Il curatore di Terraform trascina Jump Trading in tribunale per 4 miliardi dopo il crollo di Terra
- 19 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il curatore fallimentare incaricato della liquidazione di Terraform Labs ha citato in giudizio Jump Trading, sostenendo che la società di trading ad alta frequenza abbia ottenuto profitti illeciti e contribuito al crollo stimato in 40 miliardi di dollari.
Secondo l’atto presentato in un tribunale federale dell’Illinois, il curatore chiede danni per 4 miliardi di dollari nei confronti della società di trading, del suo cofondatore William DiSomma e di Kanav Kareiya, ex stagista poi divenuto presidente della piattaforma.
Le accuse principali
Nel documento giudiziario si sostiene che Jump Trading avrebbe stipulato accordi riservati per sostenere temporaneamente la parità del token algoritmico, approfittando invece del dissesto per ricavarne guadagni significativi a scapito degli investitori.
Todd Snyder ha dichiarato:
“Jump Trading ha sfruttato attivamente l’ecosistema di Terraform Labs attraverso manipolazione, occultamento e autofavori, arricchendo Jump mentre devastava finanziariamente migliaia di investitori ignari.”
Danni richiesti e soggetti coinvolti
La richiesta di risarcimento punta a recuperare 4 miliardi di dollari e include sia la persona giuridica sia dirigenti individuati come responsabili. L’azione legale mira a stabilire responsabilità civili per comportamenti ritenuti illeciti e direttamente connessi al più grande crollo nella storia delle criptovalute.
Contesto del crollo
Il collasso di Terraform Labs avvenne nel 2022 quando la stablecoin algoritmica TerraUSD (UST) perse la parità con il dollaro, innescando una spirale di mercato. Nei giorni successivi il token gemello, Luna, precipitò vicino allo zero, azzerando risparmi di centinaia di migliaia di investitori e provocando effetti a catena che colpirono l’intero ecosistema cripto.
Procedimenti giudiziari e accordi regolamentari
La società con sede a Singapore ha depositato istanza di fallimento a gennaio 2024 e, pochi mesi dopo, ha concordato il versamento di circa 4,5 miliardi di dollari per risolvere una causa civile promossa dalla SEC relativa a presunte frodi sui titoli.
Il fondatore Do Kwon, autore del progetto originario avviato nel 2018, si è dichiarato colpevole di due capi d’imputazione penali e ha ricevuto una condanna a 15 anni di reclusione.
I depositi presso la SEC indicano inoltre che Jump Trading avrebbe realizzato circa 1 miliardo di dollari vendendo token Luna, circostanza richiamata dall’atto di citazione presentato dal curatore fallimentare.
Implicazioni per il settore cripto
L’azione legale solleva questioni rilevanti sul ruolo dei grandi operatori di mercato e sui limiti del trading algoritmico e ad alta frequenza in contesti di asset non regolamentati. Se i tribunali dovessero riconoscere le accuse, il precedente potrebbe aumentare la responsabilità civile delle società di trading e influenzare le future richieste di vigilanza da parte delle autorità.
Per gli investitori e per i curatori fallimentari, l’eventuale recupero di somme significative dipenderà dall’esito delle indagini e dei procedimenti civili, che dovranno ricostruire flussi finanziari complessi e accordi potenzialmente riservati.
Prospettive del contenzioso
La causa, ora pendente in un tribunale federale dell’Illinois, proseguirà con lo scambio di prove e possibili richieste istruttorie. Le decisioni che emergeranno potranno avere effetto sulla capacità dei curatori di recuperare asset e sul livello di tutela offerto agli investitori nel mercato delle criptovalute.
Nel frattempo, il caso contribuisce ad alimentare il dibattito pubblico e regolamentare su come bilanciare l’innovazione finanziaria con la protezione dei risparmiatori e la trasparenza dei mercati digitali.