Bruxelles pronta ad abolire il divieto sui motori termici dal 2035
- 15 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dopo settimane di rinvii e intensi negoziati politici, la Commissione europea è attesa per martedì 16 dicembre con la proposta sul pacchetto dedicato al settore automotive, che potrebbe segnare una modifica significativa rispetto all’impostazione originaria del Green Deal.
Al centro del dossier c’è la revisione del regolamento sulle emissioni di CO₂ delle autovetture: è previsto l’abbandono dell’obiettivo di riduzione del 100% entro il 2035 in favore di un target del 90%, scelta che di fatto riaprirebbe la possibilità di circolazione e vendita di veicoli termici anche oltre quella data.
Il quadro normativo precedente, pur non vietando formalmente i motori a combustione, rendeva di fatto impraticabile la commercializzazione di auto a benzina e diesel dopo il 2035, perché i limiti di emissione applicati alle flotte erano compatibili esclusivamente con veicoli a zero emissioni. La revisione proposta introduce invece un approccio orientato alla neutralità tecnologica, sostenuto da paesi come Italia e Germania, che lascia ai costruttori la scelta delle tecnologie per ridurre la CO₂.
Impatto industriale e politico della svolta
Una riduzione del 90% mantiene comunque un obiettivo ambizioso dal punto di vista ambientale, ma offre maggiore flessibilità all’industria automobilistica nell’adattare la produzione, gli investimenti e le catene di fornitura. Per le case automobilistiche ciò significa valutare soluzioni diverse — dai motori termici più efficienti ai veicoli ibridi plug-in, fino ai carburanti sintetici e all’elettrificazione completa — in funzione dei costi, delle infrastrutture e della domanda dei mercati.
Sul piano istituzionale, la proposta della Commissione europea rappresenta il primo passo di un iter legislativo che vede coinvolti anche il Parlamento europeo e il Consiglio, i quali potranno discutere, emendare e definire la versione finale della norma. La decisione definitiva dipenderà quindi dalle negoziazioni tra gli Stati membri e dai gruppi parlamentari, con possibili compromessi tecnici e temporali.
Manfred Weber ha detto:
“Tutte le tecnologie resteranno sul mercato. Una riduzione del 90% resta molto ambiziosa ma permette una transizione più sostenibile per l’industria.”
La posizione espressa dal capogruppo del Ppe riflette il dibattito in corso tra chi sostiene un approccio rigoroso orientato esclusivamente verso lo zero emissioni e chi, invece, chiede strumenti più graduali per evitare impatti occupazionali e industriali troppo rapidi. Le scelte normative avranno implicazioni su investimenti, ricerca e piani di riqualificazione della forza lavoro nel settore.
Dal punto di vista ambientale, gli esperti sottolineano che ogni revisione degli obiettivi deve essere accompagnata da misure complementari: potenziamento delle infrastrutture di ricarica, incentivi alla sostituzione dei veicoli più inquinanti, standard più severi per le emissioni reali e investimenti in tecnologie a basse emissioni per trasporto pesante e mobilità urbana.
Nei prossimi mesi il confronto tra le istituzioni europee, i rappresentanti degli Stati membri e le associazioni di settore definirà la forma definitiva del pacchetto normativo e le tempistiche di attuazione, con un equilibrio da trovare tra obiettivi climatici e sostenibilità industriale.