Confermata la condanna a quattro anni per Irene Pivetti: evasione e riciclaggio
- 10 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La sentenza d’appello ha confermato la condanna a quattro anni per Irene Pivetti nell’ambito di un procedimento che riguarda presunte operazioni finalizzate a eludere il carico fiscale derivante da accordi commerciali con una società cinese.
Secondo la ricostruzione della Procura, l’ex parlamentare avrebbe acquistato un marchio per circa 1,2 milioni di euro per poi rivenderlo allo stesso soggetto straniero a una cifra significativamente più elevata, ritenuta dalla pubblica accusa pari a 10 milioni, con l’obiettivo di sottrarre i proventi alle imposte.
Dettagli dell’accusa e della sentenza
Nel provvedimento di primo grado la corte ha descritto un meccanismo articolato che, sempre secondo l’accusa, sarebbe stato messo in atto per ridurre la base imponibile delle operazioni commerciali con il partner estero. La motivazione definisce l’insieme degli atti come diretti a evitare la tassazione dei ricavi derivanti dalla compravendita del marchio.
La conferma della condanna in secondo grado segna un passaggio cruciale del processo penale: la corte d’appello, valutando gli elementi acquisiti nel dibattimento, ha ritenuto sussistenti gli elementi costitutivi del reato contestato e ha quindi confermato la pena inflitta in primo grado.
Reazione della difesa
Irene Pivetti ha commentato la decisione:
“La verità verrà fuori, sono tranquilla, la verità è che io sono innocente.”
In seguito ha spiegato di essersi aspettata un esito diverso e di essere in attesa delle motivazioni della sentenza. La sua linea difensiva, sostenuta dall’avvocato Filippo Cocco, ha sempre insistito sull’innocenza della cliente e sulla presunta insussistenza degli elementi che giustificassero la condanna.
Provvedimenti patrimoniali e prossime mosse
Nel settembre del 2022 la Corte di Cassazione aveva già confermato il sequestro di beni per un valore vicino a 3,5 milioni di euro disposto nei confronti dell’imputata, misura cautelare collegata alle somme oggetto dell’indagine.
La difesa potrà ora attendere le motivazioni della sentenza d’appello per valutare i mezzi di impugnazione: il prossimo passaggio possibile è un ricorso per cassazione, che in Italia è rivolto ad accertare eventuali violazioni di diritto e vizi procedurali piuttosto che una nuova valutazione dei fatti di merito.
Il caso ha rilevanza anche sul piano politico e mediatico per la partecipazione dell’imputata a ruoli istituzionali di rilievo in passato; l’esito definitivo del procedimento dipenderà dalle decisioni delle corti superiori e dall’eventuale conferma o modifica delle misure patrimoniali già adottate.