Qatargate: revocata l’immunità alla dem Moretti, anche i Cinque Stelle votano a favore
- 16 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Con 497 voti favorevoli, 139 contrari e 15 astensioni, l’aula del Parlamento europeo a Strasburgo ha approvato la richiesta di revoca dell’immunità per l’eurodeputata del Partito Democratico Alessandra Moretti, nell’ambito dell’inchiesta nota come Qatargate.
Tra i voti favorevoli figurano anche molti esponenti del Movimento Cinque Stelle, che si sono espressi sì sia sulla richiesta relativa a Moretti sia su quella riguardante un’altra eurodeputata dem, Elisabetta Gualmini. Per Gualmini, tuttavia, l’aula ha confermato l’immunità con 382 voti a favore, 254 contrari e 19 astensioni.
Cosa è il Qatargate
Il procedimento, emerso pubblicamente nel dicembre 2022, è nato da indagini coordinate dalle autorità del Belgio e ha coinvolto membri del Parlamento europeo, funzionari e alcune organizzazioni non governative. L’inchiesta ha ipotizzato l’esistenza di flussi di denaro e regali provenienti da attori esterni come il Qatar e il Marocco finalizzati a ottenere favori e orientare decisioni e risoluzioni a livello comunitario.
Le attività investigative hanno portato al sequestro di somme rilevanti in contanti, documenti e altri materiali, e all’arresto di figure di primo piano, tra cui la vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, fermata in flagranza nonostante la sua tutela di immunità. Il caso ha sollevato interrogativi sulle procedure di trasparenza e sui possibili percorsi di influenza esterna nell’Unione Europea.
Implicazioni politiche e istituzionali
La votazione sul consenso a procedere contro un europarlamentare mette in luce la tensione tra prerogative giudiziarie e valutazioni politiche. La revoca dell’immunità non costituisce una condanna, ma autorizza le autorità nazionali competenti a procedere con indagini e, se del caso, azioni giudiziarie. Per i gruppi parlamentari e i singoli partiti, decisioni di questo tipo hanno ricadute immediate sulla credibilità pubblica e sulla percezione dell’integrità istituzionale.
Il voto in aula è anche un momento di bilanciamento tra la necessità di garantire che la giustizia possa svolgere il proprio corso e la tutela delle prerogative parlamentari. Sul piano politico, simili vicende possono influire sulle strategie elettorali dei partiti coinvolti e alimentare dibattiti su riforme procedurali per aumentare controlli e trasparenza nei rapporti tra rappresentanti istituzionali e soggetti esterni.
Dal punto di vista operativo, la revoca dell’immunità consentirà agli inquirenti di accedere a prove e di proseguire con eventuali atti istruttori: interrogatori, acquisizione di documentazione e richieste di cooperazione internazionale. Il procedimento potrebbe svilupparsi su più giurisdizioni e richiedere tempi prolungati prima di giungere a conclusioni giudiziarie definitive.
Alessandra Moretti ha commentato la decisione:
“Sono amareggiata: avevo già smentito con documenti gli elementi alla base della richiesta. Credo che il voto non si sia basato tanto sul merito delle accuse quanto su calcoli e convenienze politico-elettorali. Spero di essere sentita al più presto dalla procura per potermi difendere; nel frattempo continuerò a svolgere il mio mandato con la testa alta.”
La vicenda resterà al centro dell’attenzione istituzionale e mediatica nei prossimi mesi: le decisioni degli organi giudiziari e gli eventuali sviluppi processuali determineranno la portata delle responsabilità personali e le conseguenze politiche per gli esponenti coinvolti. Allo stesso tempo, il caso alimenta la discussione sulle misure necessarie per rafforzare la trasparenza delle relazioni tra istituzioni europee e attori internazionali.