Proseguono le perdite mentre Bitcoin torna a testare il supporto a 91.000 dollari
- 5 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin si è mosso intorno ai 92.000 dollari venerdì, dopo un nuovo tentativo fallito di superare i 93.000 dollari nella notte, prolungando la fase laterale e incerta che ha caratterizzato le ultime sedute.
Il comportamento dei prezzi conferma un pattern ricorrente: i venditori difendono la zona media dei 93.000 dollari, gli acquirenti entrano vicino ai 91.000 dollari e nessuna delle due parti ha finora mostrato forza sufficiente per imprimere una tendenza chiara.
Nel grafico a un mese BTC resta all’interno di una struttura discendente iniziata con i massimi di inizio novembre; il recente rimbalzo ha prodotto un nuovo massimo relativo più basso, con un picco vicino ai 93.500 dollari prima del ritorno al ribasso, mantenendo intatto il disegno correttivo più ampio.
La spinta resta debole e i tentativi di ripresa intraday si affievoliscono rapidamente, segnale che la liquidità sopra i livelli correnti è ancora sottile. Una rottura netta al di sotto dei 91.000 dollari esporrebbe il prossimo supporto nella fascia tra i 90.000 e i 90.500 dollari, mentre i rialzisti devono riagganciare i 93.200 dollari per invalidare il downtrend di brevissimo periodo.
Andamento delle principali crypto
Le grandi capitalizzazioni hanno mostrato performance differenti all’approssimarsi del weekend: Ether si è attestata intorno ai 3.150 dollari dopo perdite modeste nella notte, Solana ha perso circa il 4% e XRP quasi il 5%. Cardano è scesa di circa il 2%.
La capitalizzazione complessiva di mercato è aumentata di circa l’1% nelle ultime 24 ore, attestandosi vicino ai 3,2 trilioni di dollari, proseguendo la lenta ripresa iniziata quasi due settimane fa dopo un periodo ribassista di sette settimane.
Flussi ETF e liquidazioni
Negli ultimi sette giorni ETH ha guidato i principali asset con guadagni superiori al 5%, mentre anche Zcash ha registrato una forte performance in una fase della sessione.
I flussi degli ETF mostrano una marcata divergenza: i prodotti spot su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per 14,9 milioni di dollari, mentre i fondi su Ether hanno visto afflussi per 140,2 milioni, suggerendo un ricollocamento di capitale da BTC verso l’ecosistema Ethereum.
I dati sulle liquidazioni nell’ultima giornata evidenziano quasi 45 milioni di dollari in liquidazioni long su BTC e 50,7 milioni su posizioni short. ETH, invece, ha registrato oltre 103 milioni di dollari in liquidazioni su posizioni short, indicazione che molti scommettitori al ribasso su Ether sono stati colti contropiede dall’aumento della volatilità.
Contesto macroeconomico
I dati macro hanno introdotto un elemento di incertezza: le buste paga private ADP sono calate di 32.000 unità a novembre, molto al di sotto delle attese, segnalando un raffreddamento più rapido del mercato del lavoro. Anche la crescita salariale ha mostrato segni di rallentamento.
Le attese sui tassi si sono così modificate: i mercati dei futures danno ora quasi il 90% di probabilità a un taglio dei tassi a dicembre, e il indice del dollaro ha registrato ampie oscillazioni mentre gli operatori rivedevano le proprie previsioni. In generale, i mercati a rischio hanno visto un ampliamento della volatilità.
Pareri degli analisti
Alex Kuptsikevich di FxPro ha osservato quanto segue:
“Il breve test di 94.000 dollari ha incontrato una resistenza ‘not yet too aggressive’ da parte dei venditori.”
Kuptsikevich ha aggiunto che il mercato potrebbe non incontrare un’opposizione più decisa fino alla fascia tra 98.000 e 100.000 dollari, e che la reazione dei prezzi a quei livelli sarà determinante per capire se si sta formando un recupero più solido o se gli ultimi rialzi sono soltanto correttivi.
Bitunix ha fornito una lettura più strutturale della situazione:
“Il mercato è entrato in una fase composita di attese di svolta macroeconomica più rotazione interna di capitale all’interno della crypto.”
Gli analisti di Bitunix indicano nei flussi degli ETF e nello schema disomogeneo delle liquidazioni la prova di una divergenza nell’appetito per il rischio tra investitori istituzionali e trader al dettaglio. Prevedono una prosecuzione di trading volatile e range-bound fino a quando Bitcoin non si manterrà stabilmente sopra i 93.000 dollari o non romperà al ribasso i 90.500 dollari.
Sviluppi istituzionali
Sul fronte istituzionale sono arrivati segnali di maggiore apertura: Vanguard ha attivato l’accesso al trading di ETF legati alle criptovalute per i propri clienti, mentre Bank of America ha comunicato a clienti istituzionali la possibilità di allocare tra l’1% e il 4% dei portafogli in asset digitali.
La CME ha inoltre lanciato un indice di volatilità implicita in stile VIX per i futures su Bitcoin, con versioni analoghe previste per Ether, Solana e XRP, offrendo agli operatori strumenti aggiuntivi per misurare e coprire il rischio di volatilità nel mercato dei derivati crypto.
Nel complesso, l’insieme di flussi, indicatori di volatilità e segnali macro suggerisce una fase di consolidamento e rotazione di capitale tra asset all’interno dell’ecosistema digitale, con implicazioni sull’allocazione degli investitori istituzionali e sulla configurazione dei supporti e delle resistenze nel breve termine.
Per il prossimo periodo, gli operatori monitoreranno in particolare la tenuta dei 93.000 dollari come soglia per un recupero più esteso e la soglia dei 90.500–90.000 dollari come livello chiave per valutare un peggioramento strutturale della fase correttiva.