Manageritalia lancia il patentino per 40mila comunicatori
- 3 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Manageritalia, in collaborazione con la SAA – School of Management dell’Università di Torino (ente con riconoscimenti di accreditazione per la certificazione), ha avviato un progetto pilota volto a certificare le competenze dei professionisti della comunicazione. Si tratta di un percorso che mira a costruire un riconoscimento formale delle abilità pratiche e metodologiche necessarie per svolgere ruoli comunicativi in ambito professionale.
L’iniziativa prevede una sorta di «patentino» professionale rivolto a una platea stimata in oltre 40.000 operatori: professionisti interni alle aziende, consulenti esterni, membri di studi associati e nuove figure del settore digitale come influencer, content creator e social media manager. Lo scopo è differenziare chi esercita la professione con competenze accertate da chi si improvvisa comunicatore.
La comunicazione professionale è una funzione strategica per le imprese private, per le amministrazioni pubbliche, per gli enti e per il terzo settore, e richiede competenze specifiche che influenzano la reputazione, la gestione delle crisi, la trasparenza e il rapporto con i pubblici di riferimento.
Un’analisi promossa da Manageritalia stima la presenza in Italia di circa 35.000 professionisti che, direttamente in azienda o come consulenti e partner esterni, si occupano di attività comunicative. Considerando le nuove figure digitali, la popolazione interessata dalla certificazione supera le 40.000 unità.
La managerializzazione della comunicazione
La crescente complessità dei contesti comunicativi ha determinato una progressiva managerializzazione della funzione, che richiede competenze di governance, pianificazione strategica e responsabilità nei processi decisionali. Per discutere il tema e illustrare il progetto pilota è previsto un convegno a Roma intitolato «Governance della comunicazione professionale: competenze certificate e responsabilità», promosso da Manageritalia.
Simone Pizzoglio ha detto:
“La certificazione delle competenze nella comunicazione rappresenta un passaggio indispensabile. Non solo tutela chi opera con professionalità, ma assicura anche alle imprese, alle istituzioni e ai cittadini una comunicazione di qualità, trasparente e affidabile. È un investimento strategico per il futuro della professione e per il valore della buona comunicazione nel nostro Paese.”
Davide Caregnato ha detto:
“La collaborazione con l’Osservatorio per la Comunicazione d’Impresa del Piemonte e con le sedi locali dell’industria contribuisce a dotare gli operatori di una certificazione che riconosca formalmente requisiti e competenze accertate. Questo partenariato tra pubblico e privato è un valore per il sistema economico e sociale.”
Rita Palumbo ha detto:
“In un Paese che chiede trasparenza, responsabilità e qualità nell’azione pubblica, la certificazione del comunicatore diventa uno strumento essenziale per garantire competenze riconosciute, processi corretti e trasparenza. Con questo percorso intendiamo rafforzare una professione strategica nel dialogo tra istituzioni, imprese e società, offrendo standard chiari, verificabili e coerenti con principi etici.”
Il percorso e le modalità di certificazione
Il modello proposto prevede tre livelli di certificazione — Junior, Expert e Senior — pensati per riflettere diversi gradi di esperienza, responsabilità e specializzazione. Le competenze oggetto di valutazione coprono i principali ambiti della comunicazione: aziendale, pubblica e istituzionale, politica e sociale.
La certificazione avrà validità di sei anni, con una verifica intermedia dopo tre anni. Il mantenimento del titolo potrà avvenire tramite un percorso di aggiornamento professionale continuo: è prevista una soglia minima di 60 ore di formazione ogni tre anni per il rinnovo.
Il processo di valutazione include la verifica di requisiti formali e professionali, la valutazione di evidenze documentali (portfolio, esperienze, progetti) e, quando previsto, prove di valutazione dirette. L’obiettivo è coniugare standard oggettivi e pratiche professionali consolidate per garantire qualità e trasparenza.
Il coinvolgimento della SAA – School of Management dell’Università di Torino e di partner locali mira a costruire percorsi riconosciuti e coerenti con le esigenze del mercato del lavoro e delle istituzioni. La certificazione, oltre a tutelare i professionisti, può semplificare i processi di selezione e valorizzare competenze misurabili per enti pubblici e privati.
Nel medio termine, la diffusione di standard certificati favorisce la trasparenza nelle pratiche comunicative, una maggiore responsabilità nelle scelte strategiche e un miglioramento della qualità dell’informazione e del dialogo con i cittadini e i diversi stakeholder.