Debolezza delle azioni segnala domanda tiepida
- 8 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il Bitcoin (BTC) ha tentato un rimbalzo nel weekend, ma i guadagni sono stati in gran parte annullati nelle prime ore della seduta statunitense di lunedì, con il prezzo che si è stabilizzato intorno alla zona dei 90.000 dollari per il resto della giornata.
Al momento della chiusura delle borse statunitensi il bitcoin oscillava intorno ai 90.500 dollari, registrando una perdita di circa l’1% nelle ultime 24 ore.
Anche le principali altcoin hanno faticato a mantenere i rialzi. L’Ethereum e il suo token ether hanno accusato un lieve calo ma hanno comunque mostrato una performance relativa migliore, raggiungendo il livello più forte contro BTC da oltre un mese.
Tra i risultati più rilevanti si segnala la crescita a doppia cifra di progetti orientati alla privacy come Zcash e di soluzioni rivolte agli investitori istituzionali, come la blockchain Canton Network (CC). Il mercato crypto più ampio ha registrato una flessione moderata secondo gli indicatori aggregati.
L’azione sui mercati crypto è stata accompagnata da forti movimenti nei rendimenti dei titoli di Stato a lunga scadenza, che sono saliti per timori di un contagio partito dal mercato obbligazionario giapponese verso altri comparti.
Il rendimento del Treasury decennale statunitense è salito fino al 4,19%, il livello più alto da circa tre mesi, mentre i titoli di Stato del Regno Unito e di altri paesi europei hanno subito vendite diffuse. Nel frattempo il rendimento del decennale giapponese si è avvicinato al 2%, quota non vista da quasi due decenni.
Anche i mercati azionari statunitensi hanno virato in negativo durante la giornata: l’S&P 500 ha perso circa lo 0,5% e il Nasdaq circa lo 0,3%, riducendo l’appetito per il rischio complessivo.
L’attesa per la prossima riunione della Fed
L’evento centrale della settimana è la riunione finale dell’anno della Federal Reserve. Il mercato dà per scontato un taglio di 25 punti base, ma i messaggi sulla traiettoria successiva o su eventuali misure di liquidità potrebbero generare volatilità mercoledì.
Joel Kruger ha detto:
“Un allentamento delle condizioni finanziarie o un ulteriore indebolimento del dollaro statunitense potrebbero creare venti favorevoli, mentre qualsiasi sorpresa restrittiva sul ritmo o sull’entità dell’allentamento da parte della Federal Reserve potrebbe amplificare la pressione ribassista sui mercati crypto.”
Ostacoli strutturali per il BTC
Nonostante il recupero dai minimi di novembre, gli analisti di Bitfinex avvertono che il bitcoin mostra segni di vulnerabilità strutturale e un indebolimento della domanda spot.
Secondo la loro analisi, mentre l’S&P 500 tratta vicino ai massimi storici, il BTC è rimasto in un trading range prolungato: una divergenza crescente tra asset crypto e strumenti di rischio tradizionali che indica una debolezza relativa del mercato digitale.
Gli indicatori citati dagli analisti includono flussi persistenti in uscita dagli ETF spot sul bitcoin quotati negli Stati Uniti, con operatori che tendono a vendere durante i rimbalzi anziché accumulare. Questo comportamento è evidente da un Cumulative Volume Delta (CVD) nettamente negativo sulle principali piattaforme di scambio, che segnala pressione di vendita nei momenti di forza dei prezzi.
Attualmente oltre sette milioni di BTC risultano detenuti a una perdita non realizzata, una situazione che richiama lo stato di sentiment ribassista osservato durante la fase di consolidamento del 2022.
Gli afflussi di capitale restano lievemente positivi, pari a circa 8,69 miliardi di dollari al mese misurati dal parametro Net Realized Cap Change, che valuta la variazione del capitale realizzato dagli investitori. Tuttavia, questi flussi sono molto al di sotto dei picchi precedenti e costituiscono solo un cuscinetto limitato contro il rischio di ribasso.
Bitfinex ha detto:
“Con un indebolimento della domanda spot, il mercato affronta ora un contesto di supporto lato acquisto significativamente più ridotto. Ciò diminuisce il sostegno immediato al prezzo e aumenta la sensibilità a shock esterni, alla volatilità guidata da fattori macro e a ulteriori restrizioni delle condizioni finanziarie.”
Nel complesso, gli analisti sottolineano che l’asset class rimane esposta a fattori esterni — dalle decisioni di politica monetaria ai movimenti nei mercati obbligazionari sovrani — che potrebbero determinare rapide variazioni di prezzo in un contesto di domanda spot attenuata.