Sicilia alle prese con costi crescenti e ritardi per il centro di ricerca Rimed
- 9 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
L’ultima notizia riguarda la nomina operata dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha inserito nel consiglio di amministrazione della Fondazione Rimed l’ex prefetto Maria Teresa Cucinotta. La fondazione, promossa dal governo regionale con partner scientifici e accademici, include tra i soci il Cnr, la Università di Pittsburgh e l’Upmc (University of Pittsburgh Medical Center), e ha il compito di realizzare un grande centro per la ricerca biomedica e le biotecnologie nell’area industriale di Carini, in provincia di Palermo.
Il progetto del Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica è perseguito da quasi vent’anni e prevede un campus di laboratorio di circa 25.000 metri quadrati, con una superficie complessiva edificata che potrebbe superare i 50.000 metri quadrati su un’area di circa 16 ettari donata dalla Regione. A regime la struttura dovrebbe ospitare all’incirca 600 addetti tra ricercatori, tecnici e personale di supporto.
La nomina di Maria Teresa Cucinotta colma una casella vacante nella governance della fondazione, ma arriva in un momento in cui la Regione chiede chiarezza su tempi e costi, a causa di una serie di criticità che hanno rallentato il progetto e sollevato dubbi sulla sua sostenibilità economica e organizzativa.
Stato dei lavori e costi
I lavori per il Centro risultano completati per circa il 70% e il cronoprogramma iniziale, che prevedeva il termine dei lavori nel 2026, è stato aggiornato con una nuova previsione di conclusione nel 2027. Lo slittamento si accompagna a un aumento dei costi: per l’opera erano stati stanziati 196 milioni da parte del governo italiano, cifra poi salita a 232 milioni a causa dell’inflazione dei prezzi dei materiali e di altri fattori, con ancora poco più di 70 milioni da erogare.
Ulteriori complicazioni derivano dalla situazione dell’impresa appaltatrice: Italiana Costruzioni SpA, aggiudicataria dei lavori, ha avviato una procedura di concordato e la decisione del Tribunale di Roma sul piano di risanamento è attesa per il 16 dicembre. Questo scenario può incidere sui tempi di completamento del cantiere e sulla necessità di trovare soluzioni alternative per garantire la continuità dei lavori.
Il concordato preventivo è uno strumento giuridico con cui un’azienda in difficoltà cerca di ristrutturare il debito ed evitare il fallimento; tuttavia, l’esito di tale procedura può rallentare forniture e cantieri e richiedere interventi aggiuntivi da parte dei committenti pubblici o di partner finanziari.
Le dimissioni del direttore scientifico
Un altro elemento di preoccupazione è rappresentato dalle dimissioni del professore Giulio Superti Furga, che aveva accettato di assumere la direzione scientifica del progetto lasciando il suo incarico a Vienna. La Fondazione ha motivato l’uscita con ragioni personali, familiari e con una diversa pianificazione degli impegni professionali in relazione ai tempi di sviluppo del Centro di Carini.
La stampa locale ha ripreso come i ritardi nella realizzazione abbiano inciso sulla disponibilità di figure di alto profilo, evidenziando che i calendari operativi del progetto non coincidono sempre con gli standard e le esigenze dei ricercatori abituati a contesti internazionali. Nel frattempo la direzione scientifica è stata affidata in via provvisoria ad Angelo Luca, vicepresidente della Fondazione Rimed, amministratore delegato di Upmc Italy e direttore di Ismett, l’istituto nato dalla partnership tra la Regione Siciliana e l’Upmc.
Paolo Aquilanti ha dichiarato:
“Il Centro disporrà di tre anni di autonomia finanziaria a partire dal 2027; auspichiamo che continui il sostegno economico del governo nazionale, che ha già investito quasi 500 milioni nell’insieme della Fondazione. Sarà necessario un supporto analogo a quello destinato ad altri centri di ricerca presenti in Italia.”
La Fondazione ha successivamente precisato che la cifra dei 500 milioni è stata spesa solo in parte e che la citazione aveva lo scopo di evidenziare l’importanza dell’investimento complessivo per il sistema scientifico regionale e nazionale.
Impatto istituzionale e prospettive
Il progetto ha una forte valenza strategica per la Sicilia e per il sistema italiano della ricerca: oltre all’effetto diretto sull’occupazione locale, il Centro potrebbe favorire collaborazioni internazionali, attrarre finanziamenti aggiuntivi e consolidare reti con istituzioni europee e statunitensi. Per questo motivo la governance regionale e i partner scientifici seguono con attenzione gli sviluppi finanziari e operativi.
A breve termine le principali incognite sono legate al completamento del cantiere, alla possibilità di reperire le risorse mancanti e alla capacità di attrarre e trattenere figure scientifiche di alto livello. Sul piano istituzionale, è probabile che si renda necessario un coordinamento più stretto fra Regione, governo nazionale e partner internazionali per definire percorsi di finanziamento e soluzioni operative che evitino nuovi ritardi.
La nomina di Maria Teresa Cucinotta al cda della Fondazione Rimed rappresenta dunque un passo formale per rafforzare la governance; rimane però cruciale un’agenda chiara per il completamento del Centro, con garanzie finanziarie e tempi certi per trasformare l’area di Carini in un polo stabile di ricerca biomedica.