Antisemitismo: il ddl dei riformisti dem accende lo scontro, ecco cosa sta succedendo

Rimane acceso il confronto all’interno del Partito Democratico sul disegno di legge presentato dal senatore Graziano Delrio per il contrasto all’antisemitismo. I gruppi riformisti insistono nel portare avanti il testo, nonostante lo stop deciso dal coordinamento del partito, e intanto alcuni storici e studiosi hanno pubblicamente contestato i progetti di legge in discussione, giudicandoli «inaccettabili e pericolosi».

Alla commissione Affari costituzionali del Senato sono depositati quattro disegni di legge presentati da Forza Italia, Lega, Partito Democratico e Italia Viva. Le tensioni interne ai dem hanno riacceso l’interesse dei partiti di maggioranza: i gruppi di centrodestra spingono per un rapido avvio dell’esame parlamentare, visto che i testi condividono elementi comuni, tra cui l’applicazione della definizione sull’antisemitismo proposta dalla International Holocaust Remembrance Alliance.

La definizione al centro della disputa

La discussione si è polarizzata proprio intorno alla scelta di adottare la definizione IHRA, che molti considerano utile per fornire criteri riconosciuti a livello internazionale, mentre altri ritengono che la sua applicazione possa limitare la libertà di critica e confluire in una protezione giuridica eccessiva di determinate posizioni politiche.

Unione delle comunità ebraiche italiane ha dichiarato:

“Boicottare il percorso parlamentare equivale a porsi al servizio di chi continua a favorire odio antisemita.”

Noemi Di Segni ha dichiarato:

“Mi auguro che si giunga rapidamente a un unico testo di legge ben ragionato, in vista del 27 gennaio.”

Di segno opposto è la posizione espressa da un gruppo di intellettuali e studiosi, che hanno sottolineato come sia controproducente istituire norme «speciali» sull’antisemitismo che lo separino dalla lotta a ogni forma di razzismo e che possano restringere lo spazio del dibattito pubblico e della ricerca accademica.

Gli intellettuali firmatari ha dichiarato:

“È controproducente introdurre leggi speciali che di fatto separano l’antisemitismo dalla lotta contro ogni forma di razzismo. Queste iniziative legislative usano la lotta all’antisemitismo come strumento politico per limitare la libertà del dibattito pubblico, della ricerca e della critica legittima a Israele.”

Tra i nomi che hanno aderito all’appello figurano gli storici e gli intellettuali Anna Foa, Roberto Della Seta, Helena Janeczeck, Carlo Ginzburg, Lisa Ginzburg, Gad Lerner e Roberto Saviano, i quali chiedono tempi di riflessione e una formulazione che non compressi diritti civili e libertà intellettuali.

La partita interna al Partito Democratico

Sul fronte politico interno, la prima commissione del Senato ha registrato un intenso via vai di adesioni e ritiri intorno al ddl a firma Delrio. Dopo il parere contrario del capogruppo Francesco Boccia, alcuni senatori dem hanno ritirato la sottoscrizione al testo.

Hanno ritirato la firma i senatori Valeria Valente, Antonio Nicita, Andrea Martella e Beatrice Lorenzin, mentre hanno aderito al provvedimento i senatori di Azione Carlo Calenda e Marco Lombardo, segnalando un composito sostegno trasversale al documento.

Simona Malpezzi ha dichiarato:

“Non c’è alcuna intenzione di ritirare il ddl: è necessario discutere in Parlamento di questo tema.”

Francesco Boccia ha dichiarato:

“Il ddl Delrio è un’iniziativa a titolo personale, non rappresentativa della posizione del Partito Democratico, che rimane chiara e non negoziabile.”

La situazione riflette la difficoltà del partito nel bilanciare la sensibilità di chi chiede misure stringenti contro l’antisemitismo e la preoccupazione di chi teme effetti restrittivi sulle libertà democratiche. Per questo il dibattito interno è destinato a proseguire nel percorso parlamentare, con possibili mediazioni tecniche e politiche.

Fronti contrapposti e i tempi dell’esame parlamentare

Nel confronto in commissione i gruppi di centrodestra intendono accelerare i tempi per arrivare all’aula già nei primi mesi del prossimo anno, sostenendo che i testi presentati contengono molti punti di convergenza che possono essere armonizzati e approvati in tempi brevi.

Gian Marco Centinaio ha dichiarato:

“I quattro ddl presentano diversi elementi condivisi. La commissione può discuterli, modificarli e votarli: l’unica cosa che non può fare è farsi fermare dai veti di chi cerca i voti dei vandali che devastano le nostre città.”

Il capogruppo di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha difeso il testo a sua firma sostenendo che l’obiettivo è tutelare le comunità ebraiche e lo Stato di Israele, e denunciando derive presenti in alcuni ambiti della sinistra italiana.

Maurizio Gasparri ha dichiarato:

“Non è una legge a tutela del governo israeliano, ma è a tutela degli ebrei e dello Stato di Israele.”

Dal fronte progressista più ampio è arrivato l’invito a preservare la libertà di critica politica: il rischio evidenziato è che norme mal calibrate possano essere utilizzate per delegittimare posizioni dissentienti o per condizionare il dibattito pubblico su conflitti internazionali.

Angelo Bonelli ha dichiarato:

“Le forze progressiste devono difendere la libertà di critica.”

Dal punto di vista procedurale, la commissione ha la facoltà di esaminare i singoli testi, proporre emendamenti e votare versioni unite o distinte; la scelta dipenderà dal confronto politico e dalle possibili convergenze che si riusciranno a costruire tra i gruppi.

La posta in gioco è dunque duplice: da un lato la definizione di strumenti efficaci per contrastare l’antisemitismo e per proteggere le comunità vulnerabili; dall’altro la necessità di salvaguardare le libertà di ricerca, informazione e critica politica, evitando effetti di intimidazione sul dibattito pubblico.

Nei prossimi mesi il confronto parlamentare e le sollecitazioni esterne determineranno la traiettoria del dibattito, con possibili ricomposizioni o nuovi scontri che avranno ricadute anche sulla coesione delle forze politiche coinvolte.



Author: Tony
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