Torna BTC a $90K, ma il rimbalzo fallisce per ora

Bitcoin ha anticipato il consueto calo serale della domenica e ha iniziato il fine settimana festivo con un’ulteriore discesa, tornando nella prima fase di contrattazione statunitense vicino a quota $90.000 dopo un cedimento notturno.

Il movimento ha cancellato gran parte del rimbalzo che si era osservato la scorsa domenica, quando il prezzo era precipitato fino a circa $84.000 prima di recuperare.

La Ethereum ETH ha seguito il calo di Bitcoin, attestandosi intorno a $3.041, mentre altre criptovalute principali come Solana, Cardano (ADA), Dogecoin (DOGE) e HYPE hanno segnato ribassi superiori al 4%.

Il quadro tecnico e la dinamica dei prezzi suggeriscono che, più che un recupero rapido, il mercato potrebbe entrare in una fase di consolidamento verso la chiusura dell’anno.

Effetto sui titoli legati alle criptovalute

I titoli collegati al settore crypto hanno risentito della debolezza: tra i cali più marcati si segnalano MicroStrategy (MSTR), Galaxy Digital (GLXY), CleanSpark (CLSK) e American Bitcoin (ABTC), con perdite nell’ordine del 4%-7%.

La reazione dei corsi azionari del comparto riflette la sensibilità degli investitori a fluttuazioni anche relativamente contenute del prezzo delle principali criptovalute, dato il legame tra bilanci societari e asset digitali.

Pattern temporali di debolezza secondo i dati

I dati di Velo, fornitore di analisi sui mercati crypto, indicano che l’orario più negativo negli ultimi sei mesi è stato l’ora precedente l’apertura del mercato statunitense e la prima ora di contrattazione americana. Il venerdì risulta inoltre il giorno più costantemente ribassista nello stesso periodo di osservazione.

Questi pattern orari e giornalieri sono significativi per chi opera con alta frequenza o per chi programma esposizioni verso strumenti crypto, poiché evidenziano finestre temporali a maggior rischio di pressione di vendita.

Dati di fiducia dei consumatori e aspettative di inflazione

I numeri diffusi sul sentiment dei consumatori dalla University of Michigan alle 10:00 ET hanno fornito elementi di riflessione che hanno momentaneamente attenuato il pessimismo sui mercati.

Si tratta però di rilevazioni di natura privata e aneddotica, spesso influenzate dalle preferenze politiche degli intervistati, pertanto vanno interpretate con cautela all’interno del quadro macroeconomico più ampio.

I dati delle aspettative di inflazione hanno mostrato un calo: l’aspettativa di inflazione a 1 anno è scesa al 4,1% da 4,5% precedente (e rispetto a 4,5% atteso), mentre l’aspettativa a 5 anni è scesa al 3,2% da 3,4% precedente (contro 3,4% atteso).

A seguito della pubblicazione, Bitcoin ha messo a segno un modesto recupero fino all’area di $91.000 nei minuti successivi, mostrando la sensibilità del mercato crypto a segnali anche parziali di disinflazione.

Prospettive sui tassi e impatto sui mercati

Con il giudizio diffuso tra gli operatori che dà quasi per certo un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione finale dell’anno, l’attenzione si è però spostata sulle mosse attese per l’inizio del prossimo anno.

Se l’inflazione continuasse a mostrare segnali di attenuazione, ciò potrebbe creare spazio per ulteriori riduzioni dei tassi nel primo trimestre del 2026, circostanza che storicamente tende a sostenere gli asset a rischio, incluse le criptovalute.

In assenza di un calendario ricco di dati macro ufficiali, le indagini private e i report di mercato assumono maggiore importanza per orientare le decisioni degli investitori e la gestione del rischio nei portafogli con esposizione crypto.