Sequestro da 18 milioni: la Gdf colpisce i profitti del narcotraffico a Reggio Calabria
- 17 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Guardia di finanza di Reggio Calabria ha eseguito un sequestro preventivo di circa 18 milioni di euro, corrispondenti alle imposte ritenute evase sui proventi illeciti attribuiti a un gruppo accusato di importazione e commercio di cocaina.
Sequestro e contesto
L’ordinanza è stata disposta dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura, al termine di un’indagine condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria. L’attività investigativa trae origine dagli sviluppi dell’operazione “Eureka” (2023), che aveva già focalizzato l’attenzione su rotte e canali di approvvigionamento della sostanza stupefacente.
Accertamenti e cifre
Dalle ricostruzioni emerge l’importazione di oltre 1,4 tonnellate di cocaina non sottoposta a sequestro, con una valutazione del prezzo di vendita compresa tra 29.000 e 32.500 euro per chilogrammo. Gli inquirenti hanno quantificato redditi occultati per oltre 42 milioni di euro e imposte evase per quasi 18 milioni, importo oggetto del provvedimento cautelare patrimoniale.
Metodi investigativi
Le indagini fiscali hanno preso in esame la capacità contributiva attribuibile ai presunti narcotrafficanti, avvalendosi di intercettazioni e dell’analisi di conversazioni veicolate tramite telefoni criptati. L’obiettivo dichiarato è stato portare a tassazione i guadagni illeciti, evitando che rimangano “zone franche” rispetto agli obblighi fiscali cui sono soggetti i contribuenti regolari.
In precedenza, nell’ambito della stessa area d’intervento, erano stati segnalati sequestri di ingenti quantità di droga nel porto di Gioia Tauro, a testimonianza della centralità di quel nodo logistico nelle indagini sul traffico internazionale di stupefacenti.
Conseguenze giudiziarie e fiscali
Otto persone indicate come figure apicali del gruppo — definite dagli inquirenti “organizzatori, dirigenti e finanziatori” — risultano raggiunte da misure cautelari, sono state rinviate a giudizio e hanno ricevuto una condanna a 20 anni in primo grado, decisione che non è definitiva.
Sul fronte fiscale, la Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate ha già disposto avvisi di accertamento finalizzati al recupero delle imposte dovute e all’irrogazione delle sanzioni previste dalle norme tributarie, in applicazione dei poteri amministrativi di contrasto all’evasione.
Implicazioni e quadro normativo
La misura manifesta l’approccio integrato tra contrasto penale e contrasto fiscale: oltre alle azioni repressive tradizionali contro il traffico di stupefacenti, le autorità impegnate cercano di sottrarre ai sodalizi criminali i benefici economici derivanti dall’attività illecita. In diritto italiano, i proventi del reato sono tassabili e possono essere oggetto di misure patrimoniali cautelari e di recupero fiscale.
L’intervento ha inoltre effetti di carattere preventivo e simbolico, poiché mira a disincentivare l’investimento e la riciclabilità dei capitali illeciti e a ristabilire parità di trattamento fiscale con i contribuenti onesti, rafforzando la fiducia nelle istituzioni preposte al controllo economico e alla legalità.
Prossimi sviluppi
Il sequestro preventivo è ancora sottoposto al vaglio delle procedure giudiziarie; potranno seguire ulteriori approfondimenti investigativi, ricorsi delle parti interessate e provvedimenti amministrativi o giudiziari che definiranno in via definitiva l’entità del recupero erariale e le responsabilità penali.