestro comprendeva 2.467 piante, oltre 1.400 chilogrammi di infiorescenze, circa 12 litri di olio, resine e circa 42 chilogrammi di polline. Gli elementi raccolti sono ora al centro delle indagini per stabilire destinatari, modalità di coltivazione e la filiera commerciale eventualmente coinvolta.

L’indagine era partita da una segnalazione effettuata dalla Sezione aerea della Guardia di Finanza di Elmas, che aveva individuato una presunta coltivazione nell’agro di Assemini. L’area interessata risultava concessa in locazione a una ditta individuale che dichiarava attività legate alla coltivazione di piante per la preparazione di fibre tessili, spezie e piante aromatiche e farmaceutiche.

Le verifiche compiute dalle forze dell’ordine hanno approfondito gli aspetti amministrativi e penali legati alla conduzione del fondo, con accertamenti sulle autorizzazioni, sui quantitativi prodotti e sulle modalità di commercializzazione che possono ricondurre tanto a reati amministrativi quanto a fattispecie di natura penale.

Contesto operativo e implicazioni

Le due operazioni illustrano metodi diversi usati per il traffico di sostanze: il ricorso a contenitori marittimi per il trasferimento di cocaina e l’impiego di aree agricole per la produzione su larga scala di canapa. Entrambi i fenomeni richiedono una forte cooperazione interforze, il coordinamento con gli uffici giudiziari e l’utilizzo di tecnologie diagnostiche come scanner radiogeni e unità cinofile.

Dal punto di vista istituzionale, tali interventi evidenziano il ruolo centrale delle autorità doganali e di polizia economico-finanziaria nel contrasto alle reti criminali transnazionali, nonché l’importanza delle attività di intelligence aerea e dei controlli portuali per interrompere i canali di rifornimento verso il mercato illecito.

Le indagini proseguono per ricostruire ruoli e responsabilità, individuare eventuali collegamenti con organizzazioni più ampie e garantire il corretto svolgimento dei procedimenti giudiziari, con l’obiettivo di tutelare la sicurezza pubblica e contrastare il lucro derivante dal traffico di stupefacenti.



Author: Tony
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