Porterà l’era degli etf la fine del tribalismo tra gli appassionati di criptovalute?
- 10 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Quando sono cresciuto, la mia famiglia non nutriva fedeltà verso squadre sportive: i miei genitori sono stranieri e le rivalità sportive non ci hanno mai coinvolto. L’unica lealtà istituzionale che ho ereditato è stata quella di mio padre verso Delta Air Lines, che continuo a apprezzare ancora oggi.
Poi è arrivata la mia immersione nel mondo delle criptovalute e con essa la scoperta di come si manifesti davvero il tribalismo.
L’età delle tribù
Nei primissimi anni il settore delle criptovalute era dominato da fazioni nette. I massimalisti di Bitcoin sostenevano che nulla contasse oltre a quella rete; gli sviluppatori di Ethereum erano convinti di costruire la prossima generazione di Internet. Ogni nuova chain si presentava promettendo di risolvere i limiti della precedente: più veloce, meno costosa, più pura.
Le discussioni, in superficie tecniche, nascondevano spesso profonde differenze ideologiche: Proof of Work contro Proof of Stake — il mining spreca troppa energia? Il Proof of Stake può davvero essere più egalitario? E il classico dilemma tra sicurezza, decentralizzazione e scalabilità. ICO, lancio equo, distribuzioni alla comunità, strutture di governance: l’intero spettro era un campo di battaglia culturale oltre che tecnologico.
Il ruolo degli ETP
L’avvento degli ETP (Exchange Traded Products) ha iniziato a ridefinire come gli investitori accedono alle criptovalute, trasformando esposizione e distribuzione in meccanismi più standardizzati e regolamentati.
La standardizzazione ha riguardato principalmente la custodia, le procedure di clearing e la possibilità di distribuire esposizione tramite piattaforme tradizionali. Questo ha introdotto attori consolidati — custodi, authorized participants e infrastrutture di regolamento come DTCC — che hanno fatto da ponte fra l’universo crypto e l’ecosistema finanziario tradizionale.
Di conseguenza, asset un tempo trattati separatamente — Bitcoin, Ethereum, Solana, Sui, TAO, Zcash, XRP, Dogecoin, Chainlink — possono ora transitare attraverso gli stessi canali: gli stessi custodi, gli stessi operatori autorizzati, le stesse infrastrutture di regolamento. Gli acquirenti principali diventano investitori istituzionali, RIA e gestori di portafogli modello, con team di rischio che supervisionano l’esposizione complessiva.
Impatto su correlazione e rendimento
Gran parte del capitale presente negli ETP è concentrata su Bitcoin (una quota rilevante del totale) e su Ethereum (la seconda posizione per peso). Altri token seguono la stessa traiettoria, usufruendo di servizi di custodia e distribuzione consolidati.
Inoltre, l’emergere di ricompense da staking su diverse reti introduce una dimensione di rendimento ricorrente: per alcuni investitori le criptovalute smettono di essere solo strumenti di crescita e diventano anche fonti di reddito, con implicazioni per l’allocazione del portafoglio e la valutazione del rischio.
La correlazione fra grandi token è aumentata, con oscillazioni sul breve periodo che mostrano come molti asset di capitalizzazione elevata si muovano ora nello stesso “bucket” di rischio. Non perché i fondamentali si siano uniformati, ma perché le stesse infrastrutture e i flussi di capitale finiscono per collegare le loro dinamiche di prezzo.
Da tribalismo a costruzione del portafoglio
Le tribù continueranno a esistere — è parte della natura umana e, in buona misura, anche del fascino di questo settore. Tuttavia, per la prossima generazione di investitori che adotterà le criptovalute come classe d’investimento, il focus potrebbe spostarsi dall’identità tribale alla costruzione del portafoglio: quanto peso assegnare all’universo digitale nel complesso?
Per istituzioni, RIA, gestori di portafogli modello e team di rischio, la sfida pratica diventa la gestione dell’esposizione complessiva: diversificazione, gestione dei rischi operativi legati a custodia e clearing, e valutazione delle opportunità di rendimento come lo staking.
Se la convinzione ha costruito la casa del settore crypto, sono ora le infrastrutture a mantenerne l’illuminazione: sistemi regolamentati, operatori consolidati e meccanismi standard possono rendere più accessibile e gestibile l’investimento in asset digitali per un pubblico più ampio.
Il tribalismo ha avuto una funzione storica utile — differenziare e catalizzare una frontiera speculativa — ma nell’era corrente è plausibile che il successo sia più spesso condiviso: infrastrutture comuni potrebbero favorire risultati collettivi migliori per gli investitori.
Queste considerazioni non costituiscono consulenza di investimento o fiscale. Le performance passate non garantiscono risultati futuri. Per decisioni specifiche, è consigliabile rivolgersi a un professionista finanziario o fiscale qualificato.