Nautica: nel 2025 boom dei superyacht, rallentano i piccoli

Il 2025 si chiude per l’industria nautica italiana con segnali contrastanti: le imprese che producono grandi imbarcazioni mostrano aspettative di crescita, mentre chi realizza unità sotto i 24 metri prevede in molti casi una riduzione dei ricavi; parallelamente aumentano locazioni e noleggi e i saloni autunnali hanno lasciato indicazioni positive sul biennio 2026-2027.

I dati sono stati illustrati durante l’assemblea di Confindustria Nautica tenutasi a Roma e derivano dall’elaborazione dell’ufficio studi dell’associazione, basata su un’indagine condotta nella prima settimana di dicembre su un ampio campione di imprese associate.

Tra i grandi il 50% prevede fatturati in crescita

Il rapporto evidenzia che il comparto superyacht chiude l’anno solare 2025 con il 50% delle aziende che attende un aumento del fatturato rispetto al 2024 e con il 25% che si attende una situazione stabile. La situazione degli ordini suggerisce una normalizzazione dei tassi di crescita, con metà dei cantieri che mantiene l’orderbook sui livelli di 12 mesi prima e un quarto che registra incrementi.

Il report ha dichiarato:

“Analizzando l’andamento del portafoglio ordini corrente viene confermata la normalizzazione dei tassi di crescita, con la metà dei cantieri che mantiene il proprio orderbook sugli stessi livelli di 12 mesi fa e un quarto con dati in crescita. Questo trend viene confermato dalle anticipazioni fornite da Boat International sul Global order book 2026, che, a fronte di una riduzione degli ordini mondiali, vede la quota italiana in aumento.”

Per quanto riguarda la produzione cantieristica fino ai 24 metri, le stime di chiusura del 2025 indicano una contrazione del fatturato per il 54% del campione — con riduzioni previste tra il -5% e oltre il -30% — stabilità per il 23% e crescita per il restante 23%, confermando la dinamica già osservata nel 2024. Le previsioni per l’anno nautico 2025-2026 appaiono più favorevoli: il 46% delle imprese prevede crescita, il 31% stabilità e il 23% una flessione del fatturato.

Reti di vendita in affanno

I dati relativi alle reti di vendita di unità da diporto confermano il trend delle imbarcazioni fino a 24 metri: per il 2025 il 62% del campione delle reti prevede risultati negativi, mentre il 38% stima stabilità. Le aspettative per l’anno nautico in corso migliorano: la quota con previsioni negative scende al 37%, il 50% attende stabilità e il 13% spera in un’inversione di tendenza con crescita dei ricavi.

L’indicazione di difficoltà per le reti di vendita ha implicazioni operative e finanziarie: i concessionari possono essere costretti a rivedere gli stock, le politiche commerciali e i piani di investimento, con possibili ripercussioni lungo la filiera di fornitura e sui livelli occupazionali nelle aziende di servizio e produzione.

La crescita delle attività di noleggio e charter rappresenta un elemento di resilienza del mercato, offrendo opportunità per operatori alternativi alla vendita tradizionale e contribuendo a mantenere la vitalità dei porti turistici e dell’indotto. Questo segmento può mitigare in parte il calo delle vendite di nuove unità.

I saloni autunnali hanno fornito segnali positivi per il periodo 2026-2027, soprattutto in termini di visibilità internazionale e generazione di contatti commerciali. Le fiere restano strumenti chiave per la promozione delle esportazioni e per il consolidamento delle relazioni con buyer esteri, elementi determinanti per la performance complessiva del settore nautico italiano.

Nel breve e medio termine, Confindustria Nautica e altri attori del comparto sono orientati a sostenere misure di politica industriale volte a favorire l’export, incentivi agli investimenti produttivi e programmi di formazione specialistica, con l’obiettivo di rafforzare la competitività e la capacità di innovazione del settore.

In sintesi, il quadro delineato dall’indagine mostra una filiera che mantiene punti di forza consolidati, soprattutto nella fascia dei grandi yacht, ma che deve affrontare sfide strutturali per le unità di dimensioni minori e per la rete commerciale: le scelte strategiche delle imprese e il supporto istituzionale saranno determinanti per la ripresa e la stabilità nel medio periodo.



Author: Tony
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