Stablecoin conquistano il sostegno dei parlamentari trasversali del Regno Unito per regole favorevoli all’innovazione
- 12 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Una coalizione di parlamentari britannici trasversale ha chiesto all’Chancellor Rachel Reeves di intervenire per evitare che il quadro regolamentare proposto per i stablecoin soffochi l’innovazione o spinga capitali all’estero, avvertendo che le attuali proposte della Bank of England potrebbero indebolire l’attrattività della City of London come centro finanziario globale.
In una lettera datata 11 dicembre 2025, indirizzata al Cancelliere e firmata da parlamentari e membri della Camera dei Lord, tra cui Sir Gavin Williamson, Viscount Camrose e Baroness Verma, si sottolinea che i stablecoin, ovvero token digitali ancorati a un riferimento esterno come le valute fiat, stanno rapidamente diventando una componente strutturale dell’economia digitale.
I firmatari spiegano che questi strumenti stanno riconfigurando le modalità di pagamento riducendo i costi, accelerando i tempi di regolamento e favorendo l’inclusione finanziaria. Nel testo della missiva vengono citati volumi di transazioni che nel 2024 hanno raggiunto i 27,6 trilioni di dollari, superando l’attività combinata di circuiti tradizionali e prospettando scenari di forte crescita nei prossimi anni.
Preoccupazioni sul quadro normativo proposto
I deputati e i pari esprimono timori sulle disposizioni contenute nella bozza della Bank of England, che limiterebbero l’uso dei stablecoin nei mercati all’ingrosso, vieterebbero il riconoscimento di interessi sulle riserve e imporrebbero un tetto alle detenzioni pari a GBP 20.000. A loro avviso tali vincoli potrebbero rendere poco appetibili i stablecoin ancorati alla sterlina, spingendo investitori e operatori verso alternative ancorate al dollaro.
I parlamentari hanno avvertito:
“Il risultato sarebbe una fuga dagli asset digitali denominati in sterline verso strumenti basati sul dollaro, creando un mercato a due velocità in cui la maggior parte dell’attività on-chain sarebbe denominata e regolata in dollari statunitensi.”
Nel documento si evidenzia il rischio che limiti troppo stringenti relegano il Regno Unito ai margini dell’onda innovativa, con perdita di quote di mercato a favore di giurisdizioni che dispongono di regole più chiare o permissive.
Contesto internazionale e concorrenza normativa
La missiva arriva mentre le Stati Uniti avanzano misure normative per gli asset digitali, tra cui il GENIUS Act, volte a definire certezze giuridiche per gli operatori. I firmatari temono che un’azione regolatoria timida o eccessivamente restrittiva nel Regno Unito favorisca lo spostamento di talenti e capitali verso piazze straniere.
Il ragionamento politico è anche economico: attrarre attività legate ai digital assets può sostenere la crescita del settore fintech, generare posti di lavoro specializzati e consolidare la posizione della City of London nei mercati dei capitali globali.
Richieste e proposte dei firmatari
I firmatari chiedono al Cancelliere di promuovere un quadro regolamentare lungimirante che tuteli la stabilità finanziaria senza soffocare l’innovazione, così da assicurare investimenti internazionali, sostenere imprese fintech ad alto valore aggiunto e rafforzare la leadership del Regno Unito come polo d’innovazione.
I firmatari hanno concluso:
“Accogliamo con favore l’impegno a rendere il Regno Unito una destinazione leader per gli asset digitali. È arrivato il momento di tradurre questa ambizione in scelte concrete: vi esortiamo a intervenire.”
Implicazioni per mercati e regolatori
Se confermate, le norme proposte dalla Bank of England potrebbero avere effetti su liquidità, prezzi e infrastrutture di mercato: la limitazione dell’uso wholesale e il divieto di riconoscere interessi sulle riserve inciderebbero sulla competitività degli strumenti denominati in sterline.
Per evitare una frammentazione internazionale dei mercati digitali, i parlamentari sollecitano un dialogo coordinato tra autorità nazionali, operatori finanziari e investitori internazionali, con valutazioni costi-benefici chiare e misure proporzionate ai rischi reali.
Prossimi passi e scenari
La pressione politica mira a spingere l’esecutivo a rivedere gli aspetti più restrittivi della bozza e a privilegiare soluzioni che consentano al Regno Unito di competere su scala globale senza compromettere la stabilità macrofinanziaria.
Nei prossimi mesi sarà cruciale osservare eventuali aperture da parte della Bank of England e le risposte del governo, così come l’evoluzione normativa negli altri grandi mercati, che determineranno gli spazi d’azione per gli operatori locali e internazionali.