Aumento dell’uso delle criptovalute in Venezuela con l’aggravarsi delle pressioni economiche

Negli ultimi anni la popolazione del Venezuela ha incrementato l’uso della tecnologia blockchain come alternativa ai servizi bancari tradizionali, una tendenza che rischia di intensificarsi se la congiuntura economica e politica dovesse peggiorare.

Secondo un’analisi della società di intelligence blockchain TRM Labs, l’instabilità macroeconomica, la continua svalutazione del bolívar e le tensioni geopolitiche hanno spinto molti cittadini a considerare le criptovalute, in particolare le stablecoin, sia come riserva di valore sia come mezzo per effettuare pagamenti quotidiani.

Il deterioramento dei servizi bancari domestici, le restrizioni connesse alle sanzioni internazionali e la sperimentazione statale di soluzioni digitali hanno creato un contesto in cui strumenti decentralizzati possono offrire alternative praticabili per salari, rimesse familiari e pagamenti commerciali.

La perpetua incertezza regolatoria — in particolare riguardo ai poteri e alla capacità di applicazione dell’ente di vigilanza sulle criptovalute, SUNACRIP — insieme alla perdita di fiducia nelle banche tradizionali, contribuiscono a consolidare l’uso delle risorse digitali tra la popolazione.

TRM Labs ha osservato:

“Absent a material shift in Venezuela’s macroeconomic conditions or the emergence of cohesive regulatory oversight, the role of digital assets — particularly stablecoins — is poised to expand.”

Un rapporto sul livello di adozione delle criptovalute ha collocato il Venezuela tra i paesi con maggiore diffusione di questi strumenti; la classifica migliora ulteriormente se si considera l’incidenza rispetto alla popolazione, evidenziando come l’uso sia particolarmente intenso su base pro capite.

Le transazioni peer-to-peer (P2P) e la conversione di USDT in valuta fiat sono emerse come servizi cruciali per gli utenti venezuelani, che spesso non possono contare su canali bancari affidabili per trasferimenti e pagamenti.

Dall’analisi degli indirizzi IP collegati al Venezuela, TRM Labs ha rilevato che oltre il 38% delle visite a siti correlati alle criptovalute è concentrato su una singola piattaforma globale che offre funzionalità P2P, a indicare il ruolo centrale di questi servizi nel contesto di scarsa bancarizzazione nazionale.

TRM Labs ha osservato:

“A significant share of crypto-to-fiat activity is facilitated through platforms supporting informal settlement rails — even amid reports of intermittent service disruptions.”

Le piattaforme locali, in particolare quelle che supportano portafogli mobili e integrazioni con sistemi bancari domestici, sono anch’esse fondamentali per adattarsi alle esigenze quotidiane degli utenti, facilitando pagamenti a venditori, ricevimenti di stipendi e rimesse familiari.

TRM Labs ha aggiunto:

“Local platforms also play a key role, particularly those offering mobile wallets and bank integrations suited to domestic users.”

L’ecosistema delle criptovalute nel Venezuela è in gran parte il risultato di quasi un decennio di collasso economico, pressioni derivanti da sanzioni internazionali e tentativi statali di introdurre alternative digitali al sistema finanziario tradizionale.

In questo quadro le stablecoin, e in particolare USDT, sono diventate strumenti di uso quotidiano per famiglie e imprese, usate per preservare il valore e per operazioni correnti quando i servizi bancari non sono affidabili o non sono disponibili.

TRM Labs ha sottolineato:

“For most Venezuelans, stablecoins now operate as a substitute for retail banking — facilitating payroll, family remittances, vendor payments, and cross-border purchases in the absence of consistent domestic financial services.”

L’espansione dell’uso delle criptovalute pone questioni complesse per le autorità nazionali e per i partner internazionali: è necessario bilanciare la protezione dei consumatori, la prevenzione del riciclaggio e il rispetto delle sanzioni con il riconoscimento delle esigenze finanziarie quotidiane della popolazione.

Un quadro regolatorio più chiaro e coerente, che defini responsabilità, strumenti di supervisione e canali di tutela, potrebbe ridurre i rischi associati all’adozione diffusa di asset digitali. Tuttavia, in assenza di tali interventi e senza un significativo miglioramento delle condizioni macroeconomiche, è probabile che la dipendenza dalle stablecoin e dagli strumenti P2P permanga o aumenti.

Per i policy maker e le istituzioni internazionali, la sfida consiste nel progettare risposte che tengano conto della realtà economica locale, garantiscano trasparenza nelle transazioni e limitino gli usi illeciti, senza escludere soluzioni che effettivamente alleviano il problema dell’accesso ai servizi finanziari.