Azioni urgenti per rafforzare la difesa
- 12 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Una notte di novembre poco più di trentasei anni fa, il segretario generale della Nato Manfred Wörner guidò per tutta la notte fino a Berlino per unirsi alle celebrazioni della caduta del Muro.
Nel suo ritorno affrettato dimenticò di informare lo staff a Bruxelles della sua destinazione, ma la sua presenza e quella di molti altri rimasero impresse nella memoria collettiva.
Oggi un tratto di quel Muro è collocato davanti al quartier generale della Nato e serve come monito: un tempo barriera per tenere dentro le persone e fuori le idee, oggi è un monumento che ricorda il valore della libertà e dell’unità.
Quella memoria è rilevante perché segnala che le forze che minacciano la libertà non sono scomparse e che è necessario mantenere vigilanza, fiducia e determinazione per prevenire il ritorno dell’oppressione.
Il ricordo del Muro e il suo significato
Il pezzo di Muro esposto presso la sede della Nato non è solo un reperto storico: è un riferimento politico, simbolico e pedagogico per le istituzioni alleate e per i cittadini.
Ricordare il passato aiuta a comprendere le dinamiche contemporanee e a rinforzare la determinazione collettiva a difendere diritti fondamentali quali elezioni libere, stampa indipendente e società aperte.
La necessità di una mentalità da tempo di guerra
Quando sono entrato in carica come segretario generale della Nato l’anno scorso, ho evidenziato che l’aggressione in Ucraina poteva rappresentare un rischio anche per gli alleati e che occorreva adottare una vera e propria mentalità da tempo di guerra.
Quest’anno gli alleati hanno preso decisioni importanti per rafforzare l’Alleanza: al vertice de L’Aia è stato concordato l’obiettivo di investire il 5% del Pil annualmente nella difesa entro il 2035, di aumentare la produzione industriale nel settore della difesa e di mantenere il sostegno a lungo termine all’Ucraina.
Queste misure puntano a garantire che le forze armate dispongano delle capacità, dei materiali e delle scorte necessari per prevenire e, se necessario, respingere attacchi che minaccino la pace e la sicurezza collettiva.
Tuttavia non è il momento di riposare sugli allori: è preoccupante che in alcuni ambienti prevalga l’autocompiacimento o la sensazione che il tempo giochi a favore degli alleati. La realtà è diversa: occorre accelerare gli investimenti, potenziare la produzione e ottenere il sostegno politico e sociale di governi, parlamenti e cittadini.
Solo con un impegno collettivo e duraturo sarà possibile proteggere la libertà, la prosperità e le istituzioni democratiche che caratterizzano le nostre società.
Una Russia sempre più aggressiva
Negli ultimi mesi la Russia ha mostrato una crescente aggressività e una minore responsabilità nei confronti delle norme internazionali, intensificando campagne militari contro l’Ucraina e colpendo infrastrutture civili e centri abitati.
Riprendendo immagini storiche di rivalità globale, l’attuale gestione del potere a Mosca mira ad ampliare l’influenza e a restaurare una sfera di controllo, perseguendo obiettivi che mettono in pericolo la stabilità regionale.
Nel solo anno in corso la Russia ha lanciato decine di migliaia di droni e missili contro l’Ucraina: i dati indicano oltre 46.000 attacchi aerei di varia natura, una capacità industriale che continua a crescere e un uso massiccio di esche per saturare le difese aeree.
Le stime producono cifre consistenti: una produzione mensile di droni d’attacco nell’ordine di alcune migliaia e una produzione significativa di missili da crociera e balistici, con ritmi che rimangono preoccupanti e vicini a picchi produttivi.
Le perdite umane e l’impatto interno in Russia
La guerra non sta solo devastando l’Ucraina, ma sta avendo conseguenze profonde anche all’interno della Russia.
Secondo rilevazioni e stime pubbliche, le perdite russe complessive dalla fine del 2022 sono oltre un milione di persone tra morti e feriti, con una media giornaliera di circa 1.200 perdite nell’ultimo anno.
Questi numeri indicano una pressione sociale ed economica rilevante: risorse deviate verso lo sforzo bellico, un forte peso del bilancio destinato all’aggressione — vicino al 40% secondo alcune valutazioni — e un uso massiccio dell’industria manifatturiera per finalità militari.
La conseguenza è una stagnazione o peggioramento delle condizioni di vita per la popolazione, con aumento delle tasse, inflazione elevata e persino razionamenti di carburante in alcune aree, elementi che indeboliscono ulteriormente il tessuto sociale.
Il ruolo della Cina e delle catene di approvvigionamento
Una delle ragioni per cui la Russia può proseguire la sua offensiva è il sostegno di partner esterni, in particolare della Cina, che fornisce componentistica critica e mantiene canali commerciali che alimentano la macchina bellica.
Analisi del settore segnalano che una parte rilevante dei componenti elettronici utilizzati nei sistemi d’arma e nei droni russi proviene dalla Cina, rendendo vulnerabili le catene di approvvigionamento internazionali alle scelte politiche di Pechino.
Oltre alla Cina, la Russia ha cercato appoggi e rifornimenti da altri attori come la Corea del Nord e il Iran, con trasferimenti di munizioni ed equipaggiamenti che complicano ulteriormente gli sforzi internazionali per limitare la capacità d’offesa di Mosca.
Per questo motivo la resilienza delle economie degli alleati, la sicurezza delle catene produttive e le misure rivolte a controllare la proliferazione tecnologica sono elementi strategici per frenare l’escalation.
Come prevenire una guerra prima che inizi
La prevenzione di un conflitto su scala più ampia richiede un approccio multinivel: rafforzamento della deterrenza, supporto continuo all’Ucraina, incremento della produzione di difesa nell’Alleanza e azioni diplomatiche coordinate con partner globali.
I governi e i parlamenti devono comunicare chiaramente ai cittadini l’importanza delle scelte in materia di difesa, giustificando investimenti e riforme industriali con argomentazioni trasparenti e dati verificabili.
Le industrie, il mondo della ricerca e le istituzioni europee e transatlantiche hanno il compito di rafforzare la capacità produttiva sostenibile in ambito militare e civile, riducendo la dipendenza strategica da fornitori esterni in settori critici.
Infine, il sostegno internazionale all’Ucraina deve essere calibrato per aumentare la sua capacità difensiva senza alimentare un’escalation incontrollata: fornire armamenti, addestramento e assistenza logistica, insieme ad iniziative umanitarie e di ricostruzione, rimane essenziale.
Agire ora, con chiarezza strategica e unità politica, è la via per preservare la pace e proteggere le società democratiche dall’aggressione e dall’instabilità.