Bce: i due scenari decisivi che si profilano a fine 2025
- 17 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Tassi fermi. Gli operatori e le curve dei mercati finanziari scommettono che la riunione di dicembre della Banca centrale europea si concluderà senza modifiche al tasso sui depositi (intorno al 2%) né al tasso di rifinanziamento (circa 2,15%). La questione cruciale è però un’altra: quale sarà la prossima mossa di politica monetaria, un taglio, un rialzo o il mantenimento delle attuali condizioni, e quando avverrà?
Contesto e mandato della Banca centrale
La Banca centrale europea opera con l’obiettivo di stabilità dei prezzi, definito come un’inflazione media del 2% nel medio termine. Dopo un lungo periodo di tassi elevati necessari per contenere gli aumenti dei prezzi, la Banca centrale sembra trovarsi in una zona di maggiore confort: le misure adottate stanno progressivamente trasferendo i loro effetti al sistema economico.
Inflazione e andamento dei prezzi
I dati mostrano che la inflazione viene gradualmente ammortizzata dalla lunga fase di tassi restrittivi. La riduzione dei prezzi non è ancora omogenea: la componente dei servizi cala lentamente e l’indicatore complessivo fatica a stabilizzarsi sotto la soglia del 2%.
Nel complesso, però, la traiettoria dei prezzi non sembra suggerire uno scostamento drammatico dall’obiettivo della Banca centrale che richiederebbe aggiustamenti rapidi e decisi della politica monetaria.
Salari negoziati e dinamica dei redditi
I fattori alla base di possibili pressioni inflazionistiche future appaiono contenuti. I salari negoziati nell’area dell’euro, elemento centrale per la formazione dei costi, mostrano un trend di rallentamento: nel terzo trimestre la variazione annua si è attestata intorno al +1,87%, il livello più basso da fine 2021.
Il dato sulla crescita dell’inflazione salariale, calcolata come costo del lavoro al netto della produttività, è salito al 2,6% nel terzo trimestre e richiede attenzione, ma segue letture più moderate osservate durante l’anno (1,5% a giugno e 1,9% a marzo), suggerendo che le pressioni salariali non siano esplosive.
Costo del credito e condizioni finanziarie
Il costo del credito si è stabilizzato dopo il ciclo di rialzi, portandosi su livelli superiori alle medie storiche ma non più in rapida salita. Questo processo riflette la fine della fase più intensa di aggiustamento dei tassi e una loro maggiore prevedibilità per le imprese e le famiglie.
Le condizioni rimangono differenziate a livello nazionale: i tassi reali risultano più elevati in Germania e soprattutto in Francia, mentre risultano relativamente più favorevoli in Spagna e in Italia, influenzando la dinamica degli investimenti e del credito nelle varie economie.
Prestiti alle imprese non finanziarie e domanda
I prestiti alle imprese non finanziarie continuano a crescere su base annua a ritmi superiori alle medie storiche, sebbene meno intensi rispetto alla spinta osservata tra il 2021 e il 2022. Questo sostiene l’attività economica e indica che il credito resta accessibile per molte imprese.
Secondo le istituzioni di vigilanza e gli stessi banchieri centrali, l’incertezza è diminuita, contribuendo ad attenuare gli effetti negativi di shock esterni, come le tensioni commerciali provenienti dal Stati Uniti, che agiscono sul lato della domanda per l’area dell’euro.
Inoltre, gli investimenti pubblici e privati in settori strategici, inclusi quelli legati alla difesa, sono attesi come fattori di sostegno alla domanda complessiva nella regione, contribuendo a mantenere attiva l’economia malgrado condizioni finanziarie più restrittive.
Implicazioni per le decisioni di politica monetaria
Alla luce dei dati disponibili, la Banca centrale europea sembra in una posizione che le permette di osservare l’evoluzione dei prezzi e delle pressioni salariali prima di annunciare cambiamenti di politica. Se la inflazione rimarrà intorno al 2% e i fattori di costo si manterranno moderati, è probabile che la Banca opti per un approccio attendista.
Tuttavia, diversi rischi possono influenzare tale orientamento: variabili energetiche, nuovi shock geopolitici, interventi fiscali rilevanti o inversioni nelle aspettative di inflazione. I mercati e gli indicatori macroeconomici continueranno quindi a dirigere le aspettative sul momento e sul tipo di intervento futuro.
In sintesi, l’attuale combinazione di prezzi ancora in lento calo, salari negoziati in rallentamento e condizioni creditizie stabilizzate mantiene la Banca centrale europea in una posizione di relativo equilibrio, ma la decisione finale rimarrà guidata dall’evoluzione delle prossime rilevazioni statistiche e dalle valutazioni sull’outlook economico.