Giappone mette btc nel mirino: l’uscita dal carry trade sullo yen scuote i mercati

La Banca del Giappone (BOJ) si sta preparando ad aumentare i tassi di interesse nella riunione di politica monetaria di dicembre, una mossa che porterebbe il tasso di riferimento del paese al livello più alto dal 1995 e potrebbe avere effetti a catena sui mercati di rischio globali, criptovalute incluse.

Fonti informate indicano che i responsabili della politica monetaria sono orientati verso un incremento di 25 punti base, portando il tasso a 0,75% nella riunione prevista per il 19 dicembre, a condizione che non si verifichino shock significativi a livello globale o nel contesto economico interno giapponese.

Lo yen si è rafforzato dopo le indiscrezioni, muovendosi da poco sopra 155 a circa 154,56 per dollaro, segnando una reazione immediata sui mercati valutari.

Il carry trade e la trasmissione sui mercati finanziari

La possibile stretta della BOJ interessa particolarmente il cosiddetto carry trade finanziato in yen, una delle relazioni macroeconomiche più consolidate. Per anni fondi speculativi e desk proprietari hanno preso in prestito yen a tassi molto bassi per finanziare posizioni leva in attività con beta più elevato.

Un rialzo dei tassi giapponesi ne riduce l’appeal e può determinare aggiustamenti di posizionamento dove leva e liquidità sono più sensibili, con potenziali implicazioni su mercati azionari, obbligazionari e sui mercati delle criptovalute.

Conseguenze per bitcoin e asset ad alta volatilità

Un rafforzamento dello yen tende a coincidere con fasi di de-risking nei portafogli macro, una dinamica che può restringere condizioni di liquidità che in passato hanno favorito i rimbalzi di bitcoin. Di recente BTC è sceso verso 86.000 dollari prima di risalire oltre 93.000 dollari in parallelo ai rialzi delle azioni statunitensi.

La sensibilità di bitcoin alle aspettative sui tassi globali è aumentata dopo un mese caratterizzato da volatilità guidata da fattori macroeconomici; per i trader crypto, quindi, una stretta sui costi di finanziamento in yen rappresenta un rischio concreto per il posizionamento levereggiato.

Posizioni ufficiali e probabilità di intervento

Kazuo Ueda ha dichiarato:

“Prenderemo una decisione appropriata sui tassi.”

Le valutazioni di mercato riflettono ora una probabilità implicita di quasi il 90% per un intervento a dicembre. È atteso che i ministri chiave dell’esecutivo guidato da Sanae Takaichi non si oppongano apertamente alla manovra, riducendo il rischio di contrasto politico immediato.

I funzionari della BOJ dovrebbero altresì segnalare la disponibilità a ulteriori strette qualora le prospettive giustifichino un inasprimento, pur mantenendo un approccio prudente rispetto all’impegno su un percorso di rialzi predefinito.

Scenari per i mercati e per i trader nel breve termine

Per i trader di criptovalute il rischio principale non è tanto il livello terminale dei tassi giapponesi quanto il cambiamento direzionale rispetto a una fonte di liquidità globale che è stata stabile per decenni. Un aumento persistente dei costi di finanziamento in yen potrebbe spingere i fondi macro levereggiati a ridurre l’esposizione verso BTC e altre attività ad alta volatilità.

Tuttavia, una stretta graduale e controllata da parte della BOJ, senza forti ribassi azionari, potrebbe avere un impatto limitato nel breve termine, soprattutto in uno scenario in cui aumentano le probabilità di tagli dei tassi nei Stati Uniti. Gli sviluppi futuri dipenderanno dall’evoluzione dell’inflazione, dalla crescita globale e dalla reazione degli operatori finanziari alla nuova configurazione dei tassi internazionali.