Manovra: transizione 5.0 prolungata ma con bonus più bassi, ecco il nuovo elenco dei beni agevolabili

Il piano Transizione 5.0 è stato prorogato fino al 30 settembre 2028, ma con un ambito più contenuto rispetto alle prime ipotesi: lo dispone l’emendamento del governo al disegno di legge di bilancio depositato in commissione Bilancio del Senato.

Nel testo era stato inoltre inserito, a seguito della riformulazione di una proposta originaria di Forza Italia, il nuovo elenco dei beni strumentali che potranno beneficiare dell’agevolazione. Si tratta di un aggiornamento degli allegati che accompagnarono la manovra del 2017 che avviò il piano Industria 4.0, con due elenchi estesi di beni materiali e immateriali; restano però esclusi personal computer, notebook, tablet, stampanti, scanner e periferiche d’ufficio.

Dettagli sulla misura e sulle maggiorazioni

L’istituto dell’iperammortamento, che nel testo originario faceva riferimento a investimenti effettuati tra il 1° e il 31 dicembre 2026, è stato esteso fino al 30 settembre 2028. Tuttavia è stata abolita la supermaggiorazione specifica prevista per gli investimenti finalizzati alla transizione ecologica.

Di conseguenza, la maggiorazione del costo d’acquisto dei beni strumentali, ai fini delle imposte sui redditi, sarà articolata in tre scaglioni: 180% per le spese fino a 2,5 milioni di euro; 100% per le quote comprese tra 2,5 milioni e 10 milioni; 50% per gli importi superiori a 10 milioni e fino a 50 milioni. Con la soppressione delle misure aggiuntive green vengono meno le percentuali maggiorate che erano state ipotizzate (ad esempio 220%/140%/90% nei diversi scaglioni).

Inoltre l’emendamento introduce una clausola restrittiva che limita l’accesso all’iperammortamento ai beni prodotti all’interno della Ue o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo.

Entrata in vigore e procedimento attuativo

L’agevolazione non entrerà automaticamente in vigore il 1° gennaio 2026: resterà necessario un decreto attuativo. L’emendamento conferma la previsione di un provvedimento del ministero delle Imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministero dell’Economia, da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge per definire le procedure di accesso, le modalità di trasmissione delle comunicazioni e le certificazioni richieste.

La cancellazione della supermaggiorazione legata ai progetti green implica anche la rimozione dell’obbligo di autocertificare i risparmi energetici per accedere al beneficio, eliminando così una condizione che era stata ipotizzata nelle bozze precedenti.

Reazioni istituzionali

Adolfo Urso ha commentato:

“Abbiamo mantenuto gli impegni con le imprese.”

Risorse finanziarie e incertezze sul ripescaggio

Per sostenere la platea delle imprese rimaste fuori dai crediti d’imposta per esaurimento dei fondi, l’emendamento prevede uno stanziamento di 1,3 miliardi di euro finanziato con risorse riprogrammate dal Pnrr. Tuttavia la norma menziona esplicitamente il programma Transizione 4.0, lasciando alcuni margini di interpretazione su come saranno trattate le posizioni relative al Transizione 5.0.

Secondo alcune stime, i progetti che hanno oltrepassato i due plafond (circa 2,2 miliardi per il 4.0 e 2,5 miliardi per il 5.0 nelle rilevazioni indicate nelle bozze) supererebbero complessivamente 1,8 miliardi di euro. Va però considerato che una quota di tali investimenti potrebbe non essere completata entro il termine utile per beneficiare dell’agevolazione, fissato al 31 dicembre 2025 per alcune misure precedenti.

La mancanza di dati dettagliati sul numero di imprese che hanno esercitato l’opzione tra i due crediti d’imposta complica ulteriormente la valutazione dell’impatto effettivo dello stanziamento e della sua distribuzione.

Implicazioni per imprese e politica industriale

Le agevolazioni fiscali per l’innovazione rappresentano uno strumento centrale della politica industriale per stimolare gli investimenti in automazione, digitalizzazione e tecnologie avanzate, con particolare rilevanza per le piccole e medie imprese manifatturiere.

La limitazione della platea di beni ammissibili — e l’esclusione di alcune categorie di prodotti elettronici di uso comune — insieme al vincolo geografico di produzione, possono incidere sulle scelte di approvvigionamento delle aziende e sugli effetti indotti sulla catena delle forniture. La necessità del decreto attuativo rende inoltre probabile un differimento temporale nell’effettiva operatività della misura, con potenziali ripercussioni sugli investimenti programmati per i prossimi trimestri.

Dal punto di vista politico e amministrativo, la definizione puntuale dei criteri di accesso, la trasparenza nella ripartizione delle risorse e il coordinamento tra ministeri saranno determinanti per trasformare l’intervento normativo in risultati concreti in termini di aggiornamento tecnologico del tessuto produttivo nazionale.



Author: Tony
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