Dipendenze: la Comunità Incontro rafforza la sua presenza a Roma

La Comunità Incontro, fondata da Don Pierino Gelmini nel 1963 nel centro principale di Amelia, ha inaugurato a Roma una sede rinnovata pensata come ponte fra famiglie, scuole e servizi sanitari per offrire sostegno nella lotta contro le dipendenze, sia da sostanza sia comportamentali. All’apertura ha partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, a testimonianza dell’attenzione delle istituzioni verso il tema.

La nuova sede e la sua funzione

La nuova sede del centro di appoggio e di sostegno diurno, denominata Il Cammino della Speranza, è operativa nel Municipio V in via Renzo da Ceri 93 ed è stata ristrutturata per accogliere persone con problemi di dipendenza e le loro famiglie. L’obiettivo è fornire un punto di riferimento territoriale che faciliti l’accesso ai servizi, l’accompagnamento al percorso terapeutico e l’integrazione con le risorse locali.

Alfredo Mantovano ha detto:

“Questa inaugurazione rappresenta una tappa importante del lavoro avviato dalla Comunità Incontro oltre sessant’anni fa. È essenziale mettere insieme la famiglia, i servizi pubblici e le comunità di recupero per offrire alternative concrete e durature alle persone in difficoltà. Luoghi come questo sono simboli di una risposta collettiva alla complessità del fenomeno delle dipendenze.”

Accreditamento e partecipazione istituzionale

La Comunità Incontro è una struttura terapeutica accreditata con il servizio sanitario nazionale e opera da oltre vent’anni anche nella città di Roma attraverso il gruppo d’appoggio Il Cammino della Speranza. Alla cerimonia erano presenti rappresentanti istituzionali locali e regionali, tra cui l’assessore ai servizi sociali del Regione Lazio Massimiliano Maselli, il presidente del Municipio V Mauro Caliste e l’assessore municipale alle Politiche Sociali Antonino De Cinti, insieme ai responsabili e agli operatori della Comunità.

Il rinnovo e la riapertura della sede sono stati resi possibili dalla deliberazione numero 104 dell’assemblea capitolina, un’iniziativa volta a valorizzare immobili pubblici assegnandoli a progetti sociali e del terzo settore, con l’intento di rafforzare la rete dei servizi di prossimità sul territorio.

Focalizzazione sulle famiglie e sui percorsi terapeutici

Giampaolo Nicolasi, responsabile della struttura, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento familiare nei percorsi di recupero e il carattere integrato dell’intervento della Comunità, che affianca le famiglie con servizi specifici.

“L’inaugurazione non è solo un taglio del nastro: è un’occasione per ribadire l’impegno della Comunità Incontro nel territorio romano. Nel processo terapeutico la famiglia gioca un ruolo determinante; qui forniamo supporto e preparazione ai familiari per affrontare insieme il delicato cammino del recupero.”

La sede offre servizi dal lunedì al venerdì, con orari mattutini e pomeridiani, e mette a disposizione operatori e professionisti per sostegno psicologico individuale e di gruppo, affiancamento familiare, attività informative e preventive, e percorsi di avviamento alla residenzialità in comunità. Tra i servizi è previsto anche il lavoro di collegamento con gli istituti penitenziari per assistere chi opta per misure alternative alla detenzione in favore del percorso comunitario.

Organizzazione dei servizi e modalità operative

Le attività del centro si svolgono prevalentemente in presenza ma sono disponibili anche servizi a distanza su richiesta, per garantire continuità anche a chi non può recarsi fisicamente alla sede. Il modello operativo è multidisciplinare e coinvolge figure psicologiche, educative e sanitarie che lavorano in rete con i servizi pubblici.

Il lavoro di rete con il SerD (i servizi per le dipendenze delle aziende sanitarie locali) è fondamentale per i percorsi di presa in carico, orientamento e invio ai programmi residenziali o ambulatoriali. Questa integrazione facilita il monitoraggio clinico e la continuità degli interventi.

Dati sull’attività e impatto territoriale

Il Gruppo d’appoggio di Roma segnala una media annua di circa 100 ingressi in comunità, inclusi i casi avviati con misure alternative alla detenzione, tutti provenienti tramite il SerD. Oltre a questi ingressi, il centro fornisce ogni anno sostegno a numerose persone e alle loro famiglie che quotidianamente si rivolgono al gruppo di appoggio per chiedere aiuto.

Ripristinare e potenziare presidi territoriali di prossimità come questo contribuisce a ridurre l’isolamento sociale, a migliorare l’accesso alle cure e a sostenere percorsi di reinserimento. L’auspicio delle istituzioni e degli operatori è che il modello venga esteso e replicato per rispondere alla domanda crescente di risposta integrata sul tema delle dipendenze.



Author: Tony
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