Ripple a rischio: possibile retest a $2.05 mentre Bitcoin restituisce i guadagni settimanali

Il token di Ripple, XRP, ha infranto il livello di supporto critico a $2,07 durante un forte aumento dei volumi, segnalando l’inizio di una possibile fase correttiva più profonda.

Contesto della notizia

Sul fronte fondamentale permane una dinamica contrastante: da un lato l’adozione istituzionale si sta rafforzando, dall’altro la tecnica di breve periodo mostra debolezza. I ETF spot legati a XRP hanno registrato afflussi significativi dall’avvio a metà novembre, per un ammontare prossimo a $850 milioni, un avvio tra i più rilevanti per prodotti analoghi dedicati ad altcoin.

Tuttavia, la liquidità complessiva del mercato resta contenuta e le metriche di leva sulle principali borse indicano un calo dell’open interest, segno di un contesto di avversione al rischio e di partecipazione speculativa ridotta. Questa fragilità di mercato rende XRP particolarmente sensibile a rotture tecniche, nonostante la domanda strutturale sia in aumento.

Analisi tecnica

Durante gran parte della sessione XRP ha tentato di stabilizzarsi sopra la zona di supporto a $2,07, ma il grafico ha mostrato una serie coerente di massimi decrescenti, segnale classico di perdita di controllo da parte degli acquirenti. I rifiuti ripetuti in area $2,11–$2,13 sono stati accompagnati da volumi crescenti, a conferma della pressione di vendita sui livelli di resistenza.

Il punto di svolta tecnico è avvenuto nell’ultima parte della sessione, quando il pavimento a $2,07 ha ceduto con un deciso aumento dei volumi. Una seconda esplosione di volumi immediatamente successiva ha spinto il prezzo verso la zona dei $2,00, confermando che la rottura iniziale non era un falso movimento ma l’avvio di una fase di continuazione al ribasso.

Gli indicatori di momentum ora virano con decisione al ribasso: il RSI scende dai livelli neutrali e il MACD è entrato più profondamente in territorio negativo. La rottura trasforma il precedente supporto di $2,07 in resistenza immediata, un pivot cruciale che dovrà essere riassorbito per ricostruire una struttura rialzista di breve periodo.

Sintesi dell’azione del prezzo

Nel corso delle 24 ore XRP è sceso bruscamente da $2,20 a $2,10, perdendo circa il 5,7% in un intervallo giornaliero di $0,13 che ha comportato quasi il 6% di volatilità. I tentativi di recuperare $2,11 sono naufragati su volumi decrescenti, prima che la pressione ribassista si intensificasse.

In un momento di maggiore tensione i volumi sono saliti fino a 94 milioni, circa il 68% in più rispetto alla media, contribuendo alla respinta in area $2,13 e confermando il passaggio a una fase di continuazione ribassista. Le candele successive hanno visto testare livelli intorno a $2,09 e un breve avvicinamento al manico dei $2,00, accompagnato da ulteriori spike di volumi intraminuto.

Attualmente il prezzo si consolida nella forchetta $2,10–$2,12 ma resta sotto tutti i livelli di resistenza intraday, mantenendo intatta la pressione verso il basso.

Cosa devono sapere i trader

XRP si trova a un bivio tecnico. La perdita di $2,07 — livello che era stato rimbalzato più volte nella settimana — apre un percorso tecnico pulito verso $2,05 e, in caso di ulteriore cedimento, verso la fascia di domanda $1,90–$1,97 indicata da diversi analisti come zona di interesse per acquisti più difensivi.

Nonostante i flussi positivi verso gli ETF spot, gli acquisti istituzionali su base spot non hanno compensato il deterioramento tecnico di breve periodo. Finché il prezzo non riconquisterà con decisione l’area $2,07–$2,11 accompagnato da volumi crescenti, la struttura di mercato favorisce un proseguimento della fase ribassista.

Un rimbalzo convincente da $2,05 unito alla ripresa sopra $2,11 sarebbe il primo segnale che gli acquirenti stanno riguadagnando il controllo. In assenza di questo scenario, l’esposizione ai minimi di novembre aumenterebbe e il ciclo ribassista potrebbe prolungarsi nelle settimane successive.

Per la gestione del rischio, i trader dovrebbero monitorare attentamente i volumi di scambio, le riconquiste dei livelli chiave e l’andamento delle metriche di leva sulle borse: segnali di aumento dell’open interest e di volumi in corrispondenza dei rialzi sarebbero indicatori utili di un ritorno di partecipazione aggressiva.