Analisi del prezzo di Bitcoin (BTC): paralleli con l’inverno delle criptovalute
- 7 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Glassnode nella sua ultima nota settimanale individua diverse analogie tra l’attuale contesto di mercato e le fasi iniziali del bear market del 2022, comunemente definito «crypto winter». L’analisi mette in evidenza segnali di stress sui principali indicatori on-chain, insieme a un indebolimento delle dinamiche di mercato off‑chain.
Indicatori principali e rischio di capitolazione
Un primo segnale di pressione è il crescente rischio di capitolazione dei grandi acquirenti. Il modello Supply Quantiles Cost Basis — che misura il prezzo di acquisto medio delle porzioni di offerta detenute dai maggiori detentori — mostra che da metà novembre il prezzo spot è sceso al di sotto del quantile 0,75 e si situa intorno ai 96.100 dollari, portando oltre il 25% dell’offerta di BTC in perdita.
Un crollo analogo sotto il quantile 0,75 era stato osservato all’inizio del bear market del 2022, e storicamente tale soglia ha segnalato un aumento del rischio sistemico per il mercato.
Offerta in perdita e metriche on‑chain
Sempre sul fronte on‑chain, la fornitura totale in perdita, calcolata su una media mobile semplice a 7 giorni, ha raggiunto circa 7,1 milioni di unità di Bitcoin, collocandosi nella fascia alta dell’intervallo tra 5 e 7 milioni osservata nei primi mesi del 2022. Questo indica che una porzione significativa delle monete detenute è attualmente sottobanco rispetto al prezzo d’acquisto.
Nonostante il deterioramento di questi indicatori, il capitale continua a fluire verso Bitcoin se misurato sulla base della variazione netta della Realized Cap, che si attesta vicino a 8,69 miliardi di dollari mensili. Si tratta però di valori molto inferiori rispetto al picco estivo vicino a 64,3 miliardi di dollari al mese.
Flussi off‑chain e mercato degli ETF
I trend off‑chain mostrano un indebolimento aggiuntivo da parte degli investitori istituzionali e retail. La domanda sugli ETF legati a Bitcoin si è ridotta: il prodotto IBIT ha registrato sei settimane consecutive di deflussi, la serie negativa più lunga dalla sua quotazione a gennaio 2024, con oltre 2,7 miliardi di dollari di rimborsi nelle ultime cinque settimane.
Attività sul mercato spot e segnali di liquidità
L’attività sul mercato spot mostra segni di deterioramento: il Cumulative Volume Delta (CVD) ha invertito la tendenza e il CVD su Binance resta persistentemente negativo, secondo le osservazioni di Glassnode. Anche il premio su Coinbase sembra destinato a riassorbire i guadagni recenti dopo un periodo prolungato in negativo.
La contrazione dei volumi cumulativi e la compressione dei premi indicano una riduzione della profondità di mercato e un potenziale aumento della sensibilità dei prezzi agli ordini rilevanti, fattori che possono amplificare la volatilità nelle fasi di stress.
Derivati: minore appetito per il rischio
I dati sui derivati confermano un calo dell’appetito per il rischio: l’open interest è diminuito nel corso di novembre e dicembre, segnalando una minore disponibilità a mantenere posizioni a leva, in particolare dopo l’evento di liquidazione lampo del 10 ottobre che ha generato aggiustamenti forzati.
Le perpetual funding rates si mantengono prevalentemente neutrali, con brevi episodi di valori negativi, mentre il premio di funding si è notevolmente raffreddato, a indicare un ambiente più bilanciato e meno guidato da scommesse speculative aggressive.
Posizionamento degli investitori e attesa per il ciclo monetario
Prima della riunione del FOMC prevista per la prossima settimana, i trader non sembrano predisposti a scommettere su una forte rottura rialzista. Sul mercato delle opzioni si osserva un atteggiamento prudente: la componente rialzista viene spesso venduta piuttosto che rincorsa.
Durante la settimana, l’acquisto di put ha prevalso mentre il prezzo si avvicinava a 80.000 dollari; in seguito, con la stabilizzazione dei corsi, i flussi si sono spostati verso attività legate alle call, segnalando un temporaneo calo delle paure degli investitori.
Contestualizzazione delle metriche e possibili implicazioni
Glassnode è una società di analisi on‑chain che monitora dati di rete, movimenti di offerta e indicatori di mercato per fornire prospettive sul comportamento degli investitori in asset crypto. Metriche come la Realized Cap, i quantili di costo dell’offerta e l’open interest sono strumenti utili per valutare il grado di rischio accumulato e la tenuta della domanda.
Per gli investitori, la combinazione di offerta in perdita elevata, deflussi dagli ETF e contrazione dell’open interest suggerisce maggiore cautela: in uno scenario del genere la liquidità può diminuire e le oscillazioni di prezzo diventare più accentuate. Dal punto di vista regolamentare e macro, una maggiore sensibilità del mercato alle decisioni del FOMC mette in luce la correlazione crescente tra politiche monetarie tradizionali e dinamiche degli asset digitali.
In sintesi, l’insieme degli indicatori descritto da Glassnode non implica una certezza di discesa prolungata, ma documenta un profilo di rischio che ricorda fasi precedenti di mercato fragile, richiedendo monitoraggio continuo delle metriche on‑chain e dei flussi off‑chain per valutare possibili scenari futuri.