Ucraina, doppia mossa dell’UE: una punta sull’uso degli asset russi

La Commissione europea ha presentato due proposte distinte per raccogliere fondi a sostegno dell’Ucraina, che è in conflitto con la Russia da oltre tre anni: una soluzione prevede l’emissione di un prestito sui mercati finanziari e l’altra si basa sull’impiego dei proventi da attivi russi congelati in istituzioni finanziarie europee.

Le due alternative illustrate oggi evidenziano il dibattito ancora aperto tra gli Stati membri sulla strada migliore da seguire, con posizioni divergenti soprattutto sul ricorso agli attivi russi e sui rischi politici e finanziari connessi.

Ursula von der Leyen ha dichiarato:

“Con le proposte odierne garantiremo all’Ucraina i mezzi per difendersi e portare avanti i negoziati di pace da una posizione di forza. Stiamo proponendo soluzioni per contribuire al fabbisogno finanziario dell’Ucraina per i prossimi due anni, sostenere il bilancio dello Stato e rafforzare la sua industria della difesa, nonché la sua integrazione nella base industriale di difesa europea.”

Contenuto del pacchetto normativo

Il pacchetto presentato consiste in cinque testi legislativi: una modifica al bilancio pluriennale 2021-2027 per autorizzare la raccolta di capitale sui mercati; un regolamento che definisce le condizioni per un prestito basato sui proventi derivanti da attivi russi congelati; due misure volte a introdurre salvaguardie specifiche contro possibili ritorsioni da parte della Russia; e infine una proposta che vieta il trasferimento degli attivi congelati alla stessa Russia.

Queste norme mirano a coprire esigenze di breve e medio termine per il sostegno finanziario dell’Ucraina, includendo assistenza al bilancio pubblico, rafforzamento della capacità produttiva nel settore della difesa e integrazione nel mercato della difesa europeo.

Opzioni alternative e posizione degli Stati membri

La Commissione in passato aveva valutato tre possibili opzioni: l’utilizzo dei proventi dagli attivi russi, l’emissione di un prestito sui mercati e un meccanismo basato su garanzie nazionali. Le nuove proposte confermano che le opzioni possono essere adottate singolarmente o combinate, lasciando la decisione finale agli Stati membri.

Alcuni governi si sono mostrati cauti, richiamando l’attenzione sui rischi di natura finanziaria e sulle possibili ritorsioni politiche. Tra questi, il Belgio ha espresso rilievi specifici in relazione alla concentrazione di riserve russe nella propria giurisdizione, in particolare presso la società di servizi finanziari Euroclear.

La proposta della Commissione prevede di non utilizzare il capitale immobilizzato ma i redditi generati da quel capitale: in termini pratici si tratterebbe di un meccanismo attraverso il quale Euroclear finanzierebbe indirettamente un prestito all’Unione europea, con particolare attenzione a mantenere una distinzione tra capitale e proventi.

Questioni legali e finanziarie

L’impiego dei proventi derivanti da attivi congelati solleva complessi profili giuridici, tra cui il rispetto del diritto internazionale, la tutela dei diritti di proprietà e l’adeguatezza delle garanzie offerte agli investitori. Per questo le proposte includono norme volte a limitare l’esposizione finanziaria e a introdurre strumenti di protezione in caso di contromisure.

Dal punto di vista operativo, la modifica del bilancio pluriennale è necessaria per creare lo spazio giuridico che consenta alla Commissione di emettere titoli sui mercati; questa modifica richiederà il via libera formale da parte del Consiglio e del Parlamento europeo, con possibili valutazioni nazionali sui costi e benefici dell’operazione.

Implicazioni politiche e prossimi passi

La scelta tra le opzioni proposte avrà impatti politici rilevanti: un consenso su una misura che coinvolga attivi congelati potrebbe aumentare la pressione sulla Russia, ma richiede un equilibrio tra solidarietà e precauzione finanziaria. L’approvazione finale dipenderà dal negoziato tra gli Stati membri e dalle valutazioni dei rispettivi governi.

Nei prossimi mesi si attende che le istituzioni europee avviino consultazioni tecniche e legali, mentre i governi nazionali valuteranno le implicazioni sulle loro posizioni di bilancio e sulla sicurezza. L’esito determinerà la capacità dell’Unione europea di fornire un sostegno stabile e prevedibile all’Ucraina nel medio termine.

Il pacchetto ambisce a bilanciare esigenze immediate di finanziamento con la necessità di tutelare la stabilità finanziaria e la coesione politica tra gli Stati membri, prevedendo strumenti di salvaguardia che saranno oggetto di ulteriori negoziati tecnici e politici.



Author: Tony
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