Emanuele Iannetti: un ecosistema federato con le in-house regionali

Intervista con Emanuele Iannetti, amministratore delegato del Polo strategico nazionale, che illustra le finalità del progetto, il rapporto con le realtà territoriali e le prossime tappe di sviluppo del modello digitale per la pubblica amministrazione.

Emanuele Iannetti ha dichiarato:

“Il Polo strategico nazionale è pensato dal Dipartimento per la trasformazione digitale come abilitatore di un ecosistema cloud federato, che integri anche le in-house regionali già operative, con l’obiettivo di costruire un ecosistema digitale sovrano, moderno ed efficiente.”

Il Pnrr come motore della transizione digitale

Secondo l’amministratore delegato, il Pnrr ha agito da catalizzatore per la digitalizzazione della pubblica amministrazione: i finanziamenti hanno permesso a numerose amministrazioni centrali, a molte Asl e a aziende ospedaliere di adottare le soluzioni offerte dal PSN, accelerando percorsi che altrimenti sarebbero stati più lunghi.

Emanuele Iannetti ha dichiarato:

“Il Pnrr ha rappresentato un acceleratore decisivo: in molti casi la migrazione al PSN è stata accompagnata da una reingegnerizzazione applicativa significativa, con evidenti miglioramenti nella qualità dei servizi rivolti ai cittadini.”

In che modo le in-house si integrano nel modello

Le in-house territoriali, grazie agli investimenti effettuati e alle competenze tecniche acquisite, possono essere elementi fondamentali per costruire un’infrastruttura nazionale integrata e interoperabile. Il modello proposto mira a combinare la presenza locale con una governance e standardizzazione a livello centrale.

Da un lato, mantenere il presidio sul territorio permette di preservare competenze locali, offrire servizi a bassa latenza e garantire un supporto vicino agli utenti finali. Dall’altro, il PSN assicura criteri uniformi di sicurezza, orchestrazione nazionale e integrazione multicloud nell’ambito della convenzione, riducendo la frammentazione tecnologica.

Emanuele Iannetti ha dichiarato:

“Il modello genera un duplice vantaggio: le in-house continuano a presidiare il territorio e a conservare competenze, mentre il PSN fornisce standardizzazione, sicurezza e orchestrazione su scala nazionale. Stiamo già sperimentando un edge cloud distribuito con alcune realtà locali.”

Sperimentazioni, orchestrazione e standardizzazione

Le sperimentazioni in corso riguardano l’implementazione di nodi distribuiti di tipo edge cloud che dialogano con l’infrastruttura centrale: l’obiettivo è coniugare la bassa latenza richiesta da servizi critici con la governance, la sicurezza e la capacità di orchestrare risorse su più cloud.

Dal punto di vista operativo, queste attività richiedono accordi contrattuali chiari, un quadro normativo che tuteli la sovranità dei dati e piani di formazione per rafforzare le competenze tecniche nelle amministrazioni. È inoltre necessario uno sforzo coordinato su cyber security, certificazione dei servizi e procedure di procurement condivise.

Impatto atteso e prossime tappe

L’adozione di un modello federato e interoperabile dovrebbe tradursi in servizi più efficienti per i cittadini, maggiore resilienza dei sistemi pubblici e una governance più chiara delle infrastrutture digitali nazionali. La sfida principale resta la capacità di integrare soluzioni eterogenee mantenendo alti standard di sicurezza e tutela dei dati.

Le prossime tappe prevedono l’ampliamento delle sperimentazioni con ulteriori in-house, la definizione di regole operative condivise e l’avvio di percorsi formativi per sostenere il cambiamento organizzativo. Questi passaggi saranno determinanti per consolidare un ecosistema digitale veramente sovrano e funzionale alle esigenze della pubblica amministrazione e dei cittadini.



Author: Tony
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