Bitcoin, Ether e Cardano registrano ulteriori perdite

Il mercato delle criptovalute si è indebolito insieme agli altri asset rischiosi a livello globale, con gli investitori che hanno ridotto l’esposizione in attesa di dati macroeconomici statunitensi rilevanti, prolungando un calo iniziato a dicembre caratterizzato da liquidità più scarsa e crescente cautela nei mercati.

Il Bitcoin (BTC) è scivolato verso i 85.800 dollari nelle contrattazioni asiatiche, dopo un valore recente intorno a 87.224,13 dollari, accumulando una perdita superiore al 4% nella settimana. Anche Ether (ETH) ha ceduto fino a circa 2.930 dollari da un precedente livello di 2.957,78 dollari, mentre Solana (SOL), XRP e DOGE hanno registrato ribassi settimanali superiori al 5%, segnalando una ritirata diffusa piuttosto che problemi specifici di singoli token.

Prospettive macro

La debolezza si è rispecchiata nei mercati azionari globali: le borse asiatiche hanno mostrato cali marcati e il MSCI Asia Pacific Index ha perso circa l’1,3%. I futures azionari statunitensi si sono indeboliti in vista del rapporto sull’occupazione di novembre, atteso come indicatore di un possibile raffreddamento del mercato del lavoro.

Il dollaro è rimasto vicino ai minimi delle ultime due mesi mentre il yen ha mostrato un apprezzamento verso quota 155 per dollaro in avvicinamento a una decisione ampiamente prevista della Bank of Japan su un aumento dei tassi nel corso della settimana.

Capitalizzazione e dinamiche tecniche

La capitalizzazione complessiva del mercato delle criptovalute è scesa a circa 3,06 trilioni di dollari, con una flessione dello 0,2% nelle ultime 24 ore e oltre il 2% nella settimana. Nonostante il mercato abbia più volte difeso la soglia dei 3 trilioni nelle ultime dieci giornate, gli analisti interpretano il passaggio da una tendenza rialzista a un supporto laterale come un segnale di momentum in indebolimento, non di rinnovata forza.

Alex Kuptsikevich, capo analista di mercato di FxPro, ha detto:

“La transizione da una tendenza al rialzo a un supporto orizzontale non è un segnale positivo per gli acquirenti. La pressione di vendita dagli ultimi di novembre ha rotto la struttura di breve termine e il mercato è ora in una fase di consolidamento con rischi al ribasso ancora presenti.”

Indicatori di sentimento e liquidità

Gli indicatori di sentiment evidenziano un aumento della prudenza. Il crypto fear and greed index è sceso a 16, il valore più basso delle ultime tre settimane, indicando una condizione di paura estrema. Una permanenza prolungata in territorio di “fear” senza un chiaro catalizzatore ricorda fasi di debolezza ciclica osservate verso la fine di cicli di mercato precedenti.

Dal punto di vista tecnico, alcuni analisti ritengono che un ritorno verso l’area di 81.000 dollari per il Bitcoin rappresenti ora lo scenario di base, pur lasciando spazio a un periodo di consolidamento laterale se la pressione di vendita dovesse attenuarsi.

Secondo le stime di Binance Research, la capitalizzazione totale ha subito una flessione di circa il 15% negli ultimi 30 giorni. Il mese di dicembre è tradizionalmente caratterizzato da minore liquidità, condizione che può amplificare oscillazioni di prezzo più brusche mentre gli operatori ribilanciano le posizioni in vista della chiusura dell’anno.

Mercati predittivi e prospettive degli investitori

I mercati predittivi mostrano un atteggiamento più prudente: su Kalshi la maggioranza degli utenti prevede che il Bitcoin chiuderà l’anno sotto i 100.000 dollari, con una probabilità implicita di superare tale soglia stimata intorno al 23%.

Per gli operatori istituzionali e i gestori di portafoglio, il contesto attuale impone un’attenzione maggiore alla gestione della liquidità, allo stress testing delle posizioni e all’uso di strumenti di copertura. Le autorità di vigilanza e le banche centrali monitorano evoluzioni significative della volatilità, che possono avere ripercussioni sul sistema finanziario più ampio se accompagnate da eventi di liquidità improvvisa.

In sintesi, il mercato sembra essere entrato in una fase di consolidamento incerta, esposto a rischi al ribasso nel breve termine ma con possibili scenari di stabilizzazione se la liquidità e il sentiment dovessero migliorare nelle prossime settimane.