Impennata a 94.000 dollari a un giorno dall’atteso taglio dei tassi della Fed

La mattinata sui mercati crypto negli Stati Uniti era iniziata in modo tranquillo, ma ha preso una piega repentina quando Bitcoin (BTC) ha riconquistato la soglia di 94.000 dollari. In precedenza era rimasto poco sopra i 90.000 dollari, per poi accelerare fino a 94.000 minuti dopo le 16:00 UTC, guadagnando oltre 3.000 dollari in meno di un’ora e segnando un progresso di circa il 4% nelle ultime 24 ore.

Movimenti dei principali asset

Ether (ETH) è salito anch’esso, attestandosi intorno a 3.302 dollari con un aumento vicino al 5% nello stesso intervallo temporale. Tra le monete native, ADA e Chainlink (LINK) hanno registrato rialzi ancora più marcati rispetto alla media del mercato.

In parallelo, il prezzo dell’argento ha raggiunto nuovi massimi storici sopra i 60 dollari l’oncia. I mercati azionari più ampi sono rimasti sostanzialmente piatti, ma i titoli legati alle criptovalute hanno seguito l’andamento di Bitcoin.

Tra i maggiori rialzi si segnalano la società di asset digitali Galaxy (GLXY) e il miner di bitcoin CleanSpark (CLSK) con aumenti superiori al 10%. Hanno guadagnato tra il 4% e il 6% anche Coinbase (COIN), MicroStrategy (MSTR) e BitMine (BMNR).

Cause possibili e struttura del mercato

Non è emerso un singolo fattore scatenante evidente per la rapida impennata; tuttavia nelle ultime settimane BTC mostrava ripetute spinte ribassiste correlate all’apertura dei mercati statunitensi. Il cambio di ritmo odierno potrebbe indicare una forma di esaurimento dei venditori.

Vetle Lunde, analista capo presso K33 Research, ha osservato:

“Deeply defensive positioning on crypto derivatives markets with investors concerned about further weakness, and crowded positioning possibly contributing to the quick snapback.”

In sostanza, Lunde sottolinea come posizionamenti eccessivamente difensivi nei mercati dei derivati crypto, insieme a posizioni affollate, possano aver contribuito a un rimbalzo rapido e pronunciato quando la pressione di vendita ha rallentato.

Ulteriori segnali di possibile capitolazione del mercato ribassista sono arrivati quando il gestore con visione rialzista di Standard Chartered, Geoff Kendrick, ha rivisto al ribasso la sua previsione di lungo periodo per il prezzo di Bitcoin.

Segnali di domanda spot e prime tecniche

Nei giorni recenti il cosiddetto “premium” di Bitcoin su Coinbase rispetto all’exchange offshore Binance è tornato positivo, un indicatore interpretato come ripresa della domanda da parte degli investitori statunitensi.

Guardando alla struttura del mercato, la crescita giornaliera del prezzo di BTC ha superato l’aumento dell’open interest nei mercati dei derivati. Questo rapporto suggerisce che la spinta rialzista è stata sostenuta principalmente dalla domanda spot — acquisti sul mercato reale — piuttosto che dall’uso esteso di leva finanziaria.

Per chiarezza, l’open interest misura il numero totale di contratti di derivati in essere; un aumento dell’open interest accompagnato dal rialzo dei prezzi indicherebbe una maggiore esposizione tramite leva, mentre un aumento dei prezzi senza un corrispondente incremento dell’open interest tende a indicare acquisti sul mercato spot.

Contesto macro e impatto sul rischio

La Federal Reserve è attesa a un taglio del tasso di riferimento di 25 punti base al termine della sua riunione di due giorni. Pur essendo in gran parte scontato dai partecipanti al mercato, un alleggerimento delle condizioni finanziarie — combinato con una tenuta dell’economia statunitense — potrebbe favorire un aumento dell’appetito per il rischio su più asset, incluse le criptovalute.

In sintesi, il recupero odierno di Bitcoin sembra sostenuto da una combinazione di fattori: potenziale esaurimento delle vendite, rimbalzi tecnici dovuti a posizionamenti affollati nei derivati, un ritorno della domanda spot statunitense e un quadro macroeconomico che sta diventando leggermente più accomodante.