Golden Goose, il fondo cinese Hsg rileva il controllo con un’operazione da 2,5 miliardi
- 19 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il fondo di venture capital cinese Hsg ha raggiunto un accordo per acquisire la partecipazione di maggioranza in Golden Goose, mentre Temasek prenderà una quota di minoranza e l’ex controllante Permira realizzerà parzialmente il proprio investimento rimanendo come azionista strategico di minoranza. Fonti finanziarie indicano un valore dell’operazione stimato intorno a 2,5 miliardi di euro.
Golden Goose ha spiegato:
“L’operazione si basa su una forte affinità strategica e culturale con le ambizioni di crescita di Golden Goose. Sfruttando l’esperienza dei nuovi investitori e il loro track record negli investimenti in marchi internazionali del lusso e nella tecnologia — tra cui Moncler e Ermenegildo Zegna da parte di Temasek, e Pop Mart, RedNote e Marshall da parte di Hsg — i partner supporteranno l’espansione internazionale di Golden Goose come azienda di lusso di nuova generazione, preservando e continuando a investire nelle radici Made in Italy del gruppo.”
I numeri e la governance
Nei nove mesi chiusi a fine settembre 2025 Golden Goose ha registrato una crescita dei ricavi del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sostenuta dall’incremento del 21% del canale DTC (direct-to-consumer) e dall’espansione della rete retail diretta, che è salita a 227 punti vendita rispetto ai 97 del 2019.
La gestione operativa resterà affidata all’attuale leadership: Silvio Campara continuerà a guidare il gruppo come Amministratore Delegato, mentre Marco Bizzarri, finora Direttore Non Esecutivo del Consiglio, sarà nominato Presidente Non Esecutivo.
Contesto e implicazioni strategiche
Temasek è un fondo d’investimento con base a Singapore noto per partecipazioni strategiche in aziende globali, mentre Hsg opera come fondo di venture capital con forte orientamento verso tecnologie e brand consumer in rapido sviluppo. L’ingresso di questi investitori evidenzia l’attrattiva dei marchi di lusso italiani per capitali internazionali, in particolare quando combinano heritage produttivo e capacità di crescita tramite vendite dirette al cliente.
L’operazione, oltre a fornire risorse per l’espansione commerciale e digitale, può favorire sinergie in termini di penetrazione di nuovi mercati e sviluppo di prodotti, mantenendo però la necessità di garantire continuità produttiva e tutela del Made in Italy. Sul piano istituzionale e regolatorio, la presenza di investitori esteri rilevanti comporterà probabilmente attenzione sulle politiche industriali e sugli strumenti di tutela del settore moda e manifatturiero a livello nazionale ed europeo.
Nei prossimi mesi è atteso il completamento delle formalità contrattuali e la definizione dei piani operativi con i nuovi soci, che dovranno bilanciare ambizioni di crescita internazionale e tutela della identità produttiva e creativa del gruppo.