Mercati in subbuglio prima dei dati sull’inflazione degli Stati Uniti: cosa succederà?
- 18 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha mostrato notevole volatilità nelle ultime 24 ore, oscillando tra circa $86.000 e $90.000, con una quotazione intorno a $87.018,43 al momento dell’osservazione.
L’attenzione dei mercati si concentra ora sul dato sull’inflazione statunitense di novembre, la cui pubblicazione avverrà giovedì: il report fornirà un aggiornamento cruciale sulla dinamica dei prezzi dopo che il blackout dei dati di ottobre, provocato dalla chiusura straordinaria del governo, aveva lasciato la Federal Reserve e gli operatori parzialmente alla cieca.
Cosa potrebbe mostrare il dato sull’inflazione
Le stime di consenso indicano che l’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) headline potrebbe salire al 3,1% su base annua a novembre, rispetto al 3,0% di ottobre, secondo il consenso raccolto da FactSet. Anche l’inflazione core, che esclude alimentari ed energia, è attesa intorno al 3,1%.
Un tasso di inflazione ancora lontano dall’obiettivo del 2% della Federal Reserve potrebbe rafforzare le posizioni più restrittive all’interno della banca centrale e alimentare il dibattito sulla tempistica e sull’entità di eventuali tagli dei tassi. Al momento i mercati scontano almeno due riduzioni di 25 punti base per l’anno prossimo.
Opinione degli esperti
Dr Mohamed A. El-Erian ha commentato la situazione e il ruolo del report di novembre:
“Questo rilascio è molto atteso: le interruzioni dei dati legate alla chiusura del governo avevano lasciato la Federal Reserve e il mercato parzialmente senza informazioni. Con il report di ottobre cancellato, questo è il primo quadro completo sull’andamento dei prezzi dopo settimane.”
“Gli operatori guarderanno in particolare a due aspetti: se la tendenza alla disinflazione nel settore dei servizi abbia solidità e quale sia la persistenza dell’effetto dei dazi sui prezzi dei beni.”
Perché Bitcoin potrebbe reagire
Se i dati confermassero un’accelerazione della disinflazione, i mercati potrebbero prezzare ulteriori tagli dei tassi per il 2026, favorendo la propensione al rischio e potenzialmente sostenendo asset più volatili come BTC. Tuttavia, è importante osservare che Bitcoin non aveva mostrato una reazione rialzista persistente ai dati sull’occupazione pubblicati martedì, che avevano segnalato un tasso di disoccupazione ai massimi dal settembre 2021.
Un elemento chiave da monitorare sono i rendimenti dei titoli di stato a lungo termine: il Treasury a 10 anni è rimasto stabilmente sopra il 4% nei mesi recenti, nonostante lo spazio per un allentamento monetario. I rendimenti a lunga scadenza incorporano aspettative su inflazione, crescita economica e traiettoria della politica monetaria; rendimenti più elevati rendono più attraenti gli strumenti a reddito fisso rispetto agli asset rischiosi, comprimendo l’appetito per le criptovalute.
In questo contesto, un report sull’inflazione più caldo delle attese potrebbe spingere ancora più in alto i rendimenti, complicando le prospettive per i sostenitori di Bitcoin.
Fattori specifici per il mercato crypto
Alla volatilità macro si sommano rischi specifici del settore crypto. Tra questi, la revisione da parte di MSCI sull’idoneità degli emittenti con tesorerie in asset digitali rappresenta un potenziale freno.
QCP Capital ha evidenziato le possibili conseguenze di tale analisi:
“MSCI sta valutando l’eventuale esclusione dagli indici di società le cui esposizioni al crypto superano il 50%. Se la misura venisse adottata, i deflussi passivi potrebbero raggiungere fino a 2,8 miliardi di dollari, aumentando la pressione su un mercato già fragile.”
Un’eventuale esclusione dagli indici comporterebbe vendite da parte di prodotti passivi e fondi legati agli indici stessi, con impatti sulla liquidità e sui prezzi degli asset digitali detenuti in tesoreria dalle società interessate.
In sintesi, la pubblicazione del CPI di novembre rappresenta un passaggio informativo rilevante: l’esito influenzerà sia le aspettative sulla politica monetaria sia i flussi verso asset rischiosi, mentre fattori strutturali del mercato crypto potrebbero amplificare movimenti di prezzo nel breve termine.