Ex Ilva, Emiliano chiede di ritirare il piano di chiusura e la cig
- 5 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Al termine dell’incontro convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma, è stato comunicato il ritiro del piano di chiusura e della misura di Cassa integrazione proposti per lo stabilimento e confermata la continuità delle forniture di coils dallo stabilimento di Taranto verso l’impianto di Genova, elemento che ha portato sollievo a sindacati, lavoratori e istituzioni locali.
Michele Emiliano ha dichiarato:
“Il piano di chiusura e la Cassa integrazione sono stati completamente ritirati e ci è stata data la garanzia che lo stabilimento ex Ilva di Taranto continuerà a rifornire di coils l’impianto di Genova, una notizia che tranquillizza il territorio e i lavoratori.”
Il presidente della Regione Puglia ha spiegato che, contestualmente, è stata confermata la prosecuzione del piano di decarbonizzazione con l’obiettivo di rendere lo stabilimento compatibile con i nuovi standard ambientali e di mercato, in vista dell’individuazione di un potenziale acquirente privato.
Michele Emiliano ha aggiunto:
“Se non si dovesse trovare un acquirente privato, lo Stato dovrà assumersi la responsabilità, nei limiti previsti dalla legge, della gestione dello stabilimento.”
Durante l’incontro sono state illustrate diverse ipotesi di investimento, alcune già note e altre di recente emersione, pensate per favorire la riqualificazione produttiva dell’area e la ricollocazione nel tempo di alcune centinaia di lavoratori eventualmente in esubero. Si tratta di progetti che, pur necessitando di approfondimenti, risultano sostenuti da soggetti industriali di rilievo e quindi considerati seri dal punto di vista della fattibilità.
Alla riunione, oltre al ministro, hanno partecipato rappresentanti locali: il sindaco di Taranto Piero Bitetti, il sindaco di Statte Fabio Spada e il presidente della Provincia di Taranto Gianfranco Palmisano.
Le rassicurazioni del ministro
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha fornito rassicurazioni sulla situazione occupazionale, confermando che non è prevista un’espansione del numero di lavoratori in Cassa integrazione o in percorsi formativi rispetto agli attuali provvedimenti.
Adolfo Urso ha detto:
“La continuità produttiva degli stabilimenti nel Nord sarà garantita esclusivamente attraverso le forniture di coils dallo stabilimento di Taranto, e il Governo è impegnato a sostenere il processo di decarbonizzazione.”
Il ministro ha inoltre aggiornato le istituzioni locali sullo stato dei negoziati in corso e sulla disponibilità del Governo a valutare l’intervento di un soggetto pubblico, se necessario, per sostenere il piano industriale e preservare la continuità produttiva.
Urso ha informato di interlocuzioni avviate con operatori industriali che hanno manifestato interesse ad investire nell’area, con una prima ricognizione che ha individuato oltre 15 potenziali progetti di investimento nei settori della manifattura avanzata, dell’energia, della logistica, delle tecnologie digitali e dell’agroindustria.
Progetti, aree disponibili e ricadute occupazionali
I progetti individuati prevedono ricadute occupazionali rivolte prioritariamente al bacino di lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto. Tali iniziative saranno approfondite con la Regione Puglia e gli enti locali in un apposito tavolo tecnico che sarà convocato a breve per valutare dettagli, tempistiche e strumenti di accompagnamento.
Gli investimenti potrebbero insediarsi su diverse aree già mappate: porzioni dello stabilimento ex Ilva non più destinate ad uso produttivo (circa 140 ettari immediatamente disponibili e 30 ettari da bonificare), aree demaniali portuali (circa 210 ettari concessi e 240 non concessi), superfici del demanio militare dismesse o in corso di dismissione per oltre 350 ettari, oltre a circa 2.000 ettari industriali disponibili attraverso il Consorzio Asi di Taranto. Potenziali insediamenti potranno riguardare anche aree Sin e altri spazi che si renderanno disponibili in futuro.
La prima valutazione dei progetti terrà conto non solo dell’impatto occupazionale diretto, ma anche delle ricadute sull’indotto, delle esigenze ambientali legate alla transizione e della compatibilità con il piano di decarbonizzazione.
Il Governo ha ribadito l’impegno a coordinarsi con le organizzazioni sindacali e con la Regione Puglia per garantire che la transizione industriale avvenga nel pieno rispetto delle tutele occupazionali, valutando, se necessario, misure straordinarie e interventi di accompagnamento per i lavoratori coinvolti.
I prossimi passi prevedono la convocazione del tavolo tecnico per approfondire i singoli progetti, definire le priorità di intervento e mettere a punto strumenti di supporto pubblico-privato in grado di favorire una riconversione produttiva sostenibile per il territorio.