La Bank of Japan alza i tassi ai massimi degli ultimi 30 anni
- 19 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La Bank of Japan ha innalzato i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli allo 0,75%, il livello più alto da oltre trent’anni; la decisione è stata presa all’unanimità ed è la prima adottata sotto la guida di Kazuo Ueda.
Bank of Japan ha dichiarato:
«A giudicare dai dati e dalle indagini più recenti, c’è un’elevata probabilità che il meccanismo in cui salari e inflazione aumentano moderatamente di pari passo si mantenga».
Pur restando relativamente contenuto rispetto ai livelli praticati dalle altre grandi banche centrali, questo rialzo rappresenta un passaggio significativo nel processo di normalizzazione della politica monetaria di un Paese che per anni ha lottato contro la deflazione e i tassi negativi. In questa fase la BoJ è tra le poche istituzioni monetarie a intraprendere un percorso di rialzi anziché di allentamento.
Recenti sondaggi tra economisti indicavano che una larga maggioranza prevedeva un ritocco limitato di 25 punti base; oltre due terzi degli interpellati stimano che i tassi possano arrivare all’1% entro la prossima estate. Molti osservatori ipotizzano aumenti a un ritmo di circa uno ogni sei mesi.
Prossime mosse e conferenza stampa
Nel pomeriggio il governatore Kazuo Ueda terrà la consueta conferenza stampa post-decisione, un momento seguito con attenzione dagli operatori per cogliere indicazioni sulle future manovre della banca centrale. Gli analisti ritengono improbabile che il governatore si impegni formalmente a nuovi rialzi immediati, ma non escludono che possa inviare segnali volti a sostenere il yen — attualmente molto debole — per evitare un peggioramento dell’inflazione alimentata soprattutto dai rincari delle importazioni.
La possibilità di una inflazione trainata da costi energetici e alimentari importati — talvolta definita come inflazione “cattiva” — mette la BoJ di fronte a un dilemma: bilanciare il sostegno all’attività economica con la necessità di evitare pressioni inflazionistiche non sostenute dai salari.
BoJ ha avvertito:
«Si prevede che i tassi di interesse reali rimarranno significativamente negativi e le condizioni finanziarie accomodanti continueranno a sostenere con forza l’attività economica».
BoJ ha aggiunto:
«Considerato che i tassi di interesse reali si trovano su livelli significativamente bassi, la BoJ continuerà ad aumentare i tassi di interesse e ad adeguare il grado di accomodamento monetario», qualora le previsioni economiche e sui prezzi dovessero avverarsi.
Effetti sui mercati e implicazioni economiche
Il rialzo ha già influito sui mercati: i rendimenti dei titoli di Stato decennali giapponesi hanno superato la soglia del 2%, un livello che non si vedeva dal 1999. L’aumento dei rendimenti ha ricadute sui costi di finanziamento per imprese e famiglie e incide sul servizio del debito pubblico.
L’ampia riduzione del differenziale tra i tassi d’interesse statunitensi e quelli giapponesi registrata nell’ultimo anno non ha tuttavia fermato la svalutazione del yen rispetto al dollaro, una dinamica che peggiora il conto delle importazioni e può alimentare pressioni sui prezzi. Il governo e le istituzioni finanziarie monitoreranno con attenzione l’evoluzione per valutare eventuali interventi di politica economica o comunicazione coordina tra autorità fiscali e monetarie.
Nel medio termine la sfida per la BoJ resta quella di consolidare una crescita dei salari sufficientemente ampia e persistente da sostenere un’inflazione ancorata al consenso dei mercati, evitando al contempo shock valutari o finanziari che possano compromettere la stabilità economica.