Stallo sulla manovra: commissione rinviata, nodi decisivi da sciogliere
- 14 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
È stallo sulla manovra. La seduta della commissione Bilancio del Senato, convocata per la serata, è stata sconvocata e gli incontri bilaterali con i gruppi parlamentari programmati nel pomeriggio non si sono svolti. I lavori sono stati rinviati a lunedì e dunque non è ancora stato espresso alcun voto sulla legge di Bilancio, la cui approvazione parlamentare è prevista entro la fine dell’anno.
I nodi da sciogliere
I dossier ancora aperti sono diversi e riguardano ambiti tecnici e politici. Tra le misure che devono ancora essere depositate figurano il pacchetto per gli enti locali e interventi sulla safety sul lavoro, oltre alla riformulazione dell’emendamento relativo all’oro di Banca d’Italia. Queste scelte hanno impatti sia sul quadro finanziario sia sui rapporti istituzionali con le autorità europee.
Sul tema delle riserve auree il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha condotto trattative riservate con la Bce. Il compromesso trovato prevede di ribadire il principio che le riserve appartengono al popolo italiano, una richiesta storica di parte della maggioranza, mantenendo al contempo la gestione e la custodia affidata alla Banca d’Italia nel rispetto della sua indipendenza, dell’autonomia e della conformità ai Trattati europei.
Modifiche agli enti locali e tagli ai media
Tra le ultime modifiche discusse vi è l’uscita di Roma Capitale dalla componente perequativa del fondo di solidarietà, con una definizione anticipata delle risorse spettanti al Campidoglio. Questo intervento mira a stabilizzare il perimetro finanziario della città, ma solleva questioni sul metodo di riparto delle risorse tra Comuni.
È stato inoltre annunciato un dietrofront sui tagli previsti per la Rai e le emittenti televisive e radiofoniche locali. Parte della maggioranza, in particolare il gruppo di Fratelli d’Italia, ha contestato un emendamento a prima firma del capogruppo del Lega in Senato Massimiliano Romeo, che prevedeva una riduzione dei fondi di 30 milioni di euro per la tv pubblica e di 20 milioni per le piccole emittenti.
La partita sui compensi dei professionisti
Un altro fronte aperto riguarda la stretta sui compensi dei professionisti che collaborano con la pubblica amministrazione ma risultano irregolari dal punto di vista fiscale. La proposta iniziale prevedeva un filtro fiscale per limitare pagamenti a chi non è in regola con il fisco.
La componente della Lega ha chiesto correzioni e ha depositato un emendamento correttivo, firmato da Gianluca Cantalamessa e Marco Dreosto, che punta all’eliminazione integrale del filtro. Anche Fratelli d’Italia si è mobilitato per ottenere il ritiro della misura proposta dal governo, sottolineando possibili effetti sull’operatività degli enti e sulle gare di appalto.
Tassa sui pacchi: rischio doppio prelievo
Resta da risolvere anche il nodo della nuova tassa sui pacchi. Il provvedimento inserito in manovra prevede, tramite un emendamento governativo, un prelievo di 2 euro su ogni spedizione proveniente da Paesi non appartenenti all’Unione Europea con valore dichiarato non superiore a 150 euro.
Parallelamente, a livello europeo il Consiglio Europeo ha annunciato l’introduzione, a partire dal 1° luglio, di un prelievo di 3 euro sugli stessi invii con valore fino a 150 euro in entrata da Stati extra-UE. Il settore della logistica avverte il rischio concreto di un doppio prelievo sulla stessa spedizione, con conseguenze sui costi per operatori e consumatori.
Operatori e rappresentanze del mercato evidenziano come la sovrapposizione di due tassazioni possa generare distorsioni concorrenziali e aumentare l’incertezza sui costi di distribuzione internazionale, richiedendo un coordinamento tra norme nazionali ed europee per evitare duplicazioni.
Prossimi passi e impatti politici
Con il rinvio dei lavori al lunedì si restringono i tempi per la discussione parlamentare e aumenta la pressione sui gruppi di maggioranza per trovare intese tecniche e politiche. L’assenza di un voto in prima lettura al Senato obbliga il governo a concordare ancora alcune soluzioni con i partiti di coalizione e con le autorità coinvolte.
I ritardi nella calendarizzazione possono avere ricadute anche sul quadro economico e sulla certezza delle regole per enti locali, imprese e cittadini: l’approvazione entro la scadenza di fine anno rimane un vincolo stringente per la tenuta dei conti pubblici e per la programmazione amministrativa.