Calano le preoccupazioni: operatori Bitcoin e altcoin prendono strade diverse

Il mercato delle criptovalute ha mostrato tono positivo giovedì: Bitcoin (BTC) ha oscillato vicino al massimo settimanale, intorno a 93.500 dollari, mentre Ether (ETH) si è riportato sui 3.200 dollari dopo il completamento dell’aggiornamento Fusaka.

L’indicatore Fear and Greed è salito a 27/100, uscendo dalla zona di “paura estrema” e indicando l’ingresso di un margine di ottimismo nel mercato.

Nonostante il recente progresso dei prezzi, è importante sottolineare che Bitcoin e la maggior parte delle altre criptovalute restano in una tendenza ribassista iniziata all’inizio di ottobre, caratterizzata da una sequenza di massimi e minimi decrescenti. Per invertire questa tendenza è necessario che Bitcoin formi nuovi massimi oltre i 98.500 dollari, segnale di una robusta inversione rialzista.

L’indice CoinDesk 20 (CD20) ha registrato un incremento dell’1,13% nelle ultime 24 ore mentre il mercato consolidava il recupero iniziato martedì.

Posizionamento nei derivati

L’indice di volatilità implicita a 30 giorni basato sulle opzioni di Bitcoin, noto come BVIV, è sceso al 48,44%, il livello più basso dal 14 novembre. Questo seguito al picco del 65% registrato il 21 novembre, quando i prezzi spot sono scesi quasi a 80.000 dollari su alcune piattaforme.

La discesa del BVIV ha annullato la trendline rialzista segnalandoun contesto di bassa volatilità atteso nel breve periodo, condizione che può favorire il rialzo dei prezzi spot qualora la domanda riprenda.

L’indice di volatilità di Ether è sceso al 72%, il valore più basso dal 3 novembre, confermando un calo generalizzato delle aspettative di volatilità sui mercati delle opzioni.

Sulla piattaforma Deribit le opzioni put su BTC continuano a registrare un premio rispetto alle call su tutte le scadenze, mentre le opzioni su Ether mostrano un lieve orientamento rialzista dopo la scadenza di agosto 2026. Questo profilo indica una domanda persistente per protezioni tramite put e strategie di call overwriting da parte degli operatori.

La call con strike a 100.000 dollari è nuovamente la strategia con maggiore open interest, segnando circa 2,82 miliardi di dollari di esposizione aperta. I flussi block trading sono stati dominati da strangle sia su Bitcoin sia su Ether, segnale di posizionamenti che cercano esposizione a movimenti ampi in entrambe le direzioni.

Nel mercato dei futures si sono osservati aumenti dell’open interest: ZEC ha mostrato una crescita superiore al 6% in 24 ore mentre l’OI su ETH è salito del 4%. Particolare attenzione ha suscitato un aumento del 22% dell’OI su contratti denominati FART, indicativo di attività speculativa su strumenti a più alto rischio.

In termini generali, l’aumento dell’open interest può segnalare un rafforzamento del posizionamento direzionale o una maggiore attività speculativa, a seconda della natura degli operatori coinvolti.

Situazione del mercato altcoin

Il mercato delle altcoin è rimasto complessivamente contenuto nonostante la forza relativa di alcune criptovalute leader. L’indicatore di “altcoin season” di riferimento si è attestato a 20/100, in calo rispetto ai valori di inizio mese, riflettendo una preferenza degli investitori per Bitcoin rispetto a posizioni più rischiose su altcoin.

Tra le eccezioni nelle ultime 24 ore, alcune monete hanno registrato guadagni significativi: TAO, ENA e AVAX sono aumentate tra il 4,5% e l’8,5%.

D’altra parte, Hedera (HBAR) ha ceduto il 3,8% mentre lo slancio generato dall’introduzione di un prodotto spot sul mercato sembra attenuarsi. Anche i volumi di scambio sono diminuiti, con un calo del 15% nelle ultime 24 ore a circa 245 milioni di dollari.

Il confronto tra l’attuale fase di mercato e quella di un anno fa è netto: alla fine del 2024 l’ambiente era dominato da memecoin virali e dalla crescita di exchange decentralizzati per derivati; oggi sembra essersi ridotta la partecipazione retail speculativa, lasciando spazio a token il cui andamento dipende maggiormente dallo sviluppo tecnico e dall’adozione reale.

Questa maturazione del mercato può risultare positiva per i cicli futuri, poiché permette a specifici settori di sovraperformare le tendenze generali; un esempio recente è stato il rally delle privacy coins in un periodo in cui Bitcoin e Ether raggiungevano minimi plurimensili.

Le privacy coins, tuttavia, sono entrate in una fase correttiva dopo il rialzo che è durato da settembre a fine novembre: ZEC ha perso circa il 29,4% nell’ultima settimana e DASH è scesa del 22%.