Mattarella avverte: spesa per la difesa impopolare ma oggi più che mai indispensabile
- 19 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Sergio Mattarella ha sottolineato l’importanza di investire in strumenti di difesa efficaci, riconoscendo che tali scelte non sono sempre popolari ma risultano oggi necessarie per tutelare la sicurezza e la pace nel rispetto del diritto internazionale.
Secondo il capo dello Stato, l’Italia deve contribuire con decisione alla costruzione di una difesa comune europea, considerata un elemento di deterrenza contro i conflitti e una garanzia per lo spazio condiviso di libertà e benessere.
Sicurezza nazionale e sicurezza europea
Il presidente ha evidenziato come la sicurezza nazionale e la sicurezza europea siano ormai intrecciate e indissolubili, indipendentemente dall’angolazione da cui si consideri la protezione della libertà e dello sviluppo delle società democratiche.
Per realizzare una difesa collettiva efficace è necessario conciliare l’esigenza di deterrenza con il rispetto delle norme internazionali e con investimenti di lungo periodo coordinati tra gli Stati europei e con le alleanze esistenti, come la NATO e le istituzioni dell’Unione Europea.
Pace e l’eredità di Roosevelt
Di fronte ai conflitti ancora in corso, in particolare in Ucraina e in parti del Medio Oriente, il presidente ha richiamato l’obbligo morale e politico di coltivare ogni possibilità di riduzione delle ostilità e di avvio di negoziati che possano condurre a soluzioni durature.
Franklin D. Roosevelt affermava:
“Più che una fine della guerra vogliamo una fine dei principi di tutte le guerre”.
Nel discorso questa idea è stata proposta come riferimento per concepire la pace permanente non solo come cessazione delle ostilità, ma come affermazione del diritto sulla forza delle armi e come condizione che favorisca libertà e sviluppo.
La sfida alle democrazie contemporanee
Il presidente ha inoltre richiamato l’attenzione sulle tendenze autoritarie che interessano alcuni Stati, osservando come tali modelli si propongano in alternativa alle democrazie, spesso ignorando i limiti che separano la libertà dall’arbitrio.
Ha richiamato il rischio che l’eliminazione dei vincoli ai comportamenti individuali, potenziata dalle tecnologie digitali, possa mettere sotto pressione gli ordinamenti democratici e il concetto di stato di diritto, con impatti significativi sulle libertà civili e sul funzionamento delle istituzioni.
Appello al confronto politico e agli obiettivi condivisi
Rivolgendosi alle forze politiche, Sergio Mattarella ha affermato che è legittimo e necessario che ogni formazione conservi la propria agenda e priorità, ma ha invitato a individuare e condividere obiettivi fondamentali che trascendano le singole legislature.
Il presidente ha sottolineato che vi sono temi strategici e di lungo periodo che richiedono programmazione pluriennale, investimenti rilevanti e impegni che interesseranno anche le generazioni future, elementi che esigono responsabilità condivise tra maggioranza e opposizione.
Condizioni sociali ed economiche del Paese
Sul piano interno il capo dello Stato ha riconosciuto alcuni segnali economici positivi, ma ha avvertito che permangono criticità significative. Ha richiamato l’attenzione sulla presenza di oltre cinque milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, una situazione che richiede politiche mirate e strutturali.
Ha poi evidenziato aspetti del mercato del lavoro: se l’occupazione tra gli over 50 ha raggiunto livelli elevati, il tasso di occupazione femminile resta inferiore alla media europea e l’occupazione giovanile è ancora insufficiente.
Infine, il presidente ha posto l’accento sul problema persistente del potere d’acquisto delle retribuzioni, con particolare riferimento ai salari di ingresso nel mondo del lavoro, che richiedono azioni per migliorarne il valore reale e favorire percorsi stabili di carriera per i giovani.
Nel complesso il discorso ha voluto richiamare la necessità di politiche pubbliche di lungo respiro, capaci di coniugare sicurezza, coesione sociale e sviluppo economico tramite la collaborazione tra istituzioni nazionali, partner europei e alleanze internazionali.