Tensioni e scontri al corteo ex Ilva a Genova: lacrimogeni e cariche
- 4 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Durante le manifestazioni dei lavoratori, il leader presente ha annunciato nuove iniziative e si è rivolto ai presenti con parole di impegno sul rifornimento dei materiali e sulla necessità di tutelare le forniture verso diversi stabilimenti.
Bucci ha detto al megafono ai lavoratori:
“Le prossime azioni saranno domani a Roma. Non posso dire adesso che tornerò vincitore, ma noi tutti i giorni lavoriamo per fare sì che il materiale da Taranto arrivi a Genova. Ma dobbiamo lavorare anche per altre forniture per Genova, Novi Ligure e Racconigi.”
Bucci ha lanciato un appello agli operai in sciopero:
“Cerchiamo di evitare altre situazioni difficili.”
I manifestanti, dopo aver occupato per circa un’ora la stazione di Brignole con il blocco della circolazione ferroviaria, hanno ripreso il corteo utilizzando mezzi da lavoro in direzione dello stabilimento di Cornigliano.
La protesta e il corteo
La mobilitazione, iniziata con uno sciopero che interessa diversi siti produttivi, ha generato momenti di tensione davanti alla prefettura di Genova e ha avuto impatti sulla circolazione ferroviaria e logistica locale. Le azioni di blocco riflettono le preoccupazioni dei lavoratori circa la continuità delle forniture e il futuro occupazionale degli stabilimenti collegati alla filiera dell’acciaio.
Le dinamiche della protesta mettono in evidenza la fragilità delle catene di approvvigionamento quando impianti strategici sono soggetti a fermo o vincoli giudiziari. L’interruzione temporanea delle tratte ferroviarie e i blocchi nei porti urbani possono ripercuotersi sulle consegne e sui contratti in essere con imprese a valle.
Incontro sul futuro dell’ex Ilva
Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha tenuto un incontro in videocollegamento con le istituzioni piemontesi per discutere il futuro dell’ex Ilva, con particolare attenzione al rilancio degli stabilimenti di Novi Ligure e Racconigi. All’incontro hanno partecipato rappresentanti regionali e amministratori locali.
Erano presenti, tra gli altri, la vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Elena Chiorino, il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere, e il sindaco di Racconigi, Valerio Oderda. L’iniziativa è stata coordinata dal Mimit per favorire un confronto istituzionale sulle azioni di rilancio e sulle necessità produttive e occupazionali del territorio.
Nel corso del colloquio Urso ha ribadito l’importanza del piano di manutenzione degli impianti di Taranto avviato dai commissari, un intervento volto a ripristinare una capacità produttiva stimata in 4 milioni di tonnellate. Questo piano è stato indicato come fondamentale per garantire consegne e commesse verso gli stabilimenti del Nord e per ridurre l’impatto occupazionale.
Il piano produttivo è tuttavia condizionato da vincoli giudiziari: il sequestro probatorio dell’altoforno 1 disposto dalla Procura di Taranto ha infatti limitato la capacità impiantistica complessiva. Tale provvedimento ha effetti immediati sulla produzione e richiede misure organizzative e amministrative per mitigare le conseguenze industriali e occupazionali.
Dal punto di vista istituzionale, l’incontro ha riaffermato la necessità di un coordinamento tra Governo, Regione e amministrazioni locali per definire tempi, risorse e responsabilità nelle attività di manutenzione, nelle verifiche ambientali e nella gestione delle forniture. Si è inoltre discusso della possibile integrazione di misure economiche e di politiche attive per tutelare i lavoratori coinvolti.
Gli scenari futuri restano legati all’esito delle attività giudiziarie e tecniche sull’impianto di Taranto, nonché alla rapidità con cui verranno attuate le prescrizioni dei commissari. Per le aree di Novi Ligure e Racconigi si è sottolineata l’urgenza di assicurare approvvigionamenti stabili e investimenti produttivi che possano consolidare l’occupazione locale e la rete industriale collegata.