Edilizia in legno: nel 2024 la produzione regge grazie alle opere pubbliche
- 3 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il 2024 ha segnato una svolta nel settore dell’edilizia in legno: per la prima volta il valore della produzione destinata a opere pubbliche ha superato quello relativo a costruzioni residenziali e private. Il fenomeno è trainato soprattutto dagli investimenti e dagli interventi legati al Pnrr, destinati a consolidarsi nel 2025 e nel 2026, avviando una nuova fase per il comparto. Il legno non è più soltanto protagonista del residenziale evoluto, ma si afferma come elemento strutturale delle politiche nazionali per la rigenerazione del patrimonio edilizio, in particolare nel settore delle scuole, dell’hospitality, delle RSA e degli studentati, grazie a caratteristiche come sostenibilità, rapidità esecutiva e ridotto impatto cantieristico.
Un comparto che vale 2,3 miliardi
Il quadro emerge dal nuovo Osservatorio sull’edilizia in legno realizzato da Filiera Legno, la federazione che rappresenta 515 imprese del settore, con un valore aggregato di oltre 6 miliardi di euro e circa 23mila addetti. L’analisi descrive un settore che, pur in un contesto sfidante per il mondo dell’edilizia, nel 2024 ha mantenuto il suo fatturato intorno ai 2,3 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il 2023 anche dopo la riduzione degli incentivi fiscali intervenuti negli anni immediatamente successivi alla pandemia.
Angelo Luigi Marchetti, presidente di Filiera Legno, ha detto:
“Le imprese hanno dimostrato non solo resilienza, ma anche una notevole capacità di adattarsi ai nuovi paradigmi dell’edilizia pubblica.”
Secondo i dati dell’Osservatorio, il miglior andamento è stato registrato dalle aziende con continuità produttiva e fatturato superiore ai 15 milioni di euro. Queste imprese hanno investito in innovazione tecnologica e nelle risorse umane, rafforzando competenze interne, uffici tecnici e capacità progettuali di tipo ingegneristico. Tali investimenti hanno permesso l’accesso a bandi più complessi e di maggior valore, sostenendo la crescita e la capacità competitiva a livello nazionale.
Il pubblico supera il privato
Nel 2024 si è osservato un calo della componente residenziale: l’edilizia residenziale privata ha registrato una flessione del 9,2% rispetto all’anno precedente, mentre il valore della produzione destinata alle opere pubbliche è cresciuto del 20%. I progetti collegati al Pnrr pesano per circa il 12% del valore produttivo annuo del comparto e hanno spostato il baricentro del settore verso la domanda pubblica.
La federazione stima che nel 2025 la quota del pubblico arriverà intorno al 60% del fatturato complessivo, con una crescita degli investimenti stimata intorno al 18%, mentre le indagini sulle imprese associate rilevano un calo di domanda privata di circa il 10%. Questa tendenza è destinata a consolidarsi nel 2026, anche alla luce di norme europee e nazionali che orientano verso la decarbonizzazione e la riqualificazione del patrimonio edilizio.
In particolare, la Direttiva EPBD IV (la revisione della normativa europea sulle prestazioni energetiche degli edifici) introduce obiettivi più stringenti per la riduzione delle emissioni del patrimonio costruito e incentiva interventi di riqualificazione profonda. Analogamente, la legge sul Clima a livello nazionale tende a orientare gli investimenti pubblici verso soluzioni a minore impatto ambientale. Questi quadri normativi aumentano la domanda di prodotti e tecnologie sostenibili, ma richiedono anche adattamenti nelle procedure di appalto, nella qualificazione delle imprese e nella formazione professionale per rispettare nuovi standard tecnico-normativi.
Cresce il peso del Centro-Sud
La geografia produttiva dell’edilizia in legno in Italia mostra segnali di cambiamento. Le regioni del Nord, con il Trentino-Alto Adige in evidenza, continuano a rappresentare il 51% del costruito, ma è il Centro a registrare la crescita più vivace (+40%), mentre il Sud segna un incremento del 9%. Questo riequilibrio riflette la diffusione di bandi pubblici territoriali e l’aumento degli interventi di riqualificazione su tutto il territorio nazionale.
Anche le tecnologie mostrano un’evoluzione: la costruzione a telaio rappresenta il 53% delle opere in crescita, il CLT (Cross Laminated Timber) mantiene un ruolo significativo con il 41% e le soluzioni Blockhaus e altre tecnologie pesano per il 6%. Aumenta la quota di edifici consegnati “al grezzo” (31%), mentre il 48% è realizzato al grezzo avanzato e il 21% viene consegnato chiavi in mano, a testimonianza del coinvolgimento della filiera nelle grandi commesse pubbliche.
Le prospettive del settore implicano un ampliamento delle competenze professionali, una maggiore integrazione della filiera e la necessità di processi di certificazione e controllo qualitativo più stringenti. L’orientamento verso opere pubbliche di valore richiederà anche un rafforzamento della capacità progettuale degli enti appaltanti e delle imprese, con ricadute positive potenziali sull’occupazione qualificata e sulla sostenibilità complessiva del patrimonio costruito.