Lombardia guida la svolta per attrarre talenti dall’estero

L’integrazione dei lavoratori stranieri e il mercato del lavoro sono al centro del dibattito promosso da Confindustria Lombardia, che ha organizzato un momento di confronto con il patrocinio di Regione Lombardia e in collaborazione con Assolombarda e Confindustria Bergamo. Al centro dell’attenzione vi sono anche il calo demografico e la fuga dei giovani dall’Italia, fattori che pesano sulle prospettive occupazionali regionali.

L’iniziativa ha posto l’accento sulla necessità di definire strategie pratiche per coniugare internazionalizzazione e capitale umano, tenendo conto sia del modello di sviluppo regionale sia del quadro nazionale ed europeo, con riferimento alla cornice del Piano Mattei.

Contesto e fabbisogni occupazionali

I dati presentati mettono in evidenza bisogni significativi: per il periodo 2025-2029 si stima un fabbisogno complessivo di circa 617.000 lavoratori stranieri nel settore privato, di cui circa 245.000 destinati al comparto industriale. La Lombardia è indicata come la regione con la maggiore domanda, con oltre 146.000 unità richieste, pari al 24% del totale nazionale.

Di fronte a un flusso continuo di giovani che lasciano il Paese e a una dinamica demografica che mostra segnali di declino, la soluzione immediata risiede nella capacità di attrarre e integrare profili professionali dall’estero. Le associazioni datoriali locali hanno già avviato progetti per rendere operativo questo percorso.

Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia, ha dichiarato:

“I lavoratori stranieri rappresentano una risorsa strategica: non solo colmano carenze nei settori chiave, ma apportano competenze, diversità culturale e flessibilità organizzativa. Per governare questa sfida è fondamentale una collaborazione stretta tra imprese, istituzioni regionali e percorsi formativi, in particolare gli ITS, con l’obiettivo di creare un contesto favorevole sul fronte del lavoro, dell’abitare e dell’inclusione. La cornice del Piano Mattei e la sua declinazione locale, attraverso rapporti bilaterali con Paesi strategici, offrono opportunità concrete che le imprese lombarde sono pronte a cogliere.”

Per chiarire: gli ITS (Istituti Tecnici Superiori) sono percorsi di istruzione post-diploma focalizzati su tecnologie e competenze professionalizzanti, nati per ridurre il divario tra domanda aziendale e offerta formativa. Il Piano Mattei è la strategia nazionale pensata per favorire internazionalizzazione, formazione e partenariati bilaterali finalizzati all’attrazione di competenze e investimenti.

Progetti territoriali e strategie operative

Giovanna Ricuperati, presidente di Confindustria Bergamo, ha spiegato:

“Anche il nostro territorio sta sperimentando i rischi legati al calo demografico: per questo lavoriamo per avvicinarci alle nuove generazioni, potenziare la filiera formativa e rendere le imprese più attrattive. Stiamo costruendo progetti internazionali per favorire l’arrivo qualificato di giovani, come l’esperienza dell’ITS Tecnologie per la Vita di Bergamo, che è diventata riferimento per un bando nazionale del Piano Mattei e ha già portato sul territorio 70 studenti provenienti dall’Etiopia e dall’Egitto, prossimamente inseriti in percorsi di stage nelle nostre aziende. Un elemento strategico è il progetto ‘Live in Bergamo’, orientato alla creazione di un fondo immobiliare per coniugare rigenerazione urbana, risposte alle esigenze delle imprese e promozione di una reale integrazione sociale: una qualità abitativa adeguata è condizione necessaria per attrarre chi cerca opportunità di lavoro e di vita.”

Le iniziative locali citate puntano a coordinare formazione, politiche abitative e programmi di inserimento lavorativo. Il modello proposto combina l’attrazione di capitale umano qualificato con misure di supporto all’abitare e all’inserimento sociale per garantire sostenibilità nel medio-lungo periodo.

Dal punto di vista delle politiche pubbliche, il percorso suggerito richiede una strategia integrata che coinvolga amministrazioni regionali, ministeri competenti, istituzioni formative e parti sociali. Misure concrete includono accordi bilaterali con Paesi fornitori di competenze, percorsi di riconoscimento delle qualifiche, incentivi per l’alloggio e piani di accompagnamento all’ingresso nel mercato del lavoro.

Nel complesso, il dibattito ha evidenziato che l’inserimento strutturato di lavoratori stranieri, accompagnato da politiche abitative e formative efficaci, può contribuire a mitigare gli effetti del calo demografico e a preservare la competitività del sistema produttivo lombardo.



Author: Tony
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