Contro il telemarketing selvaggio, il numero breve che mette fine alle chiamate moleste
- 19 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Una nuova iniziativa per contrastare le telefonate commerciali invasive e le truffe telefoniche prevede l’introduzione di numeri a tre cifre per identificare in modo immediato le chiamate legittime delle aziende e distinguere così i messaggi promozionali dai contatti sospetti dei call center.
La proposta dell’Autorità
Agcom ha avviato una consultazione per una misura che assegna un numero a tre cifre a tutti gli operatori autorizzati, valido anche per le chiamate in uscita e per gli SMS promozionali. L’obiettivo è consentire all’utente di riconoscere immediatamente se la chiamata proviene dall’azienda titolare del servizio o da un intermediario non verificato.
La scelta dei numeri brevi è motivata anche dal fatto che tali numerazioni sono difficili da replicare dall’estero, rendendo più complesso l’uso fraudolento di identità numeriche.
Sperimentazione e tempistiche
La misura è stata avviata con una fase sperimentale della durata di 45 giorni, durante la quale verranno valutati aspetti tecnici e operativi prima della piena entrata in vigore. La consultazione pubblica permette agli operatori, ai fornitori di servizi e ad altri soggetti interessati di presentare osservazioni e proposte di miglioramento.
Interventi precedenti e risultati
La proposta si inserisce in una sequenza di interventi mirati al contrasto dello spoofing e delle chiamate commerciali mascherate. In passato sono stati attivati filtri per bloccare le chiamate provenienti da numerazioni mobili italiane false e sono state introdotte contromisure per le finte numerazioni fisse nazionali.
Le prime fasi di tali provvedimenti hanno mostrato un impatto significativo nel ridurre alcuni flussi illeciti di chiamate, ma al contempo hanno evidenziato come i sistemi di frode si spostino rapidamente verso nuove sorgenti, in particolare numerazioni con prefissi esteri.
Reazioni delle associazioni dei consumatori
La proposta è stata accolta con favore dalle associazioni dei consumatori, che però indicano la necessità di chiarimenti e paletti operativi per evitare effetti collaterali indesiderati.
Massimiliano Dona ha detto:
“È un possibile passo in avanti rispetto alla confusione attuale dei numeri, ma rimangono questioni aperte: servono regole chiare affinché il numero a tre cifre sia sempre lo stesso per una determinata azienda e venga usato esclusivamente per attività di telemarketing, evitando che il consumatore lo interpreti come un servizio di assistenza.”
Un’altra voce dalle associazioni osserva che la misura potrebbe semplificare la vita ai cittadini, ma mette in guardia sul fatto che il fenomeno dell’aggressività commerciale non si esaurirà automaticamente: dopo i blocchi antispoofing molte chiamate si sono spostate su numerazioni estere, evidenziando la necessità di interventi coordinati a livello internazionale.
Limiti, impatti e misure complementari
L’introduzione del numero a tre cifre rappresenta uno strumento tecnico utile, ma non risolve da sola il problema: occorre un quadro complessivo che coinvolga operatori telefonici, autorità di regolazione, forze dell’ordine e partner internazionali per contrastare lo spostamento delle attività illecite verso giurisdizioni estere.
Tra le azioni complementari necessarie figurano l’armonizzazione delle norme sul prefisso unico per le chiamate commerciali, procedure di verifica più stringenti per i fornitori di servizi di chiamata e meccanismi di sanzione efficaci per gli abusi.
Dal punto di vista dell’utente, saranno utili campagne informative chiare su come riconoscere i numeri legittimi e su quali strumenti utilizzare per segnalare le chiamate sospette alle autorità competenti.
Prossimi passi
Dopo la consultazione e la sperimentazione, l’Autorità valuterà le osservazioni raccolte e definirà le regole operative e i termini per l’adozione definitiva. L’efficacia dipenderà dall’implementazione tecnica, dalla compliance degli operatori e da un’azione coordinata a più livelli istituzionali.
In sede pratica, si prevedono monitoraggi periodici dell’impatto delle nuove norme sulle chiamate commerciali e verifiche sull’eventuale trasferimento dei flussi verso numerazioni estere, con possibili ulteriori interventi normativi o tecnici qualora persistano criticità.