Do Kwon e Terra-Luna: la procura degli Stati Uniti chiede 12 anni per la frode sulle criptovalute

Do Kwon, fondatore di Terraform Labs, rischia una pena detentiva di 12 anni richiesta dai pubblici ministeri federali degli Stati Uniti per il collasso dell’ecosistema che gravava sul stablecoin algoritmico UST. La richiesta è stata depositata presso la corte del Southern District of New York dopo che Kwon si è dichiarato colpevole all’inizio dell’anno di frode agli investitori e di manipolazione dei mercati crittografici attraverso affermazioni false sui prodotti blockchain della sua società.

I pubblici ministeri sostengono che soltanto una pena severa possa riflettere l’entità del danno e fungere da deterrente per condotte analoghe. La difesa di Kwon aveva chiesto una condanna di cinque anni, invocando il tempo già scontato in Montenegro e l’eventualità di procedimenti ancora pendenti nella Corea del Sud.

I pubblici ministeri hanno scritto:

“Il crollo del mercato collegato a Terraform ha innescato una cascata di crisi che ha attraversato i mercati delle criptovalute e ha contribuito a ciò che è da allora noto come ‘Crypto Winter’.”

I pubblici ministeri hanno aggiunto:

“La condotta di Kwon, le conseguenze del suo crimine e la sua reazione alla scoperta dello schema giustificano una pena detentiva sostanziale. In effetti, le circostanze dell’offesa, prese da sole, peserebbero fortemente a favore di una pena massima.”

Nella memoria presentata al giudice i magistrati affermano che le perdite legate al crollo di Terraform hanno superato quelle causate dai fallimenti combinati di FTX, Celsius e OneCoin. Per contestualizzare, Sam Bankman-Fried sta scontando una condanna a 25 anni per il caso FTX, mentre a Alex Mashinsky è stata inflitta una pena di 12 anni per frode nel caso Celsius.

Meccanismo e dinamiche del crollo

L’ecosistema che ruotava attorno a Terra-Luna aveva raggiunto oltre 50 miliardi di dollari di capitalizzazione nei momenti di massimo e il suo nucleo era rappresentato da UST, uno stablecoin algoritmico che tentava di mantenere la parità senza riserve tradizionali. Invece di appoggiarsi a titoli di Stato a breve termine o ad altre riserve liquide, il valore di UST era stabilizzato attraverso un meccanismo di scambio con il token LUNA.

I documenti giudiziari descrivono come il progetto, sebbene presentato come decentralizzato e solido dal punto di vista tecnologico, facesse affidamento su accordi nascosti, operazioni di trading non dichiarate e metriche fuorvianti per mantenere l’apparenza di stabilità. Quando il meccanismo ha cessato di funzionare, è seguito un tracollo che ha amplificato le perdite nel mercato crittografico.

Comportamento dopo il crollo e processo di estradizione

I pubblici ministeri sostengono che Kwon sia fuggito dal disastro e, mentre si trovava in stato di latitanza, abbia fornito versioni mendaci in interviste e post sui social, attribuendo ad altri la responsabilità dell’accaduto. Una volta localizzato, avrebbe opposto resistenza alle procedure di estradizione.

Questi elementi — fuga, depistaggi comunicativi e opposizione all’estradizione — sono stati richiamati come aggravanti nel calcolo della pena richieste dall’accusa, che sottolinea l’effetto moltiplicatore del danno economico e reputazionale provocato dal caso.

Implicazioni regolamentari e ricadute sul settore

Il collasso di Terraform ha alimentato il dibattito su come regolamentare strumenti crypto innovativi ma potenzialmente fragili. Autorità di vigilanza e parlamenti in diversi Paesi hanno avviato indagini e proposte normative volte a rafforzare la trasparenza, l’obbligo di riserva e i requisiti di governance per gli stablecoin e altri prodotti finanziari decentralizzati.

Una risposta normativa coordinata a livello internazionale sarebbe mirata a tutelare gli investitori, ridurre il rischio sistemico e prevenire pratiche opache o fraudolente. Nel contempo, sviluppatori e operatori di mercato affrontano la sfida di conciliare innovazione tecnologica e conformità alle regole finanziarie tradizionali.

Prossime tappe processuali

La sentenza di Kwon è fissata per l’11 dicembre davanti al tribunale federale di Manhattan. La decisione del giudice terrà conto delle argomentazioni dell’accusa, della difesa e delle circostanze aggravanti e attenuanti richiamate negli atti.

Oltre alla misura della pena, il procedimento potrà avere riflessi pratici su iniziative di recupero dei fondi delle vittime e su eventuali azioni civili correlate promosse dagli investitori danneggiati.